martedì, Gennaio 31, 2023
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The Devil and Father Amorth recensione del doc di William Friedkin

A quarant’anni di distanza dall’uscita del film horror più celebre e spaventoso di tutti i tempi, ossia L’Esorcista, il maestro William Friedkin torna ad affrontare il tema dell’esorcismo con The Devil and Father Amorth, lasciando da parte l’ingenuità e l’istintività che avevano caratterizzato lo sviluppo e l’effettiva realizzazione del cult uscito nel 1973, e concedendosi la possibilità di tornare su una materia che, da sempre, esercita sull’individuo un fascino innegabile e inspiegabile con maggiore lucidità emotiva.

The Devil and Father Amorth racconta la storia di Padre Gabriele Amorth, esorcista della Diocesi di Roma da oltre trentacinque anni, scomparso il 16 settembre 2016. Friedkin documenta l’ultima lotta in ordine cronologico di Padre Amorth prima della sua scomparsa (avvenuta poco dopo le riprese del documentario): la liberazione dal maligno di una ragazza italiana arrivata, nel corso della sua vita, a ben nove esorcismi.

A quarant’anni di distanza dall’uscita del film horror spaventoso di tutti i tempi, Friedkin torna ad affrontare il tema dell’esorcismo

William Friedkin – per sua stessa ammissione – non aveva mai assistito ad un vero esorcismo, né aveva mai saputo nulla sull’argomento, quando realizzò L’Esorcista alla fine degli anni ’70. Inconsapevole, all’epoca, dell’impatto che la pellicola avrebbe avuto sulla cultura di massa e su tutta la cinematografia orrorifica legata alla possessione demoniaca e alla lotta contro Satana, il regista de Il Braccio Violento della Legge e Killer Joe decide adesso di chiudere un cerchio aperto oltre quarantacinque anni fa.

Mettendo da parte la fiction, la narrazione fittizia, la messinscena spinta al limite dell’irrealtà o dell’esagerazione, Friedkin si concentra esclusivamente sulla realtà (o presunta tale): nessuna troupe, nessuna luce; soltanto la testimonianza diretta dell’esperienza vissuta quel giorno, il giorno del nono esorcismo della protagonista Cristina, nonché del novantunesimo compleanno di Padre Amorth.

“Ho incontrato Amorth a Roma il 5 aprile del 2016”, dichiara il regista. “Alla fine della nostra conversazione gli ho chiesto se potevo filmare un esorcismo. Mi disse che doveva pensarci e due giorni dopo accettò.”

the devil and father amorth 1

The Devil and Father Amorth recensione del doc di William Friedkin

The Devil and Father Amorth si compone non solo delle riprese effettuate durante l’esorcismo di Cristina, ma anche di alcuni preziosissimi interventi di illustri neurochirurghi e psichiatri degli Stati Uniti, ai quali Friedkin in persona aveva mostrato la pellicola.

L’esperienza sconvolgente vissuta in prima persona da Friedkin, però, fatica a riflettersi sul grande schermo: il risultato finale, infatti, appare più come una vera e propria sfida lanciata dal regista per indurre lo spettatore a far crollare qualsiasi tipo di convinzione religiosa o dubbio esistenziale nei confronti di quella che viene più volte definita nel corso del film come una “malattia spiriturale”, piuttosto che come un tentativo di continuare ad affascinare ed atterrire il pensiero di milioni di persone in tutto il mondo.

L’esperienza sconvolgente vissuta in prima persona da Friedkin fatica a riflettersi sul grande schermo

Sfortunatamente, nel corso dei 68 minuti, si avverte un’eccessiva “macchinazione” dietro al lavoro (condotto sempre in prima persona) di Friedkin, che spinge fin troppo il piede sull’accelleratore, quasi come se l’intento fosse quello di realizzare un nuovo film horror, abbandonandosi a certi meccanismi tipici del genere che sfociano, inevitabilmente, in luoghi comuni abbastanza sconcertanti, allontandosi così dalla rilevanza documentaristica, soprattutto dal punto di vista religioso.

The Devil and Father Amorth testimonia tutta la passione e l’ormai comprovata esperienza di Friedkin sull’argomento, ma tralascia di fornire al pubblico argomentazioni che siano in grado di convincerlo pienamente (in un senso o nell’altro, al di là del proprio credo, indipentemente dall’esistenza – vera o presunta – del Bene e del Male). Il documentario incuriosisce, intratteniente; si crogiola su dibattiti importanti e su testimonianze a tratti inverosimili e a tratti più spiazzanti… ma nulla di più!

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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