lunedì, Febbraio 6, 2023
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On the Milky Road, recensione del nuovo film di Emir Kusturica

Il talento visionario e fiabesco di Emir Kusturica è tornato al cinema, anche se con una micro-distribuzione di sole 30 copie: On the Milky Road, dopo il passaggio all’ultimo Festival di Venezia, approda nelle sale italiane con tutta la propria sferzante carica sovversiva, pronto a raccontare una storia d’amore – maturo – sullo sfondo di un sanguinario conflitto, come quello che ha devastato i Balcani negli anni ’90.

Durante il conflitto, un uomo – Costa (Kusturica stesso) – trasporta ogni giorno due barili di latta per gli irriducibili soldati barricati lungo uno dei fronti. L’amore per Milena (Sloboda Mićalović) e il prevedibile matrimonio che stipulerà con lei, insieme al serafico equilibrio con la natura che lo circonda sembrano essere un preludio alla prossima fine del conflitto, almeno finché non arriverà una splendida donna italiana – La Sposa, interpretata da Monica Bellucci – che sconvolgerà la vita di Costa, alterando tutti i suoi piani e coinvolgendolo in una surreale avventura, che si farà via via sempre più pericolosa.

On the Milky Road si colloca perfettamente nella filmografia del regista balcano, rappresentando l’esito più maturo della propria poetica cinematografica: lo stile visionario e visivamente brillante, pronto ad abbattere qualunque legge fisica conosciuta, trova una dimensione più “seria”, rincorrendo quel mito effimero dell’equilibrio kunderiano tra leggerezza e pesantezza provando a raccontare, con tocco delicato, una storia d’amore tra due adulti contaminata dalle incursione terrificanti della guerra.

La guerra dei Balcani di Kusturica è un pantagruelico affresco nonsense, popolato da personaggi grotteschi ed episodi talmente surreali da essere veri. Kusturica prende spunto dalla realtà per raccontare le sue storie, ma la rielabora attraverso la sua personale lente deformante, regalando l’ennesimo tassello di questa “elegia balcanica” delle proprie origini e della propria terra.

On the Milky Road, ossia la Via Lattea che, nell’omonimia del titolo, evoca un film di Buñuel pervaso da surreale misticismo; e lo stesso accade in questo film, toccato da un misticismo nostalgico e sentimentale pronto a procedere, gradualmente, con la crescita della storia d’amore tra Costa e la Sposa.

La presenza affascinante e “carnale” di Monica Bellucci affascina e seduce, con la sua aurea da “madre dolente”, almeno finché non si lancia in una “caccia all’uomo” tra l’impervio paesaggio. È proprio questo lo spartiacque significativo del film, che ne determina una riuscita dimezzata: ad una prima parte puramente “a-la-Kusturica” si affianca una lunga, perigliosa, ideale “seconda parte” dove ad essere protagonista è una caccia all’uomo, con oggetto proprio la misteriosa Sposa italiana.

Il regista si dilunga nel raccontare la terza storia che si era prefissato, perdendo così il proprio tocco fiabesco, di sicuro non coadiuvato – nel caso di questo specifico film – dalle tradizionali musiche di Goran Bregović.

Guarda il trailer ufficiale di On the Milky Road

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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