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The Young Pope Stagione 1 recensione

Nucky Thompson o Tony Soprano? No, non è un malavitoso l’eroe della prima serie tv di Paolo Sorrentino, ma è un uomo che si ritrova a capo dell’organizzazione più antica e misteriosa della storia. Il giovane Papa, bello e inaccessibile, assalito da dubbi personali, sedotto dalla politica, è un’opera molto ambiziosa. Jude Law, nei panni dell’astuto e turbato giovane Pontefice è al massimo della forma; elegante e superbo, l’attore brilla nella serie del regista premio Oscar per La Grande Bellezza, incentrata sulle affascinanti macchinazioni del Vaticano.

Il protagonista è Lenny Belardo, un cardinale conservatore americano che diventa il primo Papa americano della storia. Il Pio XIII di Sorrentino è una figura controversa, in contrasto con l’immagine tipica del Pontefice. Distante dallo stile di vita clericale, Lenny Belardo fuma e ascolta musica rock, indossa infradito o Loboutin, e a colazione beve Coca Cola zero alla ciliegia. La vittoria di Lenny è il risultato di un intrigo machiavellico pasticciato dal suo mentore, il cardinale Michael Spencer (James Cromwell), anche lui in lizza per diventare Papa.

Pio XIII inizia un duello cerebrale con l’ambiguo cardinale Voiello (Silvio Orlando), Segretario di Stato del Vaticano che è stato sempre il vero Pontefice, l’uomo dietro le quinte.Scoprirà ben presto che “il giovane papa” è un personaggio poco manovrabile dai cardinali e amante del potere, ma nel corso degli episodi emergeranno lati più fragili del suo carattere e aspetti del suo passato. Abbandonato dai genitori all’età di 7 anni in un orfanotrofio cattolico, Lenny Belardo è stato accolto e accudito da suor Mary (Diane Keaton), che lo ha cresciuto e indirizzato alla carriera ecclesiastica.

Sorrentino potrebbe essere stato influenzato da Nanni Moretti con il suo Habemus Papam del 2011: il racconto del papato travagliato di Giovanni Paolo I, con le scene comiche dei cardinali insieme nelle loro piccole camere e la disastrosa mancanza del nuovo Pontefice di dare la giusta via ai fedeli. Ma tutto ha la firma di Sorrentino, superbamente portata sul piccolo schermo: scene stilizzate, silenzi di gruppo, ambienti impregnati da sognante musica elettronica, uno stato confusionario di assenza di gravità e uno stato d’animo contrastante tra la meraviglia e l’ansia.

Come ne La Grande Bellezza, c’è un grande rispetto per Roma, per l’arte e per i misteri papali impregnati nelle mura Vaticane da più di 2000 anni. Come nel suo film precedente, Youth La Giovinezza, vi è una sequenza di sogno abbagliante che coinvolge Venezia, una città con dolorose associazioni personali per il giovane Papa. La prima immagine all’inizio della serie è quella di Lenny bambino che riesce a uscire da sotto un mucchio di bambini dormienti. Vediamo così un uomo duro, conservatore, delirante, con numerosi intrighi da ordire. Ma a mano a mano che la serie va avanti conosciamo un Lenny più profondo, a volte alla deriva, con le ferite dell’infanzia mai rimarginate. Negli episodi finali quell’uomo sfuggente e inavvicinabile finalmente si concede, riuscendo a trasformare il suo dolore privato in un abbraccio d’ amore verso tutti i suoi fedeli.

Jude Law è straordinario, forse la sua interpretazione migliore e viscerale dai tempi di Dickie Greenleaf ne Il Talento di Mr. Ripley. Silvio Orlando è un ottimo cortigiano, l’illeggibile cardinale Voiello che tesse le sue fila alla maniera di un moderno Richelieu (o Andreotti, se vogliamo). Diane Keaton rappresenta quella guida che il piccolo Lenny non ha mai avuto; Suor Mary è una donna forte e disposta a tutto per il bene della Chiesa.

The Young Pope, la prima serie tv ideata, scritta e diretta dal regista premio Oscar, è una scommessa vinta, rivelatasi un vero e proprio evento mediatico. La co-produzione Sky International, HBO e Canal Plus ha riscosso un enorme successo di pubblico e per questo motivo, a ridosso del finale della prima stagione, è stata confermata la produzione di un secondo ciclo di episodi.

Lucia Lorenzini

Lucia Lorenzini
Lucia Lorenzini
Dipendente da cinema e serie tv fin da quando ha iniziato a usare il telecomando | Film del cuore: Casablanca | Il più grande regista: Martin Scorsese | Attore preferito: Leonardo DiCaprio | La citazione più bella: "Luke, sono tuo padre" (Star Wars Episodio V - L'Impero Colpisce Ancora)

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