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Jupiter’s Legacy, recensione della serie Netflix basata sul fumetto di Mark Millar

La recensione di Jupiter's Legacy, serie basata sul fumetto di Mark Millar. Dal 7 maggio disponibile in esclusiva su Netflix.

Recentemente è stato annunciato un importante cambiamento nel mondo dei fumetti: DC Comics, storica etichetta rivale della Marvel, ha deciso che nelle sue storie avverrà un cambio della guardia tra Clark Kent/Superman e il figlio Jonathan Kent, l’attuale Superboy. Una svolta epocale che il prossimo 13 luglio, su Superman: Son of Kal-El numero 1, cambierà il titolare della rinnovata testata, almeno per un certo periodo.

Soggetto spinoso quello del passaggio di consegne tra generazioni nel mondo dei comics, con un fandom notoriamente conservatore e poco disposto ad accogliere cambiamenti troppo radicali, soprattutto quando si parla degli eroi più iconici. Mentre con i personaggi minori dei vari pantheon supereroistici – dove le vendite degli albi non sono sempre rosee – restyling e cambiamenti a lungo termine sono più comuni, diversa è la situazione per i “pesi massimi” come l’Azzurrone (nomignolo affettuoso di Superman) e Batman (il povero Dick Grayson, prima spalla del Cavaliere oscuro, ha infatti vestito i panni del suo mentore/padre adottivo solo per brevi periodi, per poi tornare al suo ruolo di Nightwing).

Difficile d’altronde rivestire il ruolo ingombrante di personaggi di tale levatura, moderni miti della cultura pop ormai diventati insostituibili, modelli di perfezione ritenuti irraggiungibili e irripetibili. Proprio su questa tematica dal sapore squisitamente metatestuale, declinata in un vero e proprio scontro generazionale tra padre e figli, trae ispirazione Jupiter’s Legacy, disponibile sulla piattaforma Netflix dal 7 aprile.

La serie di otto episodi – dalla durata varia, che va dai 35 ai 56 minuti – è basata sull’omonimo fumetto scritto da Mark Millar (Kick-Ass) e disegnato Frank Quitely (All-Star Superman), pubblicato da Image Comics a partire dal 2013. Jupiters’ Legacy rappresenta il primo adattamento Netflix tratto da un’opera dell’etichetta Millarworld, compagnia fondata dall’autore scozzese e acquistata dal colosso dello streaming nel 2017. Al timone della serie troviamo Steven S. DeKnight, già coinvolto nel mondo dei paladini in calzamaglia come showrunner dell’apprezzata Daredevil, una delle serie Marvel Netflix purtroppo cancellate.

Jupiter’s Legacy segue le vicende che girano intorno alla famiglia di Sheldon Sampson/Utopian (Josh Duhamel), il più grande supereroe della Terra e uno dei sei fondatori del gruppo The Union (una sorta di Justice League). Completamente dedito alla sua missione, che porta avanti seguendo scrupolosamente il suo rigido codice morale, l’eroe ha trascurato e poi sobbarcato di aspettative i figli Brandon (Andrew Horton) e Chloe (Elena Kampouris). Mentre quest’ultima si è totalmente allontanata dai doveri familiari, conducendo una dissoluta vita da modella, Brandon combatte il crimine al fianco del padre e dei suoi compagni sotto il nome di battaglia Paragon, cercando sempre l’approvazione del genitore. Alcuni drammatici eventi porteranno Paragon e altri giovani eroi a mettere in dubbio l’intoccabile codice, soprattutto per quanto riguarda il divieto assoluto di uccidere i supercriminali, mentre qualcuno sembrerebbe tramare nell’ombra per alimentare questa divisione.

