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Sex Education Stagione 3, recensione della serie con Asa Butterfield

La recensione della terza stagione di Sex Education, la serie con Asa Butterfield e Gillian Anderson. Dal 17 settembre disponibile su Netflix.

Finalmente è arrivato il giorno tanto atteso: venerdì 17 settembre uscirà sulla piattaforma streaming Netflix la terza stagione di Sex Education. Le porte del liceo Moordale riaprono e, con gli alunni, entrerà il nuovo preside della scuola, la giovanissima Hope, presentandosi come colei che farà dimenticare a tutti l’appellativo di “scuola del sesso”.

In prima fila troveremo la vecchia coppia della “clinica del sesso”, Otis (Asa Butterfield) e Meave (Emma Mackey), alle prese con il loro ultimo anno di scuola, e che anno! Li avevamo lasciati al momento in cui Otis si era dichiarato tramite un messaggio a Meave, che Isaac aveva cancellato rovinando il sogno di tutti gli spettatori che speravano nella nascita di una relazione tra i due. L’estate finirà, la scuola ricomincerà e i ragazzi si ritroveranno alle prese con nuovi problemi, legati specialmente ad una gestione “medievale” della scuola: dovranno indossare sobrie uniformi evitando di apportarvi modifiche, tenere dei comportamenti rispettando regole molto severe, partecipare a lezioni di educazione sessuale a dir poco imbarazzanti e vetuste e, soprattutto, praticare l’astinenza dal sesso.

Vedremo relazioni nate nelle scorse stagioni della serie proseguire, ne vedremo nascere altre davvero improbabili, con finali che ci lasceranno a bocca aperta. Non mancheranno scene di grande divertimento, una in particolar modo relativa ad una gita scolastica in Francia; ma anche la commozione sarà spesso dietro l’angolo, grazie alla presenza di personaggi come Meave che, sempre più matura nonostante la giovane età, farà delle scelte molto dolorose, o come Adam. Quest’ultimo personaggio ricoprirà un ruolo davvero importante nella terza stagione, sarà forse uno dei più amati dal pubblico, sebbene agli esordi della serie suscitasse sentimenti negativi tra gli spettatori; sarà colui che più di altri porterà avanti il tema della scoperta dei propri gusti sessuali, sarà alle prese con una crescita personale sbalorditiva che metterà tutti a tacere.

Verrà introdotto con il personaggio di Cal, un* nuov* studentess* della scuola, la tematica genderqueer o nonbinary, affrontata in modo leggero ma allo stesso tempo profondo. Con la terza stagione di Sex Education,  sarà la volta anche di un maggiore approfondimento dei rapporti interpersonali tra adulti, specie tra la sessuologa Jean, madre di Otis, interpretata dalla bravissima Gillian Anderson, e Jacob, il tuttofare svedese interpretato da Mikael Persbrandt; non solo, anche tra i genitori di Adam, la signora Maureen Groff e l’ex preside Michael Groff, alle prese con il divorzio.

Se le aspettative dei fan su questa terza stagione sono alte è perché il coinvolgimento da parte loro per la prima e la seconda è sempre stato molto forte; Sex Education ha il pregio di parlare ad un vasto pubblico di tutte le età, di argomenti importanti come il sesso tra gli adolescenti, l’amore coniugale e il rispetto verso il prossimo a prescindere dai suoi gusti sessuali o dalla sua identità di genere, in modo sì ironico, ma allo stesso tempo profondo.

Anche nella terza stagione ritroviamo queste tematiche, rinnovate e, per certi versi, approfondite. Questo non significa che Sex Education abbia cambiato genere, ma sembra quasi che la serie sia cresciuta per qualità argomentative e registiche, di pari passo con i protagonisti che la raccontano. Un finale emozionante e leggermente malinconico lascia intendere che probabilmente ci sarà una quarta stagione; speriamo non rimanga solo una speranza del pubblico.

Guarda il trailer ufficiale di Sex Education 3

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Sex Education ha il pregio di parlare ad un vasto pubblico di tutte le età, di argomenti importanti come il sesso tra gli adolescenti, l’amore coniugale e il rispetto verso il prossimo a prescindere dai suoi gusti sessuali o dalla sua identità di genere, in modo sì ironico, ma allo stesso tempo profondo.
Chiara Marchi
Chiara Marchi
La passione per il cinema nasce dopo la visione al cineclub Arsenale di Pisa di Metropolis di Fritz Lang, in quarta ginnasio | Film del cuore: C’era una volta in America | Il più grande regista: Billy Wilder | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "Nessuno è perfetto." (A qualcuno piace caldo)

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