venerdì, Febbraio 3, 2023
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Romulus II – La guerra per Roma, recensione della seconda stagione della serie Sky Original

La recensione di Romulus II - La guerra per Roma, la seconda stagione della serie Sky Original creata da Matteo Rovere. Dal 21 ottobre su Sky e NOW.

La fondazione di Roma non è mai stata così epica: mito e realtà si fondano insieme in un dialogo costante, magniloquente, degno erede tanto del mainstream hollywoodiano di qualità quanto della tradizione più barocca del nostro genere peplum, dominante negli anni ’50 e ’60 del nostro cinema.

L’anello di congiunzione, modernissimo, è la seconda stagione di Romulus II – La guerra per Roma, la serie nata dalla mente creativa di Matteo Rovere e da una costola del precedente, ambizioso, progetto de Il primo re. In questo nuovo ciclo di otto puntate, le cui prime due sono state presentate in anteprima alla 17^ edizione della Festa del Cinema di Roma (in programma dal 13 al 23 ottobre) e che arriveranno su Sky e in streaming su NOW dal 21 ottobre, Yemos (Andrea Arcangeli), Wiros (Francesco Di Napoli), Ilia (Marianna Fontana), il gruppo di Ruminales e i cittadini di Alba a loro fedeli si sono insediati in quella che un tempo era Velia, consacrandola regno libero e indipendente e dandole il nome di ROMA.

È per questo che Tito Tazio (la new entry Emanuele Maria Di Stefano), giovanissimo re dei Sabini, figlio del dio Sancos, temendo l’espansione del regno oltre i confini, invita i due re per un rito che si rivelerà un’imboscata volta alla sottomissione. In questa terra inospitale, Yemos e Wiros strapperanno al re le sacerdotesse Sabine, a lui molto care, in un gesto sacrilego ma inevitabile. Quando i Sabini invadono il Lazio per reclamare le donne, Yemos e Wiros restano fermi sulle loro posizioni, ma di fronte a guerra e distruzione il loro sodalizio inizia a mostrare i segni di una crisi imminente, perché a Roma può esserci un solo re.

romulus 2

Alzare l’asticella della creatività

La serialità è, senza dubbio, la nuova El Dorado dell’audiovisivo: il merito va a tutti coloro che decidono di investire su qualità e ambizione, due doti che permettono di ampliare le prospettive proiettandosi già sul mercato internazionale, grazie a prodotti finali competitivi e affascinanti. E Romulus II – La guerra per Roma – come aveva già dimostrato nella prima stagione, a maggior ragione nel nuovo ciclo – ha tutte le caratteristiche per rientrare in questa descrizione, configurandosi come una serie brillante e innovativa, trait d’union ideale tra la nostra tradizione cinematografica di genere – il peplum “spada e sandalo” – e la capacità di puntare in alto, alzando l’asticella della creatività sfidando i limiti, spesso ristretti, del nostro mercato.

Matteo Rovere si riconferma un’inesauribile fucina creativa di idee, in grado di spaziare dal biopic più mainstream e brillante con Carosello Carosone, investendo su dramedy indie come Settembre o su serie come Romulus, muscolari e adrenaliniche, capaci di omaggiare la scrittura della suspense che guarda a grandi successi internazionali come, ad esempio, Game of Thrones o il suo recente spin-off House of the Dragon. Paragone azzardato, che tanto forzato però non è: la scrittura della serie è tesa e asciutta, diretta ed essenziale; i personaggi hanno ormai acquisito – soprattutto in questa seconda stagione – una loro consistenza particolare, una forma definita e sfaccettata che permette loro di muoversi nel limbo sottile tra luci e ombre.

Le new entry del cast brillano per complessità e fascino, in alcuni casi veri e propri villain magnetici (parliamo del Tito Tazio di Di Stefano) che rubano la scena e l’attenzione del pubblico, spalancando scenari narrativi inediti per gli sviluppi delle varie puntate. L’abilità del team di scrittura e degli showrunner dietro Romulus si annida nella capacità di rendere interessante una storia che è già ben nota, giocando con il mito e riadattando la realtà, mescolandoli insieme per creare un risultato unico ed inedito, affascinante e magnetico, pop ma intellettuale, che guarda a Shakespeare (come aveva già fatto Il primo re) ma soprattutto ai cicli fantasy odierni più mainstream e popolari per raccontare, da un punto di vista diverso e post-moderno, una vicenda di 2775 anni fa.

Guarda il trailer di Romulus II – La guerra per Roma 

GIUDIZIO COMPLESSIVO

L'abilità del team di scrittura e degli showrunner dietro Romulus si annida nella capacità di rendere interessante una storia che è già ben nota, giocando con il mito e riadattando la realtà, mescolandoli insieme per creare un risultato unico ed inedito, affascinante e magnetico, pop ma intellettuale.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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