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The Vanishing – Il Mistero del Faro, recensione del film con Gerard Butler

La recensione di The Vanishing - Il Mistero del Faro, dramma diretto da Kristoffer Nyholm e interpretato da Gerard Butler. Dal 28 febbraio al cinema.

Ci sono storie che quasi naturalmente giungono al cinema, storie vere, accadute a persone reali, che hanno un potenziale straordinario e che sono decisamente meglio della più fantasiosa opera del più abile sceneggiature hollywoodiano. The Vanishing – Il Mistero del Faro di Kristoffer Nyholm racconta una di queste storie (naturalmente prendendosi delle doverose licenze narrative).

Sarebbe stato probabilmente più facile (e, sotto certi aspetti, più d’impatto) per il regista e gli sceneggiatori (Celyn Jones e Joe Bone) costruire il film traendo spunto dagli elementi più fantastici, quantomeno da un punto di vista commerciale, eppure se The Vanishing – Il Mistero del Faro ha un pregio è quello di basarsi sostanzialmente sul fatto di cronaca nudo e crudo per raccontare una storia profondamente umana e proprio per questo terrificante.

Alla base del film c’è quindi un fatto di cronaca accaduto molti anni fa, all’inizio del ‘900, quando, su un isola al largo della Scozia facente parte delle isole Flannan, tre uomini impegnati come guardiani di un faro sparirono misteriosamente. Va da sé che la storia ha alimentato una serie di ipotesi sulla fine dei tre sventurati uomini di mare, chiamando in causa sia probabili disgrazie imputabile alla natura (forse i tre uomini sono stati colti di sorpresa da un’onda che gli ha spinti al largo?) sia calamità sovrannaturali (fantasmi, alieni?).

1900. Thomas Marshall (Peter Mullan), James Ducat (Gerard Butler) e il giovane Donald McArthur (Connor Swindells) si apprestano a prendere servizio come guardiani di un faro su un isola sperduta in mezzo al mare non troppo distante dalla coste della Scozia. I tre uomini devono passare sull’isola sei settimane, ma almeno i più adulti Thomas e James sembrano abituati alla tipologia di lavoro, nonché alla difficile vita (solitaria) sull’isola, in compagnia solo del faro, dell’Oceano, dei gabbiani e del vento che soffia impetuoso. Nonostante le naturali difficoltà, le giornate dei tre uomini proseguono sempre uguali, ma senza impicci, almeno finché Donald non rinviene in un anfratto roccioso una piccola barca, quello che all’apparenza sembrerebbe un cadavere e una scatola contenente oro.

Tre uomini soli, su un’isola sperduta e con un passato da dimenticare. The Vanishing – Il Mistero del Faro (qui il trailer italiano ufficiale) è un thriller che ondeggia come una barca in tempesta tra i cliché tipici del genere e una tensione verso il registro puramente drammatico (se non proprio tragico/fatalista), raccontando la storia di tre uomini soli che non si ritrovano solo a condividere un alloggio su un’isola sperduta ma anche un passato o comunque dei traumi che sono portati appresso dai tre protagonisti come se fossero un peso dal quale è impossibile sottrarsi. C’è Thomas, che ha perso moglie e figli in circostanze misteriose (e forse, in qualche modo, ha contribuito alla loro dipartita), c’è James, il cui passato è indecifrabile ma il cui presente è volto a far sopravvivere alla bene e meglio la sua famiglia, e infine c’è il giovane Donald, il più inesperto dei tre, che sembra fuggire da un mondo in cui tutti lo etichettano (e anche James lo fa) come “bastardo”.

Eppure, l’isola dove questi tre “marinai” approdano, più che un porto sicuro dove trovare sollievo dalla propria condizione di vita, dai propri errori e dai propri incubi, si tramuta fin da subito in uno spazio angusto in cui i problemi individuali più che disciogliersi si acuiscono in un atmosfera di paranoia che il film descrive senza calcare troppo la mano, puntando tutto sull’atmosfera e su una serie di sequenze che suggeriscono l’imminente tragedia (la dispersione di mercurio dalla lanterna del faro che forse influenza negativamente James, la misteriosa moria di gabbiani dopo la tempesta).

Con questo non si vuole certamente dire che il film di Nyholm sia perfetto, ma che riesce a mascherare con abilità i suoi limiti (la trama è certamente troppo prevedibile e, per certi versi, scontata), focalizzandosi principalmente sull’opprimente cappa di fatalità che aleggia lungo il corso della narrazione, come se l’interesse principale di regista e sceneggiatori non fosse quello di stupire gli spettatori con plurimi colpi di scena (che, se vogliamo, possono anche risultare fini a se stessi), ma di costringere lo spettatore a fare i conti con una storia (drammatica) che non può non concludersi con un tragico finale.

Guarda il trailer di The Vanishing – Il Mistero del Faro

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Vanishing - Il mistero del faro riesce a mascherare con abilità i suoi limiti, focalizzandosi principalmente sull'opprimente cappa di fatalità che aleggia lungo il corso della narrazione, come se l'interesse principale di regista e sceneggiatori non fosse quello di stupire gli spettatori con plurimi colpi di scena (che, se vogliamo, possono anche risultare fini a se stessi), ma di costringere lo spettatore a fare i conti con una storia (drammatica) che non può non concludersi con un tragico finale.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

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