domenica, Gennaio 29, 2023
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I Am Not Okay With This: 10 serie simili da vedere (o da rivedere)

I Am Not Okay With This è la nuova serie Netflix che ha debuttato, con 7 episodi da 30 minuti ciascuno, sulla piattaforma lo scorso 26 febbraio; ancora una volta, le difficoltà della crescita – e le contraddizioni dell’adolescenza – si mescolano con elementi soprannaturali (in questo caso specifico, dei superpoteri) creando un’interessante commistione di generi, sospesa tra romanzo di formazione, action e teen-drama.

Ma la serie creata da Jonathan Entwistle, già regista dietro al successo di The End of the F***ing World, e prodotta dagli stessi artefici di Stranger Things, non è l’unica ad aver scelto una chiave “pulp” (intesa letteralmente proprio come “pasticcio di generi”) per riflettere sulle difficoltà della crescita al giorno d’oggi: sempre più spesso gli showrunner scelgono di contaminare i loro prodotti abbandonando la tradizionale strada, già battuta, del teen-drama in favore di nuove modalità narrative.

Nel caso di I Am Not Okay With This (qui la recensione), sarà anche per via della presenza di regista, sceneggiatore e produttore, i toni sono sospesi tra le atmosfere di Stranger Things e l’approccio di The End of the F***ing World; i giovani protagonisti Sophia Lillis e Wyatt Oleff, poi, giungono entrambi dal mondo di IT e sono grandiosi nel ricoprire i propri ruoli e la storia sembra diventare sempre più interessante man mano che si sviluppano gli episodi: Sydney, la protagonista, è «una noiosa diciassettenne bianca» che frequenta il liceo e si barcamena tra le sfide e le difficoltà dello studio, della famiglia e del sesso. Tuttavia, Sydney deve fare i conti anche con dei misteriosi superpoteri che scopre di avere e che sembrano esplodere come reazione alle sue emozioni più forti.

Purtroppo al momento la serie conta soltanto i 7 episodi che compongono la prima stagione: ci vorrà un po’ di tempo, per tutti gli spettatori appassionati, prima di poter vedere il secondo ciclo con le avventure della giovane Sidney. Nel frattempo, perché non scoprire altre 10 serie che possono benissimo riempire il vuoto lasciato da I Am Not Okay With This nei nostri cuori?

10. On My Block

La terza stagione di On My Block sta per essere rilasciata e tutti i fan sono molto eccitati per poter finalmente scoprire cosa accadrà nel celebre teen drama.  Finora, quella narrata è stata un’interessante storia coming-of-age incentrata su un gruppo di adolescenti che vivono in un malfamato quartiere di Los Angeles. Se siete alla ricerca di una serie incentrata sulle comunità meno rappresentate sul piccolo schermo, capace di mostrare in modo realistico i problemi quotidiani degli adolescenti, On My Block è uno dei migliori punti di partenza. La storia è coinvolgente, la recitazione brillante e l’unica cosa che rimane da fare è… continuare a gardare!

9. Russian Doll

Se invece siete alla ricerca di qualcosa di spontaneo, energico e diverso da tutto quello che avete visto finora, forse Russian Doll è il vostro prossimo obiettivo. Natasha Lyonne è stata in grado di creare una serie coinvolgente che riprende una vecchia formula utilizzata già in Ricomincio da Capo (1993), infondendole però nuova linfa vitale. La Lyonne è stata acclamata per la sua interpretazione e ha ricevuto numerosi riconoscimenti; quando inizierete a guardare la serie (che purtroppo è composta da una sola stagione), noterete l’umorismo unico e il modo personalissimo nel quale affronta argomenti importanti e impegnativi pur rimanendo, a tutti gli effetti, una commedia.

8. SKAM

La serie norvegese – in quattro stagioni – SKAM è diventata leggendaria. Nonostante i numerosi remake e gli adattamenti realizzati in diversi paesi e lanciati poco dopo l’uscita della serie, nessuno è riuscito ad uguagliare il successo dell’originale.  Al momento del lancio, la strategia di lanciare gli episodi scanditi dai messaggi inviati “live” dai personaggi sembrò davvero innovativa, ma non si è trattata dell’unica nota brillante legata alla serie. Ogni stagione è incentrata sulla storia di uno dei personaggi principali del gruppo centrale di amici protagonisti. Con ogni storia, il prodotto audiovisivo affronta vari argomenti che sono rilevanti sia per gli adolescenti che per gli adulti tra i quali il sesso, l’immigrazione, la religione, l’amicizia, l’amore, la giustizia e molti altri. Le relazioni tra i vari personaggi sono piacevolissime da guardare e il modo in cui si sviluppa la storia è, fin troppo spesso, inaspettato.

7. Everything Sucks!

Per quelli che invece sono alla ricerca di qualcosa di più leggero, Everything Sucks! Potrebbe essere un’ottima serie da scoprire. Ambientata nel 1996 nella città – vera – di Boring, Oregon, la dramedy segue le vicende di un gruppo di adolescenti che frequentano la Boring High School e sognano il proprio futuro. Per quanto la serie sia piena di difetti e sia stata criticata subito per aver ripetuto una lunga serie di topoi di genere, è comunque capace di sviluppare un pubblico di appassionati che la considerano un cult: per farvi capire il loro tono, basta dire che Everything Sucks! È stata paragonata a Stranger Things, Freaks and Geeks e Degrassi.

