lunedì, Gennaio 30, 2023
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Ouija – L’Origine del Male, recensione del prequel diretto da Mike Flanagan

Una donna. Le sue figlie. Il mondo dell’esoterismo e forze oscure che è meglio non disturbare dal loro sonno arcaico, nemmeno per gioco. Prendendo spunto dalle famose tavole Ouija distribuite sul mercato dalla Hasbro, esce oggi nelle sale il nuovo capitolo del franchise omonimo Ouija, che fa seguito al primo capitolo del 2014 e del quale sarà il prequel: Ouija – L’Origine del Male cerca di sciogliere i nodi oscuri del precedente capitolo colmando le lacune e mostrando, nel dettaglio, la storia all’origine della forza maligna che perseguitava gli adolescenti protagonisti.

USA, 1967: Alice Zander, vedova, cerca di sopravvivere inscenando delle finte sedute spiritiche con la complicità delle figlie Paulina e Doris. Ma quando la bambina comincia a mostrare delle reali capacità medianiche che le permettono di entrare in contatto con il mondo dei defunti che gravita intorno alla loro casa, la madre cerca di sfruttare al meglio queste potenzialità con i propri clienti (mentre prova nel frattempo, disperatamente, a instaurare un contatto con il defunto marito Roger). Ma i poteri extrasensoriali della bambina non evocano solo delle entità benevole: anche forze oscure, malvagie e cariche di odio vengono risvegliate dal loro antico sonno con esiti drammaticamente imprevedibili.

Per quanto il risultato finale sia frutto di un netto scarto – positivo – rispetto all’andamento del precedente film della “neo” saga, purtroppo gli sforzi non bastano a confezionare un prodotto finale indipendente e con una forte personalità, in grado di distinguersi nel panorama del genere horror americano: i cliché che la pellicola saccheggia dalla tradizione sono tanti e si vive la sensazione, da spettatore, di aver già assistito altre volte, proprio come voyeur impotenti, a storie simili a base di vecchie case, famigliole felici, spettri e possessioni diaboliche.

Nonostante la forma elegante e l’impeccabile ricostruzione storica – garantita da una fotografia calda, speziata e vintage e da suggestive atmosfere ricreate nei minimi particolari –, Ouija – L’Origine del Male si nasconde dietro la sua efficace patina per evitare di districare il bandolo della complessa matassa di riferimenti e spunti che utilizza: la seconda guerra mondiale, gli immigrati ebrei mitteleuropei, gli orrori dei campi di sterminio, i dybbuk, le apparizioni, gli spettri e le possessioni non possono convivere “amabilmente” nello stesso film senza creare un cortocircuito comunicativo che funziona nonostante tutto, ma allunga un potenziale cocktail del terrore fino a farlo diventare un innocuo analcolico da Happy Hour, gustoso e leggero.

Guarda il trailer ufficiale di Ouija – L’Origine del Male

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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