lunedì, Dicembre 5, 2022
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Mollo tutto e apro un Chiringuito, recensione del film de Il Milanese Imbruttito

La recensione di Mollo tutto e apro un Chiringuito, film ideato dagli autori del brand Il Milanese Imbruttito. Al cinema dal 7 dicembre.

Mollo tutto e apro un Chiringuito è il titolo del film che trasporta, sul grande schermo, Il Milanese Imbruttito: fenomeno di massa – e di culto – nel settore del social entertainment, soprattutto per come ha sempre rappresentato i luoghi comuni della vita milanese finendo per riderne, il brand è pronto ad emigrare dalle pagine social allo schermo d’argento con la complicità del gruppo comico del Terzo Segreto di Satira alla regia (Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella e Davide Rossi) e dell’attore, comico e youtuber Germano Lanzoni nei panni del sig. Imbruttito. Al suo fianco, numerosi volti della comicità nostrana già avvistati nella televisione generalista (Colorado Cafè e programmi Rai) e al cinema (come, ad esempio, Paolo Bisio e Paolo Calabresi, visto di recente nella commedia Una famiglia mostruosa), oltre a tante guest star come Elettra Lamborghini, tutti pronti ad approdare – come del resto anche il film – nelle nostre sale a partire dal 7 novembre.

Il Signor Imbruttito (Lanzoni) è un dirigente di spicco di una grande multinazionale, che vive la routine caotica della sua frenetica Milano. A rompere questo equilibrio ci pensa Brusini (Calabresi), eccentrico imprenditore a capo di un impero economico, che per una ragione assurda fa saltare quello che per l’Imbruttito è l’affare della vita.  L’uomo per la prima volta accusa il colpo, cade in depressione, non riesce più a trovare una ragione per svegliarsi al mattino, almeno finché un amico di vecchia data non gli propone un vero affare che gli permetterà di compiere una svolta radicale: acquistare un chiringuito in Sardegna, per fare business in infradito direttamente dalla spiaggia. Con l’arrivo in Sardegna però il sogno si trasforma presto in un incubo: il chiringuito c’è e l’ambiente intorno è paradisiaco, ma si trova in una zona a dir poco remota dell’isola e gli abitanti del paese – Garroneddu – sono una comunità di semplici pastori avversi a ogni novità.  L’Imbruttito e i Sardi riusciranno a trovare un modo per convivere pur essendo così diversi?

Mollo tutto e apro un chiringuito si colloca nel solco della tradizione della commedia all’Italiana muovendosi abilmente tra cliché e luoghi comuni, battute-tormentone e riflessioni più profonde sulla realtà che ci circonda, senza mai perdere un ghigno sardonico che ben incarna l’essenza stessa della satira, pungente e cinica, nei confronti di alcuni aspetti della nostra società. Cavalcando l’onda di una tradizione comica ben radicata e solida, il film riprende il filo di un discorso umoristico consolidato nel corso degli anni da giganti della commedia italiana, da Ugo Tognazzi passando per Paolo Villaggio e la coppia Cochi-Renato: questi sono solo alcuni dei nomi delle maschere (in carne e ossa) che hanno incarnato, sul grande schermo, vizi (privati) e (pubbliche) virtù delle abitudini degli italiani – soprattutto quelli del nord Italia – preda dei loro comportamenti reiterati e delle piccole idiosincrasie quotidiane.

mollo tutto e apro un chiringuito
Germano Lanzoni – Foto di Giulia Camba

Svincolandosi da qualunque confronto ingombrante con un passato sofisticato e con modelli di comicità ineguagliabili, Il Milanese Imbruttito si colloca come un moderno anello di congiunzione tra la tradizione umoristica sottile e tagliante tipica del nord (e del nostro repertorio audiovisivo), le derive moderne della commedia all’italiana – che appartengono al nostro passato prossimo, popolato soprattutto da grandi successi commerciali e film mainstream delle feste – e infine uno sguardo contemporaneo, fresco ma allo stesso tempo tradizionale, che ha arricchito di nuova linfa vitale un genere dal successo così consolidato nel Belpaese. Dal mondo degli sketch brevi e fulminanti del web, la comicità che svela i segreti – e i tic nervosi – dell’uomo medio del nord si evolve così sul grande schermo, adattandosi ad uno schema drammaturgico più strutturato e, di sicuro, anche più consolidato.

Il pattern che segue il film è quello basato sull’eterno conflitto che anima il Nord e il Sud Italia e che finisce per stemperarsi sullo schermo inseguendo uno schema già avvistato in successi (al botteghino) come Benvenuti al Sud e nel suo seguito, Benvenuti al Nord. Nelle due opere con protagonista la coppia Claudio Bisio-Alessandro Siani, topoi e cliché che da sempre stigmatizzano – e dividono – la penisola prendono corpo, sullo schermo, attraverso gag comiche e battute salaci. Una situazione analoga è pronta a riproporsi anche in Mollo tutto e apro un chiringuito, dove un tipico uomo della Milano indaffarata e rutilante capisce, all’improvviso, l’importanza di rallentare (e puntare su un modello di economia più green e slow) per riscoprire se stesso, nonostante gli ostacoli e le difficoltà che incontrerà lungo il proprio, sardonico, percorso di nuova auto-consapevolezza.

Mollo tutto e apro un chiringuito ruota intorno ad un perno stabile e centrale che si annida nella tipicità di personaggi e situazioni, consolidati in anni di diffusione online e nella capacità – tutta italiana – di ridere dei propri caratteri, dei tipi fissi che animano la realtà quotidiana trasformandoli nei protagonisti di cliché e luoghi comuni che si rinnovano al cinema, grazie ad uno sguardo cinico e affilato che si differenzia dalla bontà mainstream di altri esempi più celebri che hanno già colonizzato il grande schermo. Eppure sono proprio questi aspetti, così caratteristici, a rivelarsi tanto una risorsa quanto un limite per il film stesso: le situazioni comiche che si rincorrono sullo schermo suonano come prevedibili e già viste, gag che si depauperano della loro carica irriverente man mano che si adattano ad un pubblico più vasto e ampio, variegato e indecifrabile, che “abita” la sala giusto il tempo della visione.

Gag e battute, nonché uno sguardo cinico e disincantato che riesce a far ridere dei comportamenti adottati dagli italiani medi in lungo e in largo attraverso la penisola, da Nord a Sud: sono questi tutti i dettagli che proiettano Mollo tutto e apro un chiringuito nel panorama della new wave della commedia all’Italiana contemporanea, ma senza rinnovare fino in fondo il linguaggio consolidato dalla tradizione, finendo per riprodurre solo una copia conforme destinata al grande pubblico.

Guarda il trailer di Mollo tutto e apro un Chiringuito

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Gag e battute, nonché uno sguardo cinico e disincantato che riesce a far ridere dei comportamenti adottati dagli italiani medi in lungo e in largo attraverso la penisola, da Nord a Sud: sono questi tutti i dettagli che proiettano Mollo tutto e apro un chiringuito nel panorama della new wave della commedia all’italiana contemporanea, ma senza rinnovare fino in fondo il linguaggio consolidato dalla tradizione, finendo per riprodurre solo una copia conforme destinata al grande pubblico.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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