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The Nun – La Vocazione del Male recensione del nuovo spin-off di The Conjuring

Dopo il grande successo ottenuto al box office americano, è uscito finalmente anche nelle sale italiane The Nun – La Vocazione del Male, il terzo spin-off dell’ormai celebre saga horror The Conjuring che arriva dopo i due film interamente dedicati alla terrificante bambola Annabelle.

Nello speficio, The Nun – La Vocazione del Male mette al centro della storia il personaggio di Valak, demone dalle sembianze di un’inquietantissima suora che il pubblico aveva già avuto modo di conoscere come antagonista principale dei coniugi Warren in The Conjuring – Il Caso Enfield.

The Nun – La Vocazione del Male è ambientato nel 1952 in Romania. Quando una giovane suona di clausura del Monastero di S. Carta si toglie la vita, il Vaticano decide di inviare sul luogo un prete dal passato burrasco (interpretato da Demian Bichir) e una giovane novizia sulla soglia del sacerdozio (Taissa Farmiga) per cercare di far luce su quanto accaduto.

The Nun – La Vocazione del Male dal 20 settembre al cinema

Diretto da Corin Hardy (già regista dell’horror The Hallow del 2015), The Nun – La Vocazione del Male è probabilmente il capitolo più debole e meno spaventoso dell’universo di The Conjuring. Nonostante le intriganti premesse legate alla figura del terrificante demone Valak e al fascino lugubre e inquietante delle location, questo nuovo spin-off deve purtroppo fare i conti con una sceneggiatura manchevole e raffazzonata.

Dopo un incipit esemplare, che sembra presagire un film dalle atmosfere angoscianti e dai risvolti agghiaccianti, la penna dilettevole di Gary Dauberman (già autore degli script di Annabelle e Annabelle 2: Creation) si perde in un didascalismo aberrante e in una serie di semplicifazioni sconcertanti, annacquando la tensione e rendendo sempre più banali e irrilevanti le azioni e le motivazioni dei personaggi (incluse quello dello stesso Valak).

Più riuscito è sicuramente il lavoro di Corin Hardy, nonostante il montaggio del film vanifichi gli sforzi del regista risultando spesso inadeguato. Nel trasformare l’abbazia al centro della storia nel vero cuore pulsante dell’eterna lotta fra umano e sovrumano, Hardy cerca di sfruttare al meglio ogni stanza, corridoio, angolo dell’antico e funesto monastero, dando vita a momenti di genuino terrore che nella loro prevedibilità risultato comunque ben congeniati.

Alla luce di quanto esplicitato fino ad ora, The Nun – La Vocazione del Male (qui il trailer italiano ufficiale) risulta un prodotto fin troppo irresoluto, soprattutto se messo in relazione con il suo universo cinematografico di appartenenza.

Ciononostante, vista l’ottima accoglienza riservata al film da parte del pubblico a stelle e strisce, è palese che la suora demoniaca tornerà a terrorizzare gli spettatori di tutto il mondo in un sequel che verrà probabilmente annunciato a breve.

Cosa ci sarà da aspettarsi? Un nuovo capitolo più arguto e spaventoso del suo predecessore (come accaduto con Annabelle) o l’ennemiso esempio di cinema del terrore che indaga il “Male” senza mai scandagliarne con efficacia cause e ragioni? Lo scopriremo presto… forse!

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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