venerdì, Dicembre 9, 2022
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Avvocato di difesa, recensione della serie tratta dal romanzo di Michael Connelly

La recensione di Avvocato di difesa, la serie tratta dal romanzo di Michael Connelly con protagonista Manuel Garcia-Rulfo. Dal 13 maggio su Netflix.

Avvocato di difesa (The Lincoln Lawyer): una storia, una garanzia. Dopo il film con Matthew McConaughey, anche una delle serie più viste su Netflix, tratta dal romanzo omonimo di Michael Connelly.

Forte della tipica struttura da legal drama, Avvocato di difesa ha da subito trovato un largo consenso di pubblico, figlio del fresco intuito di David E. Kelley – creatore e produttore, fra gli altri, di un altro caso Netflix, quale Anatomia di uno scandalo. La serie è visibile in streaming su Netflix, per un totale di dieci episodi nella sua prima stagione, dallo scorso 13 maggio.

Mickey Haller (Manuel Garcia-Rulfo) è un avvocato decisamente fuori dagli schemi. Un passato oscuro – segnato dalla lotta alla dipendenza per gli antidolorifici a seguito di un grave incidente -, delle maniere spicce ma determinate e un pensiero laterale enormemente decisivo, fanno di lui un innegabile professionista. Chiamato a prendere in mano il lavoro di una collega scomparsa prematuramente, Mickey è costretto a rimettersi in gioco, aiutato dalle sue ex mogli Maggie (Neve Campbell) e Lorna (Beki Newton), e dall’indivisibile collega Cisco (Angus Simpson).

Avvocato di difesa ha un innegabile punto di forza, perno intorno al quale ruota l’intero concept della serie: il detective Mickey, ovvero un eroe completamente sbagliato. O, per certi versi, un eroe perfettamente calato nella contemporaneità e slegato dalla retorica cui si è stati sempre abituati in materia. Complice anche l’interpretazione godibilmente sprezzante di Manuel Garcia-Rulfo, già noto al grande pubblico per lungometraggi come Assassinio sull’Orient Express (K. Branagh, 2017) e 6 Underground (M. Bay, 2019).

Il ritmo della serie risulta sempre ben calibrato e in grado di far mantenere allo spettatore un ottimo grado di attenzione. In effetti, Avvocato di difesa è una serie che “non ti aspetti”, proprio in virtù della sua schiettezza e della sua capacità di toccare tematiche molto clade nel dibattito socio-culturale odierno.

L’aspetto formalmente e visivamente legato al format del legal drama riesce a sviare dalle banalità del genere. Tuttavia, a volte, il prodotto sembra possedere dei tagli molto simili a quelli dei concept che siamo stati sempre abituati a vedere in chiaro (alla NCIS – Unità anticrimine, per intenderci). Perciò, quello che potrebbe svilire durante la visione – si parla sempre di puntate da 45/50 minuti l’una – è questo aspetto molto “americanizzato” e “americanizzante” della serie, quasi come Mickey Haller fosse una trasposizione su quattro ruote di una protagonista alla John Wayne.

Quello che davvero sembra voler raccontare un prodotto di questo respiro, aldilà della narrazione del genere cui appartiene, è la storia di una rinascita vera, nuda e cruda. Non ci si rialza senza prima aver vissuto l’esperienza della caduta e questo è di certo il nocciolo dell’intera questione affrontata in Avvocato di difesa.

Guarda il trailer ufficiale di Avvocato di difesa

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Avvocato di difesa è una serie che "non ti aspetti", proprio in virtù della sua schiettezza e della sua capacità di toccare tematiche molto clade nel dibattito socio-culturale odierno.
Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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