mercoledì, Febbraio 8, 2023
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Please Stand By recensione del film con Dakota Fanning

Dopo il bellissimo The Session, il regista e sceneggiatore australiano Ben Lewin torna dietro la macchina da presa per dirigere Dakota Fanning in Please Stand By, pellicola presentata nella sezione Alice nella Città della 12^ edizione della Festa del Cinema di Roma.

Lewin torna a parlare di disabilità (questa volta mentale) attraverso la storia di Wendy (Fanning), una ragazza autistica di 28 anni che lavora per la catena di forni e chioschi Cinnabon. Wendy non si separa mai dal suo iPod e adora fare maglioni per oggetti inanimati.

Per provare a sua sorella Audrey (Alice Eve) che è perfettamente in grado di badare a sé stessa, decide di scappare dalla casa di cura e dalla sua badante (Toni Collette) per prendere parte ad un concorso di scrittura per la televisione, presentando un progetto di 500 pagine sulla sua serie tv preferita: Star Trek.

Dakota Fanning regala una performance estremamente misurata, forse una delle migliori della sua carriera

Dopo aver interpretato la figlia di un uomo che soffriva di un ritardo mentale (Sean Penn in Mi Chiamo Sam), Dakota Fanning, ormai tra le attrici della sua generazione più quotate e apprezzate (soprattutto nel circuito indipendente), si ritrova ad affrontare nuovamente la delicata tematica della disabilità mentale, questa volta in prima persona.

L’attrice, che vedremo prossimamente nella serie tv The Alienist al fianco di Luke Evans e Daniel Bruhl, si cimenta con una delle prove più interessanti della sua carriera, dando anima e corpo ad una moderna Dorothy Gale, centinellando le numerose sfumature del suo personaggio (soprattutto nei momenti più intensi) e regalando così una performance estremamente misurata, forse una delle migliori della sua carriera.

please stand by

Please Stand By recensione del film con Dakota Fanning

Esattamente come il personaggio inventato da L. Frank Baum, Wendy intraprende un viaggio lungo il suo personalissimo “sentiero dorato” che la metterà di fronte ai propri limiti, ma che le farà anche capire di essere in grado di poter aggirare qualsiasi ostacolo (reale o fittizio che sia, in base alla percezione della protagonista).

Un percorso di crescita che aiuterà l’intraprendente Wendy (guidata dallo spirito di Spok, il vulcaniano dalle orecchie a punta della popolarissima serie tv sci-fi) ad infraggere quell’invisibile barriera che separa il suo mondo da quello degli altri, e che alla fine – proprio come accade all’iconico personaggio di Star Trek – le faranno riscoprire l’importanza degli affetti e della condivisione dei sentimenti.

Un film delicato e rincuorante nella forma e nei contenuti, che racconta con semplicità e leggerezza una storia potenzialmente universale

Per raccontare la storia di Wendy, Lewin si serve di una struttura narrativa piuttosto rassicurante, edulcorando i momenti in cui la malattia della ragazza prende il sopravvento sulla sua forza di volontà (che di fatto sono davvero pochi), scegliendo invece di concentrarsi sul mondo interiore della protagonista, sui suoi desideri e sulla sua incredibile e contagiosa determinazione.

Please Stand By è un film delicato e rincuorante nella forma e nei contenuti, che racconta con semplicità e leggerezza una storia potenzialmente universale rivolta tanto ai giovani quanto agli adulti, lanciando un messaggio sicuramente abusato da un punto di vista cinematografico, ma che troppo spesso, nella vita di ogni giorno, tendiamo a minimizzare: non esistono limiti che non possano essere superati.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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