mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Sicilian Ghost Story, recensione del film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

Selezionato come film d’apertura alla Semaine de la critique del Festival di Cannes 2017, Sicilian Ghost Story si attesta come una scelta vincente e coraggiosa. Nelle tinte fiabesche e nei toni drammatici, il film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza coinvolge e sconvolge, in un crescendo vorticoso di incontrollabile intensità.

Luna (Julia Jedlikowska) è una ragazza di tredici anni che, nata da madre svizzera e padre italiano, vive in un piccolo paese di provincia nella Sicilia degli anni Novanta. In costante conflitto con la famiglia, la giovane si innamora del compagno di classe Giuseppe (Gaetano Fernandez), figlio di un mafioso redento che collabora con la giustizia. Dopo un pomeriggio passato al maneggio, Giuseppe scompare improvvisamente, sequestrato dagli ex complici del padre. Luna, strenuamente votata a sottrarlo dalla morsa della criminalità organizzata, intraprende quindi una lunga e logorante battaglia contro il silenzio e l’omertà del paese che la circonda.

Con pura maestria, Sicilian Ghost Story trasforma un vergognoso fatto di cronaca in una favola agrodolce ed oscura, fondata sulla forza dell’amore e dell’innocenza. Adottando lo sguardo trasognato e ostinato di una bambina, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza rileggono con visionario acume la storia vera di Giuseppe De Matteo, un adolescente che nel 1993 venne rapito e segregato dalla mafia siciliana.

In un incontro amoroso dai tratti romanticamente classici, Luna e Giuseppe incarnano la testardaggine e l’innocenza che gli adulti raramente posseggono, offrendosi come allegorie vaganti in un mondo popolato da fantasmi terribilmente concreti e sogni tristemente effimeri. In tali vesti, i due bravi attori – entrambi esordienti – dipingono pertanto figure riuscite ed emozionanti, orchestrando una impossibile passione pacata ed evocativa. Le loro personalità bivalenti si connettono inoltre con i due macro-luoghi principali, mai scissi da un’atemporalità favolistica.

I boschi, spazi demoniaci che si rendono portatori di tenebre, divengono i luoghi dell’inconcludente ricerca, nei quali la protagonista si avventura ciclicamente. Proprio come una giovane Gretel, Luna si muove tra tronchi altissimi, foglie cadute e case diroccate, sognando l’amato ma non riuscendo mai a concretizzarlo. Rievocando la Scout Finch creata dalla penna di Harper Lee, la tredicenne tuttavia non si arrende, coniugando un solitario eroismo con il proprio destino da moderna Giulietta.

Allineandosi alla controparte senza mai sfiorarla, la prigionia di Giuseppe si manifesta invece nel soffocante grigiore di uno spazio chiuso, che non prescinde però dal latente onirismo. Il ragazzo, confinato in un mondo-altro caratterizzato da un uso del colore freddo e basilare, non rinuncia a momenti di intromissione sovra-narrativa, ancorata ad una dimensione trascendentale.

Percorrendo un doppio registro di realismo e immaginazione, Grassadonia e Piazza si rivelano non solo semplici registi, ma veri cantastorie, abili nel ricreare un mondo cupo e tenembroso che non rinuncia ad un seppur flebile pizzico di magia. 

Guarda il trailer ufficiale di Sicilian Ghost Story

Gabriele Landrini
Gabriele Landrini
Perché il cinema non è solo un'arte, è uno stile di vita | Film del cuore: Gli Uccelli | Il più grande regista: Alfred Hitchcock | Attore preferito: Marcello Mastroianni | La citazione più bella: "Vorrei non amarti o amarti molto meglio." (L'Eclisse)

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