mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Quello Che So di Lei, recensione del film con Catherine Deneuve

Con Quello Che So di Lei (titolo originale Sage Femme), presentato fuori concorso alla 67° Berlinale, Martin Provost mostra una certa abilità nel definire il mondo femminile e le sue sfaccettature, affidando il compito a due attrici con grande capacità espressiva, Catherine Deneuve e Catherine Frot.

Claire (Catherine Frot) è un’ostetrica votata al suo lavoro, oltre a essere una donna generosa e sensibile. Già preoccupata per la chiusura del reparto maternità dove lavora perchè i vecchi metodi sono stati sostituiti dalle moderne attrezzature, vede riemergere dal passato Beatricè (Catherine Deneuve), l’affascinante ex amante del defunto padre, per cui quest’ultimo aveva abbandonato la famiglia.

In seguito alla fine della relazione, il padre, con il cuore spezzato, si era suicidato, lasciando una profonda ferita nella vita della sage femme (che in francese indica appunto sia ostetrica che donna saggia). Inaspettatamente per entrambe, dopo tanto tempo, nasce un’amicizia che porterà a degli avvenimenti significativi per l’esistenza di entrambe le donne.

Quello Che So di Lei esalta le caratteristiche femminili, nei loro difetti e nei loro pregi. Una commedia che celebra la vita e il potere del cambiamento senza grandi sensazionalismi, concentrandosi sulla vita di tutti i giorni. Claire è una donna tranquilla, amorevole, madre single che ha cresciuto da sola suo figlio. Beatricè è il suo opposto: stravagante, frizzante, originale. E adesso ha bisogno d’aiuto perché malata di cancro.

Ancora due donne per il cinema di Martin Provost che, svincolato dalle ambientazioni di costume di Seraphine e Violette e le dinamiche familiari di Le ventre de Juliette, ci regala un film in cui la macchina da presa si fonde con i personaggi, facendo quasi avvertire sulla nostra pelle tremiti e paure delle due protagoniste.

Una pellicola che punta sull’energia delle inquadrature, su qualche soggettiva sfocata e su un terzo personaggio, interpretato da Olivier Gourmet, che partecipa senza invadere mai la storia tra le due donne. Provost riesce a parlarci con leggerezza di cose serie, senza che prevalga mai un senso di pesantezza. La commedia infatti interviene in ogni momento a disinnescare il dramma.

Delusione, paura, rabbia che nascondono una resistenza iniziale a cedere al perdono e all’affetto. Un cinema a cuore aperto, che è confessione e rivelazione. Qualche punto debole a livello strutturale, con il rischio di sfiorare l’effetto sceneggiato. La parola che viene però in mente guardando il film è naturalezza, quel racconto delle grandi narrazioni che avvengono quotidianamente nei nostri animi.

Una riflessione sulla vita e sui sentimenti che si sviluppa nel tentativo di comunicazione tra due anime opposte ma complementari, ri-accomunate dal destino a un certo punto della loro esistenza. Il film sarà nelle sale da giovedì 1 giugno, distribuito da BIM.

Guarda il trailer ufficiale di Quello Che So di Lei

Redazione
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