domenica, Dicembre 4, 2022
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Oceania, recensione del nuovo film di Natale targato Disney

Articolo a cura di Joseph Crisafulli

Il canone è un modello che viene preso come regola da applicare in un qualsiasi campo. Tendenzialmente seguendo questo modello, si riescono a riproporre con successo, quasi in scala, una serie di prodotti capaci di soddisfare il fruitore. Il canone disneyano è ormai riconosciuto e riconoscibile; è dal 1937, quando arrivò il primo lungometraggio Biancaneve e i sette nani, che ci nutriamo fin dall’infanzia con i prodotti Disney, ed è raro conoscere chi sia cresciuto senza averne visto alcuno da piccolo.

Oceania, il cinquantaseiesimo film d’animazione dei Walt Disney Animation Studios è affidato ad una squadra davvero eccezionale; al timone infatti ci sono due registi ormai leggendari, Ron Clements e John Musker, che annoverano tra le loro opere capolavori dell’animazione occidentale quali La Sirenetta, Aladdin, Basil l’Investigatopo, Hercules, Il Pianeta del Tesoro ecc. Se questo non bastasse, la colonna sonora è affidata a Mark Mancina, già produttore musicale per le musiche de Il Re Leone, tra gli animatori figura anche Eric Goldberg (Aladdin). Insomma, gli ingredienti per la ricetta di un successo ci sono tutti.

Vaiana è un’adolescente che vive sulla sua isola felice; figlia del capo tribù, è destinata a prenderne il comando. Il richiamo del mare e dell’avventura però cresce sempre più forte in lei, ma le leggi dell’isola vogliono che nessuno debba mai superare la barriera delimitata dal reef. Soltanto la necessità di salvare il proprio popolo da una carestia imminente, avvallata da l’antico mito di Maui (leggenda popolare dell’isola), porteranno Vaiana ad intraprendere questa avventura verso l’ignoto.

Oceania è su tutti i fronti un vero e proprio successo. Non c’è nessun aspetto negativo in questa pellicola; dalla storia ai personaggi, dall’animazione spettacolare alle musiche, tutto è confezionato ad arte. Questo lungometraggio d’animazione 3D, ricorda nostalgicamente quelle avventure d’animazione 2D che abbiamo amato da piccoli, ma c’è qualcosa in più.

I due registi sfruttano il canone disneyano, ma lo portano ad un livello ulteriore. C’è il protagonista (o meglio la protagonista), c’è il viaggio di formazione, il tutto si fonde con la mitologia rendendo il racconto epico, ma c’è anche uno sguardo molto moderno, che rende Vaiana l’eroina per eccellenza del nostro tempo. Vaiana è una donna che ha un rapporto stretto con un uomo (il mitico Maui), ma non sono due innamorati, non c’è la love story; inoltre è Vaiana il cuore coraggioso, che anche da sola affronta le sue battaglie, anche quando viene scoraggiata da tutti (davvero da quasi ogni personaggio). E ancora, tra i sottotemi presenti c’è anche quello ambientale, che riesce a non essere didascalico, venendo trattato con mitologica umanità.

Oceania è inoltre un film talmente consapevole della sua eredità disneyana, da lasciarci davvero a bocca aperta. “Se sei vestita così ed hai un’animale da compagnia sei una principessa (Disney)”. Non ci sono ragioni per non vedere Oceania. E chi dirà che non è bello, è un bugiardo!

Guarda il trailer ufficiale di Oceania

Redazione
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