martedì, Dicembre 6, 2022
HomeRecensioniNon aprite quella porta, recensione del nuovo film della saga horror

Non aprite quella porta, recensione del nuovo film della saga horror

La recensione di Non aprite quella porta, nuovo capitolo della celebre saga horror diretto da David Blue Garcia. Dal 18 febbraio su Netflix.

Non aprite quella porta è stato un film seminale, una delle opere che hanno maggiormente contribuito a definire i canoni del cinema slasher (tra gli altri progenitori di questo sottogenere dell’horror, vale la pena citare anche Black Christmas e Halloween – La notte delle streghe). La pellicola, uscita nelle sale americane nel ’74, è divenuta presto uno dei film indipendenti di maggior successo della storia del cinema.

Complice degli ottimi incassi fu una campagna pubblicitaria volta a spacciare i sanguinosi eventi, rappresentati nella pellicola, come basati su fatti realmente accaduti (la storia di finzione, in realtà, trae in parte ispirazione dagli efferati delitti dei serial killer Ed Gein e Elmer Wayne Henley). Un alone di realismo amplificato dallo stile grezzo e sporco del film, per cui il regista Tobe Hooper attinse dalla sua esperienza come operatore documentarista.

Non aprite quella porta era percepito come una sorta di snuff movie, vera e propria pornografia della violenza da cui tenere alla larga i propri figli (alcuni paesi, tra cui la Gran Bretagna, arrivarono addirittura a bandire la pellicola). Tutto questo non fece che alimentare la fama dell’opera, la cui visione divenne un vero e proprio rito di passaggio per i giovani di tutto il mondo. Un successo che ha generato un’infinita sfilza di sequel, prequel e remake dalla qualità altalenante, tra il pessimo e il meno pessimo, nessuno al livello dell’illustre prototipo.

Ci riprova Legendary Pictures, casa di produzione dietro la trilogia de Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, giocando la carta del reboot-sequel: una pellicola che fa tabula rasa di tutti gli atri episodi della saga, usciti dopo l’originale, riallacciandosi direttamente al primo capitolo. Il film, intitolato semplicemente Non aprite quella porta (niente numeri o sottotitoli), sarà disponibile su Netflix dal 18 febbraio. Produce Fede Álvarez (Man in the Dark), che firma anche il soggetto insieme al fido Rodo Sayagues; dirige David Blue Garcia (Tejano) su sceneggiatura dell’esordiente Chris Thomas Devlin.

Gli chef influencer Dante (Jacob Latimore) e Melody (Sarah Yarkin) hanno deciso di investire nella cittadina fantasma di Harlow, Texas. Il piano è vendere all’asta i fatiscenti edifici per rinnovare la città e trasformarla in una sorta di utopia hipster. Li accompagnano la fidanzata del primo (Nell Hudson) e Lila (Elsie Fisher), problematica sorella di Melody, sopravvissuta ad una strage scolastica. Purtroppo si troveranno a fare i conti con il ritorno di Leatherface (Mark Burnham), spietato assassino armato di motosega, autore dell’efferato massacro del ’73 (anno in cui è ambientato l’originale). Accorrerà in loro aiuto Sally Hardesty (Olwen Fouéré), unica sopravvissuta agli eventi del primo film, assetata di vendetta.

Cr. Yana Blajeva / ©2021 Legendary, Courtesy of Netflix

Non aprite quella porta prende come modello quanto fatto da Jason Blum e David Gordon Green con il rilancio di Halloween, ma purtroppo con risultati non altrettanto felici. Nonostante sulla carta ci siano tante tematiche interessanti (lo scontro culturale tra hipster woke e redneck, le conseguenze della gentrificazione, il superamento di un trauma), tutto è trattato nel modo più superficiale possibile, mero pretesto per un bagno di violenza.

La cosa non sarebbe un problema, se il lato prettamente slasher del film non fosse così piatto e poco divertente; quello a cui assisteremo, purtroppo, non è altro che monotonia splatter di maniera. Le idee latitano, poco o niente è memorabile (gli hipster intenti a fare dirette Instagram del massacro, pensando sia tutto finto), una mancanza di originalità quasi totale.

Le cose non vanno meglio sul versante nostalgia: il personaggio di Sally parte già svantaggiato rispetto alla Laurie Strode di Halloween. Precedentemente al film del 2018, Laurie era già stata protagonista di 6 episodi della saga – impersonata, oltretutto, in quattro occasioni dall’iconica Jamie Lee Curtis -, lasciando un’impronta indelebile nell’immaginario dei fan. Sally, invece, non ha potuto godere di una tale continuità, perdendosi tra le tante vittime di Leatherface.

Il ritorno di un personaggio che non può, quindi, esercitare sugli spettatori lo stesso impatto emotivo, oltretutto interpretato da un volto non familiare (l’originale Sally, Marilyn Burns, è purtroppo venuta a mancare nel 2014). Non aiuta una caratterizzazione quasi nulla (Olwen Fouéré avrà due battute in tutto il film); l’eroina, inoltre, entrerà effettivamente in azione solo negli ultimi venti minuti, senza avere un ruolo davvero decisivo. Sembrerebbe quasi che la sua presenza sia stata aggiunta alla sceneggiatura in un secondo momento, magari proprio in seguito al successo dell’Halloween diretto da Gordon Green.

Questa nuova incarnazione di Non aprite quella porta ha davvero poco da offrire, anche partendo da aspettative molto basse. Un film che si conferma l’ennesimo seguito insipido di un cult fondamentale; forse solo un pubblico molto giovane, e quasi totalmente a digiuno del genere, potrebbe minimamente apprezzare.

Guarda il trailer ufficiale di Non aprite quella porta

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Questo ennesimo capitolo di Non aprite quella porta non ha niente di nuovo da offrire, solo monotonia splatter di maniera. Le idee interessanti rimangono tutte sulla carta, senza essere minimamente sviluppate. Un film che fallisce anche sul lato nostalgico, non riuscendo a replicare quanto fatto in Halloween (2018).
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -
Questo ennesimo capitolo di Non aprite quella porta non ha niente di nuovo da offrire, solo monotonia splatter di maniera. Le idee interessanti rimangono tutte sulla carta, senza essere minimamente sviluppate. Un film che fallisce anche sul lato nostalgico, non riuscendo a replicare quanto fatto in Halloween (2018).Non aprite quella porta, recensione del nuovo film della saga horror