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Moonfall, recensione del film di Roland Emmerich

La recensione di Moonfall, il nuovo film catastrofico di Roland Emmerich con Halle Berry e Patrick Wilson. Dal 17 marzo al cinema.

A Roland Emmerich va riconosciuto un merito non comune, forse unico a Hollywood: saper padroneggiare con efficacia complesse produzioni ad alto tasso di spettacolarità mantenendosi coerente alla propria visione di fantascienza e cinema. Qualità confermata dalla sua ultima fatica, un kolossal catastrofico costato 150 milioni di dollari, di fatto la produzione indipendente più grande degli ultimi anni.

Moonfall è un riuscito gioco di puro intrattenimento visivo, che fa della spettacolarità il suo punto di forza, portando su grande schermo grandiosi effetti speciali declinati con il massimo realismo disponibile sul mercato. L’idea di base da cui prende spunto il film, contenuta nel fantasioso libro Who Built the Moon? di Christopher Knight e Alan Butler, offre ad Emmerich la possibilità di muoversi verso due direzioni: nella prima parte del film, quella più simile alla sua precedente produzione (Independence Day, 2012), presenta una minaccia impossibile da sconfiggere divertendosi a inscenare catastrofi su scala planetaria che solo un gruppetto mal assortito di eroi può sconfiggere; nella seconda metà, la più riuscita, mette in moto la risoluzione della storia seguendo binari già collaudati ma al contempo aprendosi con entusiasmo a una fantascienza più classica e di ampio respiro, con forti richiami alla space opera di Asimov. L’obiettivo dichiarato del regista tedesco, già manifestatosi nel finale aperto di Independence Day: Resurgence, è quello di dare un seguito al film per staccarsi dalle vicende terrestri e spostarsi nello spazio, dove la sua fantasia potrebbe muoversi verso lidi ancora inesplorati.

Purtroppo per Emmerich questo desiderio è probabilmente destinato a restare in un cassetto a causa degli scarsissimi incassi al botteghino di Moonfall, che rischia di essere un flop mondiale. Il film è stato fortemente penalizzato sia dalla crisi dei cinema, che salvo pochi fortunati titoli faticano enormemente a recuperare i numeri precedenti la pandemia, che dal momento storico in cui esce. Se la fantascienza catastrofica, infatti, funziona molto bene per esorcizzare paure latenti e spettri futuri, è decisamente più inefficace come strumento per affrontare incubi presenti. Detto in altre parole, con due catastrofi reali, l’epidemia da Covid-19 e la guerra in Ucraina, la voglia di andare al cinema per osservare la Luna che rischia di schiantarsi sulla Terra potrebbe non essere massima.

Al di là di questo, il film di Emmerich ha anche delle carenze sul fronte della storia e della consistenza dei personaggi: la prima, nonostante uno spunto interessante, è quasi sempre assoggettata alle esigenze della spettacolarità e verosimile solo con una consistente sospensione dell’incredulità. Il già visto, poi, è ovunque, non solo rispetto ai precedenti film del regista ma anche verso altri titoli recenti (per esempio, il fortunatissimo The Wandering Earth, 50 milioni di dollari di budget e incassi in Cina per oltre 690 milioni), e si manifesta nello schema narrativo, nell’estetica, nelle situazioni. Altrettanto appiattiti su alcuni dei consueti prototipi del cinema di Emmerich, pur con qualche variazione, sono i personaggi, nonostante il cast, azzeccato (Halle Berry, Patrick Wilson, John Bradley, Michael Peña, Kelly Yu e Donald Sutherland), faccia del suo meglio per risultare credibile. Ultima nota stonata, la presenza di un umorismo “disneyano” (abbondantemente utilizzato anche nella campagna promozionale del film) che se da un lato prova a conquistare qualche spettatore in più, dall’altro allontana probabilmente il pubblico adulto che continua ad apprezzare questo tipo di titoli.

Al netto dei contro, Moonfall resta un grande spettacolo pirotecnico, da vedere possibilmente in un cinema tecnologicamente attrezzato per soddisfare appieno i propri sensi e rendere giustizia al buon lavoro fatto su musiche (Thomas Wander e Harald Kloser) ed effetti sonori.

Guarda il trailer ufficiale di Moonfall

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Se amate la fantascienza nella sua connotazione più spettacolare e volete regalarvi oltre due ore di puro intrattenimento senza pretese, Moonfall è ciò che fa per voi: attori ben assortiti, una storia con spunti interessanti e tanti effetti speciali fanno da impalcatura alla visione di uno dei registi più sottovalutati ma allo stesso tempo tecnicamente più capaci di Hollywood.

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