giovedì, Febbraio 2, 2023
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Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali, recensione del film di Tim Burton

Articolo a cura di Joseph Crisafulli

Ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sognato o ha provato ad essere speciale. Non tutti riusciamo ad elevarci dalla mediocrità, e anche quando ci piace la nostra quotidianità, ci piace pensare di essere diversi dagli altri. Accade però, in situazioni più o meno gravose, che la diversità sia usata, dal mondo esterno, come un marchio sulla nostra persona, facendoci credere che la nostra speciale diversità sia una spiacevole caratteristica; a quel punto siamo costretti a nasconderci e talvolta ad omologarci agli altri.

Ransom Riggs, scrittore americano, confeziona una serie di libri per ragazzi che in breve tempo diventano dei best seller. L’idea alla base dei romanzi che vedono protagonisti Miss Peregrine e i suoi ragazzi speciali, sono delle fotografie vernacolari. Al timone dell’adattamento cinematografico c’è Tim Burton, al suo fianco come sceneggiatrice c’è Jane Goldman (che ha firmato Kick Ass, X-Men L’inizio, Kingsman ecc). La storia di una comunità di ragazzi e bambini con particolari doti sovrannaturali, costretti a rifugiarsi da terrificanti mostri giganti che gli danno la caccia, poteva finire in mani migliori?

Jake è un ragazzo particolarmente affezionato a suo nonno, che gli racconta, fin da piccolo, le straordinarie avventure di un gruppo di ragazzi dotati di super poteri, che vivono sotto la tutela di Miss Peregrine. Quando il suo amato nonno viene aggredito, Jake capisce che i suoi racconti non sono solo fantasie. Spinto dalla curiosità e dal senso del dovere, Jake parte alla ricerca di questi ragazzi, per avvisarli della terribile minaccia che sta per abbattersi su di loro.

Non a torto, si potrebbe dire che Miss Peregrine può definirsi come “l’incontro” tra gli X-Men e Le Cronache di Narnia. Non che ci sia del male in questo, sia chiaro: l’idea di base è molto valida, ci sono anche dei buoni (anche se non originalissimi) parallelismi tematici, come ad esempio il fatto che le vicende si svolgano per lo più negli anni del bombardamento nazista in Inghilterra.

Il problema principale però è la gestione di tanti elementi, che porta il film ad essere molto confuso e, soprattutto nel finale, tende ad essere precipitosamente sbrigativo. Ci sono dei guizzi di pregiata fattura, come la battaglia in stop motion tra i bambolotti, buttati però in un minestrone narrativo. Viaggi nel tempo approssimativamente spiegati, fantomatici nemici che, ad eccezione del loro aspetto, non hanno nulla di terrificante, personaggi secondari (come quello di Judi Dench) inutili narrativamente parlando, minano le basi di una storia che visivamente tenta di colpire, ma che in profondità lascia il tempo che trova. Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali aveva le basi per diventare una saga fantasy cinematografica come Le Cronache di Narnia, invece è finito per diventare un Eragon.

Guarda il trailer ufficiale di Miss Peregrine

Redazione
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