sabato, Dicembre 10, 2022
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Gaslit, recensione della serie political drama con Julia Roberts e Sean Penn

La recensione di Gaslit, political drama che racconta il Watergate, con protagonisti Julia Roberts e Sean Penn. Disponibile su STARZPLAY.

Gaslit è la nuova serie political drama di STARZPLAY; gli otto episodi sono usciti sul servizio di streaming tra il 24 aprile e il 12 giugno. Dopo il successo di Homecoming (potete recuperare le due stagioni su Amazon Prime Video), Esmail Corp – casa di produzione fondata da Sam Esmail (Mr. Robot) – punta di nuovo sull’adattamento di opere audio. Gaslit, infatti, è basata sulla prima stagione del podcast “Slow Burn”, curato dal giornalista Leon Neyfakh. Una trasmissione incentrata su alcune delle pagine più controverse della storia americana, come l’affaire Clinton-Lewinsky e le rivolte di Los Angeles del ’92.

Lo scandalo protagonista di Gaslit è probabilmente il più noto della storia a stelle e strisce: il Watergate, che portò alle dimissioni del presidente Richard Nixon nell’agosto del ’74. Un evento che ha lasciato un marchio indelebile nella memoria collettiva dell’intero paese, affrontato già al cinema, sia direttamente che indirettamente, da registi del calibro di Alan J. Pakula, Oliver Stone e Ron Howard. Questa volta a raccontarci il noto scandalo, ma da una prospettiva inedita, sono lo showrunner Robbie Pickering (executive story editor in diversi episodi di Mr. Robot) e il regista Matt Ross (Captain Fantastic).

Dalla natura corale, la serie segue il punto di vista di diversi personaggi che orbitano intorno alla vicenda, dalla ciarliera e senza peli sulla lingua Martha Mitchell (Julia Roberts), moglie del procuratore generale USA John N. Mitchell (un quasi irriconoscibile Sean Penn), all’ambizioso consulente legale della Casa Bianca John Dean (Dan Stevens). Una narrazione parallela a quella del film Tutti gli uomini del presidente, che ci porta dentro la notizia: protagonisti, questa volta, non sono i giornalisti del Washington Post con la loro indagine, ma figure coinvolte direttamente nella faccenda, sia come testimoni che come cospiratori, con un occhio di riguardo sugli effetti che questa avrà sulle loro vite private.

Gaslit racconta questa cicatrice indelebile sulla storia della democrazia americana – che ha contribuito, insieme alla guerra in Vietnam, ad una pesante perdita di fiducia nelle istituzioni – stemperando il dramma con una satira pungente, simile ai toni ironici di alcuni lavori del regista Adam McKay (La grande scommessa, Vice – L’uomo nell’ombra).

I membri del Comitato per la rielezione del presidente, fautori della cosiddetta Operazione Gemstone, volta allo spionaggio degli avversari politici, sono presentati come dei dilettanti allo sbaraglio. Una banda di ottusi arrivisti che si mette nelle mani del fanatico G. Gordon Liddy (un bravissimo Shea Whigham), ex agente dell’FBI, e simpatizzante nazista, con un vero e proprio culto per la figura di Nixon. Un paranoico con scatti d’ira che, a tratti, ricorda il Walter Sobchak de Il grande Lebowski (nella settima puntata sarà protagonista di una grottesca caccia al topo, simile al celebre episodio della mosca di Breaking Bad).

“La storia non è scritta dalle deboli masse, dalle nullità…o dalle donne”, è una delle massime di Liddy, confutata con forza nel prosieguo degli episodi. Sarà proprio un umile addetto alla sicurezza del complesso Watergate, Frank Willis (Patrick Walker), a portare all’arresto di alcuni dei cospiratori, intenti a piazzare cimici nella sede del Comitato nazionale democratico. Sarà una donna come Martha Mitchell, splendidamente interpretata dalla Roberts, a portare all’attenzione dell’opinione pubblica lo scandalo e la complicità del presidente.

Le figure femminili giocano un ruolo centrale nelle vicende di Gaslit; non solo la Mitchell, ma anche personaggi come Mo Dean (Betty Gilpin), pronta a convincere il marito John a testimoniare davanti alla commissione del senato e a collaborare con la giustizia. Ma troviamo altri piccoli esempi disseminati per tutta la serie, come la moglie del non brillantissimo Jeb Magruder (Hamish Linklater).

Grande assente è la figura centrale a cui tutto gira intorno, Richard Nixon, che farà solo qualche breve apparizione in filmati di repertorio. Un simbolo del potere politico che, a distanza di sicurezza, tira le fila di tutto, cercando di non essere direttamente coinvolto. Gaslit offre una visione inedita e interessante dello scandalo Watergate, che sa intrattenere ed appassionare grazie a una scrittura brillante e ad un ottimo cast.

Guarda il trailer ufficiale di Gaslit

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Gaslit offre una visione inedita ed interessante dello scandalo Watergate, in un racconto parallelo a quello del classico film Tutti gli uomini del presidente. Una scrittura brillante, che guarda anche all'ironia delle pellicole di Adam McKay, e l'ottimo cast contribuiscono a rendere questa serie political drama appassionante e divertente.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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