lunedì, Febbraio 6, 2023
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Sulla Mia Pelle recensione del film con Alessandro Borghi

Sulla Mia Pelle è l’intenso nuovo film scritto e diretto da Alessio Cremonini che prova a ripercorrere – come suggerito nel sottotitolo “gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi” – l’ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, consegnando quindi all’immortalità del cinema la versione di uno dei fatti di cronaca più intensi e scomodi dell’ultimo decennio di cronaca nera italiana.

Film d’apertura della sezione Orizzonti di Venezia 75, la pellicola uscirà nelle sale il prossimo 12 settembre grazie a Lucky Red e, contemporaneamente, sarà disponibile in streaming su Netflix.

Roma, 22 ottobre 2009: Stefano Cucchi è uno dei tanti detenuti che perdono la vita nelle carceri italiane. Ma Stefano non muore per cause naturali, perché a provocarne la repentina scomparsa – dopo una settimana di lenta agonia passata tra carceri, commissariati e ospedali – sono le percosse ricevute da alcuni carabinieri in borghese al momento dell’arresto.

sulla mia pelle

Sulla Mia Pelle ripercorre gli ultimi drammatici giorni di vita del trentenne, mostrando come la tragedia si sia insinuata repentinamente sconvolgendo l’esistenza della famiglia Cucchi, da Stefano (Alessandro Borghi) passando per i genitori Giovanni e Rita (Max Tortora e Milvia Marigliano) fino alla sorella Ilaria (Jasmine Trinca), strenuamente coinvolta nella lunga battaglia legale e civica per svelare la verità.

Sulla Mia Pelle (qui il teaser trailer ufficiale), prima che essere un resoconto dettagliato e una ricostruzione fedele dei fatti, è una personalissima – quanto sensibile – visione firmata da Cremonini di un caso giudiziario: restituisce la voce al silenzio e colma gli spazi vuoti dei non-detti che non si potrebbero colmare in altro modo, perché se tutti hanno avuto modo di restituire una propria versione, l’unica che manca e che mancherà sempre all’appello è proprio quella del giovane Stefano.

sulla mia pelle

La recensione di Sulla Mia Pelle di Alessio Cremonini con Alessandro Borghi

Per riportare in vita i ricordi Cremonini si affida ai trucchi del cinema, agli stratagemmi della settima arte che permettono di mostrare (e filmare) l’invisibile e l’insondabile: il corpo martoriato di Cucchi ri-vive nella figura nervosa e sottile di Alessandro Borghi, capace di andare oltre la semplice imitazione mimetica della realtà.

Borghi evoca i fantasmi del passato e permette loro di abbandonare il cono d’ombra un’ultima volta, per poter così mettere lo spettatore di fronte alle proprie paure, ai dubbi, al disagio e al dolore; nei 100 minuti del film assistiamo a un calvario laico, una lenta discesa nell’incubo immortalata con sguardo pasoliniano.

Borghi/Cucchi diventa martire dell’ingiustizia, della burocrazia e del disagio della società moderna; affronta il suo calvario silenzioso per poter permettere alla verità di venire a galla ancora una volta, anche laddove sembra difficile o impossibile.

Come in un film di Pasolini, lo sguardo rivolto dalla MdP nei confronti del protagonista è delicato e le inquadrature scarne, distanti; nella loro essenzialità enfatizzano il dolore che attraversa il corpo del ragazzo, che si imprime sulla sua pelle come in una raffigurazione pittorica del Mantegna.

Ed è proprio sulla pelle (ma anche sotto di essa) che vibrano le emozioni del film Sulla Mia Pelle: la rabbia, il dolore, l’indignazione e quel senso di sgomento che accompagna lo spettatore durante l’intera visione.

E il cast, perfetto, non fa altro che amplificare queste emozioni contrastanti come una cassa di risonanza: una Jasmine Trinca coriacea e stoica, un Max Tortora malinconico e dolente fino, appunto, ad un Borghi impeccabile – forse in una delle sue migliori interpretazioni – che si mette totalmente al servizio della causa trasfigurandosi, permettendo così al ricordo di tornare a vivere e ad urlare ancora una volta.

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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