domenica, Febbraio 5, 2023
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Locke & Key, recensione della serie Netflix tratta dal fumetto di Joe Hill

La recensione di Locke & Key, la nuova serie Netflix tratta dall'omonimo fumetto di Joe Hill e Gabriel Rodriguez. Disponibile dal 7 febbraio.

Sulla scia del grande successo di serie come Tredici, Le Terrificanti Avventure di Sabrina e Sex Education, Netflix sforna un altro prodotto indirizzato principalmente a quello che sembra essere ormai diventato il suo target di riferimento principale: gli adolescenti. A partire dal prossimo 7 febbraio, sulla piattaforma di streaming sarà infatti disponibile Locke & Key, adattamento dell’omonimo fumetto partorito dalla mente di Joe Hill (figlio del maestro Stephen King) e illustrato da Gabriel Rodriguez. La prima stagione, composta da 10 episodi della durata di circa 50 minuti ciascuno, mescola le atmosfere tipiche dell’horror e del modern fantasy (alla base del materiale di partenza) con i classici toni del dramma familiare e del racconto di formazione.

La storia di Locke & Key è sicuramente più complessa – o almeno, prova ad esserlo – di quelle raccontate in altre serie Netflix destinate alla medesima tipologia di fruitori. Lo show racconta la storia di tre fratelli – Tyler, Kynsey e il piccolo Bode – che insieme alla madre si trasferiscono nell’antica casa di famiglia – Keyhouse – dopo essere rimasti orfani del padre, morto in circostanze misteriose. Ben presto i ragazzi scopriranno il segreto custodito all’interno della grande dimora: si tratta di una serie di chiavi magiche che sono in grado di aprire porte nel tempo e nella mente; oggetti tanto affascinanti quanto misteriosi che potrebbero essere collegati alla tragica scomparsa del padre. Mentre i tre fratelli Locke sono intenti a sperimentare i poteri straordinari celati in ognuna delle chiavi della casa, un enigmatico demone si risveglia, pronto a tutto pur di ostacolare i ragazzi e rubare loro le chiavi.

Creata da Carlton Cuse (Lost, Bates Motel) e Meredith Averill (Hill House), Locke & Key è un mystery adolescenziale in cui confluiscono, con adeguata consapevolezza, tematiche quali l’amore, la famiglia, la perdita delle persone care e i legami che nascono, vivono e durano nel tempo. La serie parte come un family drama che lentamente diventa un’avventura fantastica a tutti gli effetti, sempre più avvincente episodio dopo episodio. L’elemento di maggiore fascino all’interno della serie è indubbiamente costituito dal luogo in cui si muovo i protagonisti, un’enorme casa isolata che sembra essere quasi viva, piena di chiavi magiche in grado di aprire veri e propri portali verso dimensioni parallele. È proprio il rapporto tra i fratelli Locke e la loro dimora a dare vita ad un ambiente avulso dal tempo e dallo spazio in cui tutto è in grado di prendere vita in maniera sorprendente, anche ciò che si trova nella mente dei giovani protagonisti: ricordi, pensieri, impulsi.

La genialità alla base del fumetto originale è da riscontrare nella sua stessa storia, così ricca e complessa. La serie prova a lavorare con estrema consapevolezza proprio sull’intreccio narrativo, cercando di rendere il racconto quanto più fluido possibile, nonostante la bizzarria e l’imprevedibilità delle situazioni: ad una prima parte decisamente più statica, che serve ad intavolare un discorso, presentare i vari personaggi e assestare una struttura narrativa, segue una seconda parte molto più dinamica, in cui il ritmo diventa ancora più incalzante e gli avvenimenti sicuramente più avvincenti. Per quanto si faccia portavoce di uno degli archetipi del genere horror, la casa intesa come personaggio rispetto ai protagonisti in carne ed ossa contribuisce a rendere ancora più ammaliante e spaventosa l’atmosfera generale dello show: dal momento che le chiavi sembra vogliano farsi trovare da ognuno dei tre fratelli, la Keyhouse assume una valenza ancora più sinistra e terrificante, come se ogni volta fosse pronta a sussurrare ai protagonisti un nuovo segreto, un nuovo mistero da svelare.

Un altro aspetto che contribuisce alla buona riuscita di Locke & Key è sicuramente il casting. La scelta degli attori chiamati a calarsi nei panni dei tre fratelli Locke si rivela particolarmente azzeccata: se Connor Jessup ed Emilia Jones riescono a dare il giusto spessore ai loro Tyler e Kinsey, a catturare il cuore degli utenti sarà il tenero, curioso ma anche intrepido Bode interpretato da Jackson Robert Scott, che forse alcuni ricorderanno per il ruolo di Georgie nell’adattamento cinematografico di IT ad opera di Andy Muschietti (che tra l’altro figura tra i produttori esecutivi della serie).

Locke & Key si rivolge ad un target specifico e prova a coniugare al suo interno diversi elementi in grado di catturare l’attenzione di un pubblico avvezzo a determinati tipi di storie: il dramma familiare e l’avventura fantasy si mescolano (seppur in maniera contenuta) al thriller e all’horror, dando vita ad un prodotto seriale interessante, per lo più avvincente e a tratti anche originale. E se alla fine ne vorrete di più, non scoraggiatevi: il finale aperto garantisce quasi sicuramente una seconda stagione.

Guarda il trailer ufficiale di Locke & Key

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Locke & Key si rivolge ad un target specifico e prova a coniugare al suo interno diversi elementi in grado di catturare l'attenzione di un pubblico avvezzo a determinati tipi di storie: il dramma familiare e l'avventura fantasy si mescolano (seppur in maniera contenuta) al thriller e all'horror, dando vita ad un prodotto seriale interessante, per lo più avvincente e a tratti anche originale.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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