jupiter's legacy
JUPITERÕS LEGACY (L to R) DAVID JULIAN HIRSH as R. CONRAD, MATT LANTER as GEORGE HUTCHENCE, JOSH DUHAMEL as SHELDON SAMPSON, BEN DANIELS as WALTER SAMPSON, LESLIE BIBB as GRACE SAMPSON, and MIKE WADE as FITZ SMALL in episode 107 of JUPITERÕS LEGACY. Cr. COURTESY OF NETFLIX © 2021

La struttura della serie alterna questa linea narrativa ad un’altra ambientata nel passato, dove ci verrà lentamente svelata l’origine dei poteri di Utopian e degli altri membri fondatori dell’Union. Questa parte della trama, collocata storicamente durante la crisi del 1929, si tinge di toni più vicini all’horror, ricordando da vicino i viaggi nell’incubo di alcuni racconti di H.P. Lovecraft (l’autore di Providence viene anche esplicitamente citato dai personaggi in uno dei dialoghi). Un continuo alternarsi tra passato e presente, sottolineato anche visivamente dal cambio di aspect ratio delle immagini, che ci porterà via via ad una migliore comprensione del background dei personaggi e le loro motivazioni.

Collocando le origini di Utopian in quel determinato periodo storico si creano paralleli ancora più evidenti col personaggio di Superman, con cui il protagonista di Jupiter’s Legacy condivide anche i poteri e i valori. Nato nel 1938 sul numero uno di Action Comics, il primo supereroe rappresentava infatti una piacevole evasione per i più giovani, ancora afflitti dalla miseria causata dalla Grande depressione. Questa origine – insieme ad alcune caratteristiche che rendono la creatura di Shuster e Siegel, rispetto ad altri “colleghi”, meno adattabile ai tempi moderni – è parte dell’essenza di Superman: un personaggio che porta avanti valori tradizionali, di un’America che non c’è più, tanto da risultare antiquato agli occhi di molti.

Jupiter’s Legacy fa di questo anacronismo il soggetto principale della sua trama, attraverso il longevo personaggio di Utopian (il nostro infatti invecchia molto più lentamente di un normale essere umano), un eroe rimasto ai tempi quando i criminali “rapinavano solo banche” giocando secondo le regole. La sua tendenza a semplificare, dividendo ogni scelta tra giusta o sbagliata, e la sua rigida applicazione del codice sono il motore del conflitto con la nuova generazione di paladini in costume, costretti a sottostare ad un modello di condotta per loro ormai incomprensibile. Questo contrasto pesa soprattutto su Brandon, cresciuto per raccogliere un giorno il mantello del padre, che inizia a nutrire seri dubbi sui metodi dell’inarrivabile genitore.

Nonostante le sue tematiche interessanti e abbastanza originali per il pubblico cinematografico e televisivo (non tanto magari per quello dei fumetti, abituato a storie come Kingdom Come e Cosa c’è di sbagliato nella Verità, nella Giustizia e nell’American Way?), in questa prima stagione succede poco o niente, con un’unica svolta davvero significativa sul finale. Una stagione quindi eccessivamente preparatoria, lungo setup di diversi elementi che troveranno probabilmente un maggiore sviluppo e qualche risoluzione nell’annata seguente.

Jupiter’s Legacy è una piacevole variazione sul tema supereroistico, non fresca ed irriverente come la recente The Boys, ma che sicuramente riuscirà ad agganciare ed appassionare buona parte del pubblico della serialità televisiva. Una serie capace, al di là dei difetti, di presentare un mondo e dei personaggi interessanti e con potenzialità. Non ci resta che aspettare incuriositi la prossima stagione, sperando che tutte le aspettative vengano ripagate.

Guarda il trailer ufficiale di Jupiter’s Legacy

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Jupiter's Legacy affronta in modo interessante alcune tematiche riguardanti il mondo dei supereroi, soprattutto legate al personaggio di Superman, a cui il protagonista Utopian è palesemente ispirato. Sebbene in questa prima stagione succedano poche cose rilevanti, la serie riesce ad incuriosire grazie all'ottima caratterizzazione del mondo e dei personaggi.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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