venerdì, Dicembre 2, 2022
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Una Festa Esagerata recensione del film di e con Vincenzo Salemme

Una Festa Esagerata è lo scoppiettante titolo della nuova commedia scritta, diretta e interpretata dall’attore e comico napoletano Vincenzo Salemme: un ritorno alle proprie origini teatrali, visto che si tratta di un adattamento per il grande schermo dell’ultima opera teatrale portata con successo in tournée.

Nel passaggio dal teatro al cinema – al quale Salemme è già avvezzo – l’autore ha collaborato con Enrico Vanzina per adattare ad arte l’idea trasformandola in una sceneggiatura, per poi farsi affiancare da attori (non presenti nella riduzione teatrale) che hanno contribuito a rendere brillante il ritmo indiavolato della commedia: Massimiliano Gallo, Tosca D’Aquino, Iaia Forte, Nando Paone, Francesco Paolantoni, Giovanni Cacioppo, Andrea di Maria, James Senese e Mirea Flavia Stellato.

una festa esagerata

Napoli: a casa Parascandalo fervono i preparativi per la suntuosa festa di compleanno per i diciott’anni della “piccola” di casa, Mirea, figlia dell’ingenuo capofamiglia Gennaro – geometra e piccolo imprenditore edile – e di Teresa, amata moglie di Gennaro, donna famelica che ambisce a una rapida scalata sociale facendo fidanzare sua figlia con il rampollo dell’assessore Cardellino: naturale che la festa della ragazza debba essere suntuosa e opulenta, a discapito delle finanze di Gennaro.

L’attesa per la festa esagerata cresce sempre più e tutto sembra scorrere per il verso giusto, almeno finché non giunge una notizia sconvolgente dal piano di sotto: a casa Scamardella, dove abitano un padre molto anziano con la figlia zitella, il compianto genitore è appena passato a miglior vita, mettendo così definitivamente a repentaglio la festa imminente, nonostante gli sforzi di Gennaro.

una festa esagerata

Una Festa Esagerata recensione del film di e con Vincenzo Salemme

Una Festa Esagerata (qui il trailer ufficiale) è già dal titolo una farsa allegra e caotica, eccessiva e pirotecnica: attingendo a piene mani dalla tradizione della commedia – farsesca – napoletana e a tratti dal mondo indiavolato delle piéce ungheresi, Salemme adatta la propria opera senza perdere di vista l’essenza stessa del teatro, ovvero l’integrità spazio-temporale aristotelica.

Gli assi cartesiani dettati da Aristotele garantiscono, infatti, al ritmo di tracciare una parabola crescente, dove ogni colpo di scena diventa preludio a qualcosa di ben più grande e clamoroso, e dove lo spettatore non può fare a meno di domandarsi fino a che punto saprà spingersi la creatività pirotecnica dell’attore e comico napoletano, nel creare situazioni sempre più paradossali.

Ma il lato teatrale di Una Festa Esagerata non permette alla commedia di sopravvivere, indenne, al passaggio sul grande schermo: i personaggi sono tanti e forse troppi, tante macchiette che si muovono forsennate sulla scena dell’acquario microscopico tratteggiato da Salemme.

una festa esagerata

La vena di critica sociale insita in quello sguardo malizioso e cinico, un tempo così caro alla commedia all’italiana, viene disperatamente evocata dall’autore-regista ed, evidentemente, anche dal suo co-sceneggiatore; ma nessuna lunga ombra sembra troppo intenzionata a mostrarsi o a battere alcun colpo, svelandosi come un restio trucco di prestidigitazione.

La commedia vorrebbe essere spietata e cinica nella sua riflessione sull’umanità distratta e alla deriva, ma finisce per appiattirsi lungo il sentiero, già tracciato, delle situazioni farsesche; i personaggi sono grotteschi ma non incisivi, incapaci di graffiare fino in fondo, di ferire la coscienza dello spettatore mostrando il protagonista Gennaro come un “piccolo eroe borghese”, un paladino indifeso dei valori etici e civili messo a dura prova dalla spregiudicatezza dei tempi e dalla superficiale distrazione che affligge le persone che lo circondano.

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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