venerdì, Dicembre 9, 2022
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Twin Peaks recensione dei primi due episodi della terza stagione

I’ll see you again in 25 years.” Nel lontano 1992, con queste parole Laura Palmer (Sheryl Lee) congedava il giovane agente Cooper (Kyle MacLachan) nell’ultimo episodio della seconda stagione di I segreti di Twin Peaks. Oggi, la prima puntata dell’attesissimo revival – trasmessa dall’emittente statunitense Showtime – è stata inaugurata della medesima sequenza, rimontata per l’occasione in un unico campo-controcampo tra i due protagonisti.

Questo è però solo l’inizio di un’operazione di rilancio complessa e rischiosa, incaricata di dare un degno finale alla vicenda che negli anni Novanta catalizzo l’attenzione mondiale. Tentando pertanto di non dimenticare ciò che Twin Peaks è stato oltre a ciò che sta per diventare, una domanda appare immediatamente spontanea: cosa sopravvive in questo nuovo doppio episodio del misterioso mondo ideato da David Lynch e Mark Frost? La risposta, contrariamente ad ogni più rosea aspettativa, è: tutto!

Aprendosi a location inedite come la lugubre New York o l’iridescente provincia del South Dakota, Twin Peaks si ripresenta anzitutto nei suoi luoghi più conosciuti, seppur centellinati in un’attesa forse ancora in divenire

Aprendosi a location inedite come la lugubre New York o l’iridescente provincia del South Dakota, il piccolo paese di montagna si ripresenta anzitutto nei suoi luoghi più conosciuti, seppur centellinati in un’attesa forse ancora in divenire. In una sorta di enjambement narrativo, la Loggia Nera si ritaglia invece uno spazio predominante: come se il tempo non fosse passato, il soffocante rosso delle tende segmenta nuovamente i pavimenti zigzaganti, facendo da sfondo monocromatico all’arredamento minimale e dechirichiano.

A popolare questi micro-mondi, ci sono naturalmente i personaggi che ben conosciamo. Se figure storiche come Shelly (Mädchen Amick) e James (James Marshall) appaiono solo brevemente, Dale Cooper si riconferma assoluto protagonista, soprattutto nella seconda parte. Il suo oscuro confronto con l’altera Laura Palmer si delinea come uno dei passaggi più riusciti di questi primi due episodi, rendendo credibile anche la spinosa questione dell’innegabile invecchiamento degli interpreti.

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Twin Peaks: una mini guida agli episodi in attesa della nuova stagione

Con uno scarto temporale così grande, una seconda domanda risulta tuttavia ovvia: esistono delle differenze? Ad un primo sguardo, la maggiore scissione è rintracciabile nella storia vera e propria. Nonostante un’ottima connessione con il finale precedente, la vicende necessitano obbligatoriamente di un concreto reboot della story-line: scoperto da tempo l’assassino della ragazza e – momentaneamente? – insoluta la questione Windom Earle, Lynch propone un nuovo e timido snodo, probabilmente destinato a incanalarsi retrospettivamente verso i precedenti.

Le atmosfere si fanno inoltre più macabre e strazianti. Se le due stagioni originali giocavano tra registri differenti, questo revival sembra rievocare lo stile più dark di Fuoco Cammina Con Me, prequel cinematografico che nel 1992 raccontò gli ultimi giorni di vita di Laura Palmer. Contrariamente al prodotto originale, Lynch si dimostra completamente conscio delle proprie capacità autoriali, offrendo un affresco a tratti più vicino allo sperimentalismo di Inland Empire che all’onirismo di Blue Velvet.

Simile e differente dall’originale, l’esordio del nuovo Twin Peaks convince e coinvolge, rigettando qualsiasi effetto nostalgico e favorendo un crescendo emotivo unico nel suo genere

In perfetta egemonia con la resa visiva, la musica spesso scompare a favore di uno stridente silenzio: sebbene non possa mancare l’iconica sigla di Angelo Badalamenti, la colonna sonora si fa più minimal, in perfetta aderenza con la macabra visione lynchiana.

Nel complesso un ottimo rilancio, dunque. Simile e differente dall’originale, l’esordio del nuovo Twin Peaks convince e coinvolge, rigettando qualsiasi effetto nostalgico e favorendo un crescendo emotivo unico nel suo genere. Disponibile in italiano su Sky Atlantic dal 26 maggio, lo show di David Lynch e Mark Frost ha quindi intrapreso un tortuoso e pericoloso percorso, guadagnandosi però una piccola vittoria: l’esordio è infatti pienamente riuscito.

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Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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