giovedì, Febbraio 2, 2023
HomeRecensioniThe Bye Bye Man, recensione dell'horror di Stacy Title

The Bye Bye Man, recensione dell’horror di Stacy Title

Nel massiccio numero di horror realizzati annualmente dall’industria hollywoodiana, raramente è possibile trovare pellicole davvero degne di nota, capaci cioè di intrecciare peculiari soluzioni narrative con una buona dose di paura: sfortunatamente The Bye Bye Man di Stacy Title non rientra in questo stretto numero di produzioni di qualità e si presenta come l’ennesima variazione sul tema demoniaco.

Stanco della vita nel campus, il giovane universitario Elliot (Douglas Smith) decide di trasferirsi con la bellissima fidanzata Sasha (Cressidra Bonas) e con il migliore amico John (Lucien Laviscount) in una casa immersa nel bosco. Durante la festa d’inaugurazione, i ragazzi decidono di ricreare una seduta spiritica con la veggente Kim (Jenna Kanell), la quale entra in contatto con una strana forza maligna: The Bye Bye Man. Scoperto casualmente questo nome, Elliot lo pronuncia e da quel momento tutto inizia a cambiare: angosce, paranoie e visioni trascinano i quattro ventenni in un vortice di incontrollabile delirio.

Ispirato ad eventi realmente accaduti o spacciati per tali, The Bye Bye Man promuove le canoniche caratteristiche del genere horror statunitense, facendo ricorso a marche stilistiche abituali e inevitabilmente banali. Accanto ai classici protagonisti di bell’aspetto e sessualmente attivi, si delinea anzitutto un malvagio prototipico, che nella silhouette ricorda sia gli iconici Freddy Krueger e Leatherface sia i più recenti Boogeyman e Jigsaw.

La casa, ambientazione primaria del lento vaneggiare degli inquilini, è costruita seguendo una serie di rodate iconografie che spaziano da Shining fino a Cabin Fever. Sebbene si sfrutti qualche interessante distorsione dell’immagine, i luoghi si riducono a semplici ambientazioni, incapaci di riflettere il senso di claustrofobia e di ossessione che dovrebbe accompagnare la narrazione.

Analogamente, la parte marcatamente orrorifica si intreccia con basilari dinamiche mistery, attinte dal thriller ma restituite in modo eccessivamente superficiale. Le indagini che intraprendono Elliot e Sasha non riescono infatti a coinvolgere lo spettatore e di conseguenza il ritmo viene spesso a mancare. Pertanto, la pellicola non porta a termine il suo vero scopo: fare paura.

Una nota positiva deve essere espressa in relazione alla resa delle scene più macabre e alla scelta del promettente protagonista. Nel primo caso, le morti cruente e i frangenti maggiormente truculenti vengono organizzati cosicché non si sfoci nello splatter, al fine di non attingere a espedienti tipici dei circuiti di serie B.

Nel secondo caso, ottima è l’interpretazione di Douglas Smith, che si sta lentamente ritagliando uno spazio tra le future promesse di Hollywood. Accanto a lui, impossibile non citare le brevi apparizioni di Carrie-Anne Moss, monocorde come ai tempi di Matrix, e di una rediviva Faye Dunaway, l’indimenticata Bonnie di Gangster Story.

Guarda il trailer ufficiale di The Bye Bye Man

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -