giovedì, Dicembre 1, 2022
HomeRecensioniThe House, recensione del film d'animazione in stop-motion

The House, recensione del film d’animazione in stop-motion

La recensione del film d'animazione in stop motion The House, prodotto dai Nexus Studios di Londra. Disponibile su Netflix dal 14 gennaio.

L’evoluzione del digitale ha rivoluzionato la storia del cinema d’animazione, soppiantando quella (più e meno) tradizionale ma non riuscendo comunque ad estinguerla del tutto. Anzi, paradossalmente le potenzialità della computer grafica hanno dato nuova linfa a progetti più sperimentali e di nicchia, alimentando un dialogo tra tradizione e innovazione che ha portato negli anni scorsi a operazioni interessanti e ambiziose come, ad esempio, Coraline e la porta magica di Henry Selik: un film “artigianale” in stop motion che sfruttava al massimo le potenzialità del redivivo 3D. Una tecnica, quella del famigerato “passo uno”, che il cinema non ha mai veramente abbandonato e che col tempo ha acquisito sempre più estimatori. Conferma tale tendenza anche il nuovo film d’animazione distribuito da Netflix a partire dal 14 gennaio, The House.

Film antologico suddiviso in tre episodi (di circa mezz’ora ciascuno) prodotto dai britannici Nexus Studios, The House è un cartoon per adulti che utilizza diversi tipologie d’animazione – la base è la stop motion, ma non vengono disdegnati “incursioni digitali” – per raccontare tre storie perturbanti che strizzano l’occhio principalmente ai generi horror e thriller, accomunate dalla medesima ambientazione: una magione costruita nell’800 da un folle architetto, divenuta poi una casa residenziale nella Londra contemporanea e infine l’ultimo baluardo di civiltà in un mondo sommerso (letteralmente) dalle acque.

Nel primo episodio, E dentro di me si tessero menzogne (diretto da Emma de Swaef e Marc James Roels) una povera famiglia di campagna, abitante in una piccola casa al limitare del bosco, è invitata a vivere in una reggia appena costruita dal celebre architetto Mr. Van Schoonbeek. Così, il padre Raymond, la madre Penny e le figliolette Mabel e Isobel si trasferiscono nella magione inconsapevoli di quello che accadrà loro. In È smarrita la verità che non si può vincere (diretto da Niki Lindroth von Bahr), un topo antropomorfo investe tutti i suoi risparmi nell’acquisto e ristrutturazione di una casa (infestata dagli scarafaggi), confidando di venderla a un ottimo prezzo. Durante il primo appuntamento con i potenziali acquirenti, però, si imbatte in una coppia di sorci molto interessati che si stabiliscono in pianta stabile nell’edificio (senza pagare).

L’ultimo episodio, Ascolta bene e cerca la luce del sole (diretto da Paloma Baeza) è ambientato in un futuro post apocalittico dove l’acqua ha ricoperto la maggior parte delle terre emerse a seguito di un sottaciuto cataclisma. La gatta antropomorfa Rosa è la proprietaria dell’unica casa del circondario ad essere rimasta in piedi. Il suo più grande desiderio è quello di ristrutturarla utilizzando l’affitto mensile dei due coinquilini Elias e Jen (in originale le presta la voce Helena Bohnam Carter). Entrambi, però, la pagano “in natura”: il primo le dona del pesce ogni mese, la seconda delle pietre chakra. L’arrivo inaspettato del fidanzato di Jen, Cosmos, metterà a repentaglio il già fragile equilibrio su cui si basa la convivenza.

The House è una delle piccole sorprese di questo inizio 2022. Visivamente affascinante (il primo episodio ha trovate che lasciano a bocca aperta), il film prodotto dai Nexus Studio ha un’anima profondamente dark, risultando nel complesso inquietante e (a tratti) persino disturbante. Non stupisce che a scriverlo sia stato Enda Walsh, già co-autore dello script di Hunger di Steve McQueen, dedicato al martirio dell’attivista dell’IRA Bobby Sands. Il tono disincantato e cupo con cui sono raccontate le tre vicende – messo parzialmente in discussione nell’ultimo episodio – è supportato da un’animazione che è un profluvio di inventiva (la magione che muta aspetto nel primo episodio, confondendo personaggi e spettatore; la casa invasa prima dagli scarafaggi e poi dagli occupanti nel secondo; l’elegiaca atmosfera liquefatta che contraddistingue il terzo).

Se il primo episodio si affida ai cliché tipici del genere horror (la casa infestata, l’antagonista sadico), il secondo – a metà strada tra un racconto kafkiano e una libera rivisitazione del capolavoro di Joseph Losey Il servo – trascina lo spettatore in un gorgo perturbante da cui è difficile affrancarsi. Anche per questo motivo l’ultima storia (la più debole) appare “scollegata” rispetto alle prime due, contraddistinta da un ottimismo (seppur ambiguo) che dissipa il crescendo di inquietudine che aveva caratterizzato il film fino a quel momento. Così, da prigione, nell’ultimo conclusivo la casa si trasforma (a certe condizioni) nell’unica zattera navigabile nel mare in tempesta della vita. E la cinica riflessione sull’attaccamento materiale alle cose – che finisce per rendere i personaggi schiavi – si stempera eccessivamente in un finale tutto sommato edificante.

Guarda il trailer ufficiale di The House

GIUDIZIO COMPLESSIVO

The House è una delle piccole sorprese di questo inizio 2022. Visivamente affascinante (il primo episodio ha trovate che lasciano a bocca aperta), il film prodotto dai Nexus Studio e distribuito da Netflix ha un'anima profondamente dark, risultando nel complesso inquietante e (a tratti) persino disturbante.
Diego Battistini
Diego Battistini
La passione per la settima arte inizia dopo la visione di Master & Commander di Peter Weir | Film del cuore: La sottile linea rossa | Il più grande regista: se la giocano Orson Welles e Stanley Kubrick | Attore preferito: Robert De Niro | La citazione più bella: "..." (The Artist, perché spesso le parole, specie al cinema, sono superflue)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
The House è una delle piccole sorprese di questo inizio 2022. Visivamente affascinante (il primo episodio ha trovate che lasciano a bocca aperta), il film prodotto dai Nexus Studio e distribuito da Netflix ha un'anima profondamente dark, risultando nel complesso inquietante e (a tratti) persino disturbante.The House, recensione del film d'animazione in stop-motion