domenica, Gennaio 29, 2023
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Stranger Things Stagione 4, la recensione del Volume 1

La recensione della prima parte della quarta stagione di Stranger Things, l'acclamata serie creata dai Duffer Brothers. Dal 27 maggio su Netflix.

Torna sul piccolo schermo, dopo tre anni di assenza, Stranger Things, una delle produzioni originali Netflix più amate dal pubblico. La prima parte della quarta e penultima stagione – la serie è già stata rinnovata per una quinta e conclusiva avventura – sarà disponibile sulla piattaforma di streaming dal 27 maggio, con l’uscita degli ultimi due episodi prevista per il 1 luglio. Un nuovo tuffo nostalgico negli anni ’80, questa volta più cupo e inquietante del solito.

“Squadra che vince non si cambia”, un proverbio che Netflix non ha voluto contraddire, con il ritorno dei due creatori della serie, i Duffer Brothers, e del produttore esecutivo e regista Shawn Levy (Free Guy – Eroe per gioco, The Adam Project). Un team rodato a cui si aggiunge Nimród Antal (Predators, Servant), dietro la macchina da presa in due dei sette episodi che compongono questa prima parte della stagione (il quinto e il sesto, i restanti sono diretti dagli stessi Duffer e da Levy).

Sono passati sei mesi dalla battaglia con il Mind Flayer allo Starcourt Mall e dalla scomparsa di Hopper (David Harbour); l’affiatato gruppetto di amici si è ritrovato ad affrontare il primo anno delle superiori diviso. Mentre Mike (Finn Wolfhard), Dustin (Gaten Materazzo), Lucas (Caleb McLaughlin) e Max (Sadie Sink) sono rimasti a Hawkins, Undici (Millie Bobby Brown) si è trasferita in California con Joyce (Winona Ryder) e i suoi figli, Will (Noah Schnapp) e Jonathan (Charlie Heaton). Con l’avvicinarsi delle vacanze di primavera, uno strano ed inquietante omicidio, di origine sovrannaturale, torna a sconvolgere la serenità della cittadina dell’Indiana. Che sia di nuovo coinvolta qualche misteriosa creatura dell’oscura dimensione del Sottosopra?

Crescono i giovani protagonisti, ora alle prese con i problemi dell’high school, e si incupiscono i toni, con un’ironia sempre più sfumata. Stranger Things 4 guarda all’horror, ancora più delle precedenti stagioni, trovando le sue ispirazioni principali nel romanzo “It” di Stephen King e in pellicole come Nightmare – Dal profondo della notte (Robert Englund, storico interprete del serial killer sovrannaturale Freddy Krueger, ha addirittura un piccolo ruolo nella serie). Preparatevi a sequenze oniriche da incubo, dove sensi di colpa e traumi del passato torneranno a tormentare le ignare vittime, e a morti più disturbanti del solito.

Un contesto dove l’antagonista principale, Vecna (anche questa volta il nome è mutuato da “Dungeons & Dragons“), mostra caratteristiche inedite, vicine a quelle del pagliaccio Pennywise e del succitato Freddy. Un essere che si distingue dalle precedenti bestie inumane, come il Demogorgone e il Mind Flayer, nell’aspetto antropomorfo e per una più spiccata personalità. Il primo villain con una origine ben definita, che verrà svelata man mano negli episodi, pensato per essere una vera e propria nemesi per la nostra eroina Undici.

Cr. Courtesy of Netflix © 2022

Nella cupezza diffusa della serie, trovano spazio anche riferimenti al Satanic panic degli anni ’80: un fenomeno di isteria collettiva, diffuso negli Stati Uniti dell’epoca, che portò molte persone a credere che dietro a diversi crimini ci fosse la crescente influenza di sette sataniche. Una teoria del complotto che arrivò a demonizzare la musica heavy metal e giochi di ruolo come D&D, colpevoli di corrompere le giovani menti spingendole al culto del demonio. In Stranger Things 4, infatti, uno dei nuovi personaggi (Eddie, interpretato da Joseph Quinn), dungeon master e metallaro, sarà ingiustamente accusato di omicidio, venendo braccato in una insensata caccia alle streghe.

Una stagione dove l’elemento corale è ancora più prominente, con diverse linee narrative parallele che si svilupperanno alternandosi (l’indagine a Hawkins, le vicende californiane, la prigionia di Hopper in Kamčatka). La natura corale della storia giustifica la lunghezza considerevole delle puntate (mediamente ci aggiriamo sui 75 minuti ad episodio, più un mid-season finale di 98 minuti), dove raramente proveremo la sensazione di “brodo allungato”.

Stranger Things 4, in questa prima parte, si conferma già la più ambiziosa stagione della serie, dove tutto è più grande e più cupo. Per certi versi è un more of the same, tra minacce sovrannaturali e complotti governativi, ma realizzato in modo impeccabile, con valori produttivi di altissimo livello ed un cast, come sempre, perfetto. Una produzione che di sicuro soddisferà chiunque non veda l’ora di tornare a Hawkins, pronto a reimmergersi nel mistero e nell’avventura.

Guarda il trailer di Stranger Things 4 Vol. 1

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Stranger Things 4, in questa prima parte, si presenta come una stagione più cupa delle precedenti, pesantemente influenzata da opere horror come il romanzo “It” e la pellicola Nightmare - Dal profondo della notte. Una storia più corale giustifica la lunghezza degli episodi, tutti ampiamente sopra l'ora di durata, evitando quasi sempre la sensazione di “brodo allungato”. Un ritorno a Hawkins che soddisferà completamente i fan della serie Netflix.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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