venerdì, Dicembre 2, 2022
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The Sandman, recensione della serie Netflix basata sul fumetto di Neil Gaiman

La recensione di The Sandman, la serie fantasy horror basata sul fumetto di Neil Gaiman. Dal 5 agosto disponibile su Netflix.

Tra la fine degli anni ’80 e la prima metà degli anni ’90, quando i The Cure scalavano le classifiche con album come “Disintegration” e “Wish”, non c’era fumetto più amato dagli appartenenti alla sottocultura goth di The Sandman. La cupa ed introspettiva serie, pubblicata tra il 1988 e il 1996 da Vertigo (etichetta sussidiaria di DC Comics dedicata ad opere pensate per un pubblico più maturo), presentava una nuova versione dell’omonimo eroe della Golden Age, rivoluzionando completamente quello che era nato come uno dei tanti vigilanti mascherati dell’epoca.

Un viaggio nel fantastico mondo dei sogni, che oscilla tra il fantasy e l’horror, nato dalla mente dello scrittore inglese Neil Gaiman, con il contributo dei disegnatori Sam Kieth e Mike Dringenberg. Una rielaborazione di diverse suggestioni letterarie e mitologiche unica ed originale, che per più di vent’anni si è tentato, invano, di portare sullo schermo, sia grande che piccolo (dietro al progetto si sono avvicendati nomi del calibro di Roger Avary e James Mangold). Un adattamento che alla fine si è concretizzato in una serie tv, disponibile su Netflix dal 5 agosto, con una prima stagione composta da dieci episodi.

Una trasposizione che è stata seguita da vicino dallo stesso Gaiman, qui sceneggiatore e produttore esecutivo, con un ruolo più attivo rispetto a quello ricoperto nella serie tv di American Gods (tratta dal suo omonimo romanzo, la trovate disponibile su Amazon Prime Video). Lo affiancano, nelle vesti di showrunner, David S. Goyer (La trilogia del cavaliere oscuro, Fondazione) e Allan Heinberg (sceneggiatore del primo film dedicato a Wonder Woman). La trama di questa prima stagione di The Sandman segue, con alcune variazioni, i primi due cicli della serie a fumetti: “Preludi e notturni” e “Casa di bambola”.

1916, Morfeo degli Eterni (Tom Sturridge), signore dei sogni, si trova nel mondo dei mortali per dare la caccia al Corinzio (Boyd Holbrook), un temibile incubo scappato dal suo regno onirico. Mentre è in procinto di affrontare il pericoloso fuggitivo, Morfeo viene evocato ed intrappolato dall’occultista Roderick Burgess (Charles Dance), che ne sfrutta negli anni a venire il potere per ottenere fama e gloria. Liberatosi dopo 105 anni di prigionia, il signore dei sogni dovrà ritrovare i tre amuleti fonte del suo potere (il sacchetto di sabbia, l’elmo e il rubino) per salvare il suo regno in rovina. Nel mentre il Corinzio, ancora a piede libero, complotta nell’ombra.

The Sandman. Cr. Courtesy of Netflix © 2022

The Sandman segue a grandi linee abbastanza fedelmente le vicende del fumetto, cambiando alcuni dettagli nello svolgimento degli eventi. Il Corinzio, antagonista che si palesa negli albi solo nella seconda parte (la succitata “Casa di bambola”), è qui presentato da subito come il cattivo principale della stagione (non solo contribuirà alla prigionia del suo padrone, ma sarà dietro a diversi degli ostacoli che Morfeo si troverà ad affrontare).

I riferimenti ad altri personaggi e luoghi del DC Universe, inoltre, sono stati rimossi dalla storia; una modifica non traumatica e utile per rendere la serie più appetibile ad un pubblico più ampio. Non aspettatevi, quindi, di veder sbucare Martian Manhunter o di visitare gli oscuri corridoi dell’Arkham Asylum (il personaggio di John Dee, interpretato da David Thewlis, qui è rinchiuso in un ospedale psichiatrico all’avanguardia).

Lo scaltro e presuntuoso mago in impermeabile John Constantine – tra i personaggi più importanti nel mondo occulto del DCU, già portato sullo schermo da Keanu Reeves e Matt Ryan – è qui sostituito da una versione femminile, Johanna Constantine (Jenna Coleman), comunque molto fedele nel background e nel carattere alla controparte cartacea.

Nonostante queste modifiche, The Sandman rispetta fedelmente lo spirito dell’opera originale, mantenendo il riuscito mix di generi e toni. Si passa dall’inquietante horror del quinto episodio (un’orgia di sesso e violenza causata da Dee in una tavola calda) all’esistenzialismo del sesto, dove si riflette sulla natura e sul ruolo della morte.

Una trasposizione riuscita anche grazie agli effetti digitali, perlopiù adeguati nel portare in scena le sequenze oniriche e i mondi immaginifici di The Sandman. Una serie tv che saprà accontentare la maggior parte degli iniziati all’opera di Gaiman e conquistare un certo numero di nuovi adepti.

Guarda il trailer ufficiale di The Sandman

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Questa prima stagione di The Sandman segue abbastanza fedelmente le vicende dei primi due cicli di storie del fumetto, “Preludi e notturni” e “Casa di bambola”. Alcune modifiche, come quella di affrancarsi dagli elementi appartenenti al DC Universe, non compromettono lo spirito dell'opera. La serie tv mantiene il riuscito mix di generi, dal fantasy all'horror, risultando una trasposizione perlopiù riuscita.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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Questa prima stagione di The Sandman segue abbastanza fedelmente le vicende dei primi due cicli di storie del fumetto, “Preludi e notturni” e “Casa di bambola”. Alcune modifiche, come quella di affrancarsi dagli elementi appartenenti al DC Universe, non compromettono lo spirito dell'opera. La serie tv mantiene il riuscito mix di generi, dal fantasy all'horror, risultando una trasposizione perlopiù riuscita.The Sandman, recensione della serie Netflix basata sul fumetto di Neil Gaiman