mercoledì, Febbraio 8, 2023
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The Circle, recensione del film con Emma Watson e Tom Hanks

È possibile creare una società trasparente e completamente informatizzata senza che essa privi i singoli utenti dell’individualità e della privacy? The Circle, ultimo lungometraggio di James Ponsoldt, tenta di dare una risposta a questa domanda, mettendo in scena un mondo finzionale ma fin troppo concretizzabile.

Stanca di un lavoro monotono da centralinista, Mae (Emma Watson) viene assunta presso The Circle, un’azienda informatica che si occupa di app e social network. Felice del nuovo lavoro, Mae viene presto notata dal fondatore Eamon Bailey (Tom Hanks), che la convince a rinunciare alla propria vita privata e a rendersi costantemente visibile on-line dai propri followers. Dopo un iniziale entusiasmo, la giovane scopre però che l’assoluta trasparenza può avere dei rischi e che lei non è realmente pronta ad affrontarli.

Tratto dal bestseller di Dave Eggers, The Circle si delinea come un thriller intermediale, votato ad intrecciare le logiche della rivoluzione informatica con ipotesi degenerative che sottacciono una possibile distopia. Nonostante un inizio a tratti lento, la pellicola si dipana in un crescendo di ritmo e suspence, apparendo convincente soprattutto nella seconda metà. Il finale, atipico per un progetto di questo tipo e pertanto soddisfacente, appare tuttavia sbrigativo, forse a causa dell’eccessiva focalizzazione data alla prima parte.

Buone anche le performance degli attori: se Emma Watson si presenta come il centro focale della vicenda, innegabilmente più convincenti sono Tom Hanks, che come si è detto interpreta il proprietario dell’impresa, e Bill Paxton, nel ruolo del padre malato della protagonista.

Un discorso diverso può essere avanzato in relazione ai temi cardine del film: i pericoli della tecnologia e dell’eccessiva visibilità in essa. Sebbene il libro originale sia stato pubblicato quando queste problematiche non erano ancora inflazionate, oggi può apparire banale – e paradossalmente quasi anacronistico – sviluppare una narrazione incentrata esclusivamente sull’ipertrofia informatica, poiché cinema e televisione l’hanno già declinata in svariati modi. Pur essendo quindi orchestrata in modo interessante, la storia riecheggia massicciamente pellicole come Disconnect di Henry Alex Rubin o serie antologiche come Black Mirror e il più recente Dimension 404.

Analogamente, il target principalmente giovanile e il futuro patinato ma decadente che viene rappresentato incasellano la pellicola nel filone dei teen movies catastrofici. Chiaramente, la riuscita dislocazione social della vicissitudini elimina qualsiasi pacata crudezza di saghe come Hunger Games o delle sue copie (DivergenteMaze Runner). Tuttavia, appare comunque difficile non ricollegare questo micro-mondo a quello delle pellicole succitate, anche per via dell’ingombrante figura divistica di Emma Watson, che ricorda non poco quella promossa da Jennifer Lawrence nella campagna pubblicitaria che accompagnò le avventure della Ghiandaia Imitatrice.

Guarda il trailer ufficiale di The Circle

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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