lunedì, Febbraio 6, 2023
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Sully, recensione del film di Clint Eastwood con Tom Hanks

Articolo a cura di Irene Caltabiano

Come si misura un eroe? Una persona è straordinaria perché gli altri la ritengono tale o perché ha solo fatto la cosa giusta al momento giusto? Queste le domande suggerite dall’ultima fatica di Clint Eastwood, che racconta la storia (vera) del cosiddetto “Miracolo sull’Hudson”. Il comandante Chesley “Sully” Sullenberger (Tom Hanks) insieme al co-pilota Jeffrey Zaslow, il 15 gennaio del 2009 compie un’impresa unica nella storia: un ammaraggio sul fiume che attraversa New York, dopo che, a causa di un bird strike, perde entrambi i motori del volo US Airways 1549. Nell’incredulità generale, salva sé stesso e i 155 passeggeri.

Eastwood ha un occhio particolare nel tratteggiare il non detto, nel rivolgersi alla sostanza delle cose, o meglio al “fattore umano”, elemento a cui a un certo punto fa riferimento lo stesso Sully. Dietro la facile retorica dei media, che consacrano immediatamente il comandante come un eroe, c’è la quotidianità, la burocrazia, in una parola, la vita, così diversa da un film di supereroi. Così Sully, nonostante abbia  “fatto il miracolo”, viene comunque chiamato a render conto delle sue azioni di fronte alla NTBS (National Transportation Safety Board) organo atto ad indagare sull’incidente.

Un biopic classico sostenuto da un montaggio impeccabile, che regala inquadrature che vanno di pari passo con il mondo interiore del protagonista. Azzeccata la scelta di ricostruire l’incidente e il momento dell’impatto solamente a metà film, mantenendo alta la curiosità dello spettatore. Un magistrale Tom Hanks, che delinea con tocchi esperti un uomo che “ha solo fatto il suo lavoro”, a disagio fra tv e giornalisti e desideroso di tornare alla normalità, lontano dai riflettori. Unica pecca? L’eleganza di stile rende la narrazione a tratti un po’ fredda, con poche “strette allo stomaco”, considerando l’entità emotiva della vicenda raccontata.

Un film che diventa riflessione sulla ricchezza dell’“errore umano”. Un simulatore meccanico non potrà mai eguagliare la professionalità e la lucidità di un uomo che in 208 secondi poteva distruggere o far passare per sempre alla storia il suo nome. Il destino stavolta ha optato per un lieto fine.

Guarda il trailer ufficiale di Sully

Redazione
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