martedì, Dicembre 6, 2022
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L’amica geniale, recensione dei primi due episodi di Storia di chi fugge e di chi resta

L'amica geniale - Storia di chi fugge e di chi resta è la terza stagione della serie tratta dai romanzi di Elena Ferrante. Dal 6 febbraio su Rai Uno.

Arrivano il 6 febbraio su Rai Uno, a due anni di distanza dalla precedente stagione (Storia del nuovo cognome), i primi due episodi de L’amica genialeStoria di chi fugge e di chi resta, la terza stagione della serie di successo tratta dall’omonima tetralogia partorita dalla mente di Elena Ferrante. L’attesa è ancora più spasmodica, dal momento che, a differenza dei primi due episodi delle stagioni precedenti, l’inizio di questo nuovo capitolo della storia di Elena e Lila ha dovuto rinunciare all’esclusiva uscita evento nelle sale con qualche giorno di anticipo rispetto al debutto sulla rete ammiraglia.

Ancora una volta il lavoro di adattamento, portato avanti dal team di sceneggiatori che si erano occupati anche delle precedenti stagioni, ossia Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo, continua ad essere supervisionato dalla stessa Ferrante con l’obiettivo di restare profondamente fedeli alle pagine scritte (o almeno, di provarci). Immagini e parole, dunque, si fondono per raccontare un nuovo capitolo dell’irresistibile storia di Elena e Lila, diventate ormai donne a tutti gli effetti, unite sempre da un legame indissolubile, ma finalmente pronte a camminare ognuna sulle proprie gambe.

In Storia di chi fugge e di chi resta, ambientata nel grande mare aperto degli anni Settanta, Elena e Lila – non più due bambine, neanche due adolescenti – continuano il loro processo di emancipazione provando a forzare tutte quelle barriere che le volevano intrappolate in un destino fatto di miseria, ignoranza e sottomissione, nonostante il bisogno di “alzare la testa”, il desiderio di scatenare una “piccola rivoluzione”, abbia poi modo di svilupparsi in contesti estremamente diversi l’uno dall’altro: Lila si è sposata a sedici anni, ma ha lasciato il marito e l’agiatezza nonostante un figlio piccolo, e ora lavora come operaia in condizioni disumane; al contrario, Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo completamente nuovo, benestante e colto.

In uno scenario elettrizzante e a tratti spaventoso, in cui si mescolano molte speranze e altrettante incertezze, Elena e Lila devono fare i conti con tensioni e sfide fino ad allora ritenute impensabili, che le costringeranno a mettersi in gioco in prima persona. Questo aspetto della storia contribuisce ad arricchire ulteriormente un quadro narrativo estremamente complesso e affascinante in cui le personalità delle protagoniste non fanno altro che sfiorarsi, allontanarsi e rincorrersi, definendo di volta in volta i contorni di due personaggi femminili che sono in tutto e per tutto il simbolo dell’essenza della donna in grado di cambiare, maturare, evolversi, per non soccombere ad un mondo purtroppo ancora dominato dalla figura maschile, in cui regnano spesso tumulto e violenza.

L’amica geniale – Storia di chi fugge e di chi resta da domenica 6 febbraio in prima visione su Rai 1

Elena e Lila vivono nel pieno della consapevolezza di voler diventare delle donne assai diverse dall’immagine stereotipata che la società vorrebbe loro affibbiare, pronte a tutto pur di cambiare le loro vite e quelle del mondo che le circonda, di “alzare la voce” nonostante il clima di profonde trasformazioni che, inevitabilmente, avrà un impatto devastante sulla vita di entrambe. Tematiche di emancipazione, ma anche di lotta, che si inseriscono in maniera assolutamente coerente in un universo assai specifico, quello creato dalla Ferrante, in cui la narrazione compassata permette – come da copione – di scavare nel profondo delle dinamiche dei personaggi e di dare corpo ai loro intimi pensieri, anche quelli celati nel buio dell’anima.

La più grande novità di questa stagione è naturalmente rappresentata da un passaggio di testimone abbastanza importante, dal momento che Saverio Costanzo ha ceduto la sedia di regia a Daniele Luchetti (acclamato regista di film quali La scuola, Mio fratello è figlio unico, La nostra vita e il più recente Lacci). Costanzo aveva guidato per mano Elena e Lila durante la loro infanzia e la loro adolescenza (in quest’ultimo caso si era fatto aiutare da Alice Rohrwacher): ora, con nuovi panni da indossare e in cui sentirsi perfettamente a proprio agio, il timone passa invece a Luchetti, che dimostra di sapersi approcciare ad un universo già strutturato e consolidato con altrettanta sensibilità, e di saper donare – attraverso un sguardo d’autore intimo e personale – la medesima importanza tanto al potere della parola quanto a quello dell’immagine, sfruttando a pieno le potenzialità di un cast che, guidato come sempre da Margherita Mazzucco e Gaia Girace, si conferma uno degli aspetti più efficaci di questa produzione mastodontica che vede coinvolti ancora una volta Rai Fiction, The Apartment, Wildside, Fandango e HBO.

Facendo leva su quell’ambizione tipica del grande romanzo di formazione, senza mai rinunciare a quello sguardo preciso e attento sulla società in continua evoluzione (al pari passo dei mutamenti che investono la sfera emotiva delle protagoniste), L’amica geniale – Storia di chi fugge e di chi resta si conferma l’ennesimo ottimo adattamento dell’opera di Elena Ferrante (come era già accaduto, d’altronde, con le due stagioni precedenti), il cui nobile obiettivo resta quello di offrire al grande pubblico un racconto concreto, fluido, avvincente, sempre ricco di emozioni, in grado di suggerire spunti di riflessione interessanti e stimolanti.

GIUDIZIO COMPLESSIVO

L'amica geniale - Storia di chi fugge e di chi resta si conferma l'ennesimo ottimo adattamento dell'opera di Elena Ferrante, il cui nobile obiettivo resta quello di offrire al grande pubblico un racconto concreto, fluido, avvincente, sempre ricco di emozioni, in grado di suggerire spunti di riflessione interessanti e stimolanti.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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