lunedì, Dicembre 5, 2022
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Scappa – Get Out, recensione dell’horror diretto da Jordan Peele

Scappa – Get Out è la potente opera prima dell’attore e regista Jordan Peele, che riesce a realizzare un film che ben si colloca nel solco dell’era trumpiana. Un’era inaugurata, appunto, dall’arrivo alla Casa Bianca del presidente (forse) meno popolare della storia degli USA, quel “THE” Donald (come lo apostrofavano le sue ex-mogli) in grado di scuotere le fondamenta del sistema della “democrazia più bella del mondo”.

A decostruire il pensiero partorito da Alexis de Tocqueville nel XIX secolo è bastato un imprenditore facoltoso che ha applicato le proprie rampanti regole agli interi Stati Uniti d’America, inneggiando a muri da erigere, flussi migratori da interrompere bruscamente e leggi da applicare con maggiore severità. In questo clima socio-culturale alcuni film già usciti nelle sale o di prossima uscita rappresentano uno spaccato cinico, rampante e individualista di questa nuova America ma senza lesinare sulla raffigurazione delle luci e delle tante ombre che la avvolgono.

Come una bella mela che ben nasconde il proprio lato ammuffito, grazie ad ironia, sarcasmo, acume, cinismo e intelligenza crudele film come The Founder, Gold – La grande truffa, Beatriz at Dinner (di prossima uscita) o, appunto, Scappa – Get Out riescono a mostrare i chiaroscuri della moderna società statunitense “camuffandoli” dietro le maschere dei generi, dal biopic al thriller con venature gore.

A quest’ultimo gruppo appartiene l’opera di Peele, storia del giovane fotografo Chris Washington (Daniel Kaluuya) che si prepara a conoscere la famiglia della sua fidanzata Rose (Allison Williams), composta da madre (Catherine Keener), padre (Bradley Whitford) e fratello scapestrato (Caleb Landry Jones). L’unica “stranezza” sembra annidarsi nel fatto che gli Armitage sono bianchi, tipicamente WASP e protestanti, mentre Chris è nero. Ma solo una volta giunto nella grande villa fuorimano dove abitano il ragazzo si renderà conto che non è tutto oro quel che luccica, e che dietro quella patina di impeccabile perfezione si nascondono degli orrori celati che non tardano ad emergere in tutto il loro dirompente furore.

Scappa – Get Out sembra quasi voler portare fino alle estreme conseguenze un’intuizione comica (o tragicomica) avuta da Woody Allen in Io e Annie nel lontano 1977: quando si trovava a cena insieme ai genitori WASP di Annie, immaginava la nonna ostile agli ebrei mentre – nella sua mente – proiettava una fantasia di Alvy/Allen conciato come un chassidim ortodosso con tanto di cernecchi e copricapo.

Nel film di Peele avviene la stessa cosa: con cinismo, sarcasmo, feroce cattiveria e geniali intuizione drammatiche giocate sulla tensione, il regista dipinge una crudele satira degli Stati Uniti bianchi, anglosassoni e protestanti pronti a tutto pur di colmare la loro atavica fame di bellezza, ricchezza, giovinezza e perfezione.

“Siamo quello che mangiamo”. Vero, ma anche ciò che desideriamo! Il sonno della ragione genera mostri dall’inquietante sorrisi, epigoni della banalità assoluta del male che non esitano a cannibalizzare (non in senso letterale) il prossimo pur di raggiungere i propri scopi.

Scappa – Get Out è molto più che un horror: è uno dei thriller meglio scritti della stagione, con il suo crescente climax di suspense, ansia, tensione e rabbia cieca, pronto a divampare brutalmente come un falò delle vanità in una notte d’agosto.

Guarda il trailer ufficiale di Scappa – Get Out

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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