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Frammenti di lei, recensione della serie con Toni Collette

La recensione della serie Frammenti di lei con Toni Collette, tratta dal romanzo di Karin Slaughter. Dal 3 marzo disponibile su Netflix.

Il mito della “seconda possibilità” è uno dei cardini del cosiddetto Sogno americano. L’idea che tutti, anche le persone più abbiette, possano redimersi e cominciare una nuova vita lasciandosi alle spalle il loro passato ha radici profonde che ci portano indietro nel tempo, fino alle origini degli attuali Stati Uniti. D’altronde, l’America è sempre stata la terra delle infinite possibilità, laddove tutto era realizzabile. Persino costruirsi una nuova vita. Un tema, questo, che ha influenzato anche il cinema. Il genere noir, ad esempio, lo elesse a imprescindibile cliché (ovviamente dai risvolti drammatici), tanto da influenzare anche i suoi diretti discendenti, ad esempio, alcune tipologie di thriller. E questo non solo al cinema, ma anche nell’ambito della serialità, come testimonia Frammenti di lei, serie distribuita da Netflix a partire dal 4 marzo.

Tratta dall’omonimo romanzo di Karin Slaughter, edito in Italia da HarperCollins, la serie, sviluppata da Charlotte Stoudt e diretta da Minkie Spiro, focalizza la sua attenzione sull’esistenza – all’apparenza normalissima – di una madre e una figlia che si trovano improvvisamente catapultate (a insaputa della seconda, ma non della prima) in una situazione più grande di loro da cui dovranno cercare di affrancarsi lottando strenuamente con tutte le armi a loro disposizione. Come nel più classico dei film di Alfred Hitchcock (uno su tutti: Intrigo internazionale), i personaggi sono chiamati ad andare oltre le loro paure pur di sopravvivere. Ma, nello specifico, che cosa racconta Frammenti di lei?

Tutto ha inizio nell’apatica cittadina Belle Isle, terra di buen retiro per pensionati situata nello Stato della Georgia. Qui fa ritorno la trentenne Andy (Bella Heathcote), da anni stabilitasi a New York in cerca di fortuna, dopo che la madre Laura (Toni Collette) ha avuto problemi di salute. Decisa a stare accanto al genitore, Andy trova lavoro come centralinista per la polizia locale: un impiego che chiaramente non la soddisfa. Un bel giorno un tragico accadimento (non lo sveliamo per evitare di rovinare il primo grande colpo di scena che funge da motivo scatenante della vicenda) metterà la vita di madre e figlia a repentaglio, e  costringerà le due a fare i conti con un mistero taciuto per troppo tempo.

Frammenti di lei inizia come una versione al femminile di A History of Violence di David Cronenberg, per poi evolvere in qualcosa che non gli assomiglia neppure lontanamente. Certo, alla base c’è pur sempre il tema della redenzione, ma in fin dei conti la scelta intrapresa in primis dalla Slaughter e poi naturalmente dagli autori della serie è quella di condurre la narrazione su binari più convenzionali e meno problematici da un punto di vista morale. Il punto di forza dell’operazione sono – manco a dirlo – i numerosi colpi di scena che scandiscono il racconto fin dalla prima puntata: alcuni un po’ telefonati, altri (la maggior parte) difficilmente prevedibili. Svolte drammatiche che tengono desta l’attenzione dello spettatore e che mascherano le fragilità di una narrazione che sovente adotta un andamento eccessivamente compassato, tanto da far risultare il racconto in certi momenti persino noioso.

A ben vedere, Frammenti di lei difetta soprattutto di omogeneità narrativa. Il tempo del racconto si contrae e si dilata talvolta in maniera impropria; così, a un incipit eccessivamente fulmineo (neanche il tempo di inquadrare i personaggi, ed ecco che un accadimento cambia le carte in tavola), si contrappongono sequenze che tendono a far ristagnare la narrazione senza un apparente motivo, disperdendo oltretutto la tensione fino ad allora acculata grazie – lo dicevamo in precedenza – i numerosi turning point che caratterizzano la storia. Il racconto si sviluppa intersecando gli accadimenti che interessano le nostre due eroine nel presente e il passato di Laura (un po’ torbido, ma questo l’avrete già capito). Una puntata dopo l’altra lo spettatore ha la possibilità di mettere insieme frammenti che, messi l’uno accanto a l’altro, offrono la possibilità di ricostruire la vita delle due protagoniste.

Anche se a volte tale processo è supportato da una narrazione un po’ farraginosa, alla fine si è stimolati ad andare avanti, a scoprire se quello che abbiamo supposto corrisponde a verità oppure no. Nulla di nuovo sotto il sole, certo. Ma, in fin dei conti, il gioco funziona. La tensione rimane piuttosto alta per tutte le 8 puntate che compongono la serie e nonostante qualche estremizzazione di troppo – i personaggi sono tratteggiati con l’accetta, e la Collette ha eastwoodianamente quasi solo due espressioni: con e senza il broncio – rimane il piacere di una visione che non sarà memorabile ma che quantomeno mantiene ciò che promette.

Guarda il trailer di Frammenti di lei

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Frammenti di lei inizia come una versione al femminile di A History of Violence di David Cronenberg, per poi evolvere in qualcosa che non gli assomiglia neppure lontanamente. Certo, alla base c'è pur sempre il tema della redenzione, ma in fin dei conti la scelta intrapresa in primis dalla Slaughter e poi naturalmente dagli autori della serie è quella di condurre la narrazione su binari più convenzionali e meno problematici da un punto di vista morale
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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Frammenti di lei inizia come una versione al femminile di A History of Violence di David Cronenberg, per poi evolvere in qualcosa che non gli assomiglia neppure lontanamente. Certo, alla base c'è pur sempre il tema della redenzione, ma in fin dei conti la scelta intrapresa in primis dalla Slaughter e poi naturalmente dagli autori della serie è quella di condurre la narrazione su binari più convenzionali e meno problematici da un punto di vista moraleFrammenti di lei, recensione della serie con Toni Collette