6. Maniac

Maniac può spiazzare: la serie segue due partecipanti a un esperimento farmaceutico (interpretati da Emma Stone e da Jonah Hill) che sono connessi tutto il tempo tra loro durante la procedura. Ogni episodio è ambientato in un ambiente diverso (per esempio, una foresta medievale dove Emma Stone si trasforma in un elfo). L’intero esperimento è abbastanza surreale e, proprio per tale motivo, potrebbe restituirvi all’inizio delle vibrazioni simili alle atmosfere di I Am Not Okay With This; e forse proprio per questo motivo la serie è stata candidata a numerosi premi.

5. Dark

La prima serie originale tedesca targata Netflix si intitola Dark ed è un thriller sci-fi ambientato in una versione “seriale” (non corrispondente alla realtà) della cittadina di Winden, in Germania. La premessa narrativa è molto simile a quella di Stranger Things: un ragazzino scompare e tutti – sia gli adulti che gli adolescenti – iniziano a cercarlo. Ma le similitudini si esauriscono quasi subito: Dark è molto più oscura di Stranger Things ed esplora degli argomenti molto più maturi e complessi come il tempo e i suoi effetti sulla natura umana. La storia è piena di colpi di scena e rivelazioni che vi costringono a restare ben attenti sul bordo della vostra poltrona. Noterete inoltre che l’atmosfera è simile a quella di un’altra serie recente, Chernobyl (piccolo spoiler: c’è una linea narrativa simile al disastro di Chernobyl).

4. Euphoria

Una delle più recenti serie targate HBO, Euphoria, è stata prodotta dalla A24 che è più conosciuta come una delle migliori casa di produzione indipendenti di tutti i tempi. Il teen drama è pricipalmente basato sull’omonima serie israeliana e segue un gruppo di adolescenti che devono passare diverse esperienze che esplorano gli ambiti del sesso, dell’abuso della droga, dell’amicizia, l’identità, il trauma e molti altri. Stilisticamente, Euphoria è una gioia per gli occhi. La serie è raccontata dalla prospettiva della diciassettenne Rue (interpretata da Zendaya) che ritorna a casa dopo essere stata ricoverata per la sua dipendenza dalla droghe. Ciò che è degno di nota, è soprattutto il cast della serie che è veramente variegato, ma che non si dimentica mai dello sviluppo drammaturgico né dello sviluppo dei personaggi.

3. Stranger Things

Tra tutte le serie presentate in questo articolo, Stranger Things è di sicuro la più popolare. Ha alcuni difetti in un certo senso, ma i lati positivi soverchiano quelli negativi ed è di sicuro proprio per tale motivo che la serie ha un così alto numero di fan, e che potrebbe in caso diventare un classico cult come un’altra serie non convenzionale ben più famosa (e datata): Twin Peaks. L’atmosfera misteriosa, la storia carica di tensione, gli elementi soprannaturali, i numerosi riferimenti, l’azione perfetta – tutto questo ha contribuito al successo della serie. Non c’è da meravigliarsi, quindi, che la serie abbia già ispirato i produttori a creare un altro show con elementi soprannaturali, un certo… I Am Not Okay With This.

2. Sex Education

Al contrario di quanto può essere suggerito dal titolo, Sex Education non è un documentario sul sesso, per quanto risulti molto utile per tutti quei giovani e giovanissimi interessati a saperne di più su quest’argomento. Per quanto al momento ci siano solo due stagioni disponibili, sembra che la serie sia ben lontana dal giungere a una conclusione. Il personaggio principale è un ragazzo di nome Otis (interpretato da Asa Butterfield) che ha appena iniziato a frequentare le scuole superiori. Sua madre è una terapista sessuale ed è per questo motivo che il ragazzo sa molte informazioni su argomenti intimi pur essendo, in verità, socialmente in imbarazzo. Il tono è da commedia brillante, ma Sex Education è capace anche di affrontare temi come le relazioni tra genitori e figli, le famiglie disfunzionali, la sessualità e molti altri.

1. The End of the F***ing World

Sapevate che sia The End of the F***ing World che I Am Not Okay With This sono entrambe basate sui fumetti creati da Charles Forsman e dirette da Jonathan Entwistle? Entrambe le serie hanno infatti un senso dell’umorismo strano e seguono le avventure di personaggi che sis ono ancor più strani – e fuori posto – una volta usciti dal loro mondo. Per quanto non ci siano elementi soprannaturali in The End of the F***ing World, il tono utilizzato è abbastanza simile a quello di I Am Not Okay With This: infatti, proprio per via di un Easter Egg collocato in quest’ultima, dove vengono mostrate le foto dei due protagonisti della prima serie, si è pensato già a un ipotetico crossover tra i due.

Fonte: ScreenRant

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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