mercoledì, Febbraio 1, 2023
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Men, recensione del nuovo film di Alex Garland con Jessie Buckley

La recensione di Men, il folk horror di Alex Garland con protagonisti Jessie Buckley e Rory Kinnear. Dal 24 agosto al cinema.

Men, dal 24 agosto in sala, è il nuovo folk horror distribuito da A24, casa di produzione indipendente americana, dietro ad alcune delle pellicole del terrore più interessanti degli ultimi anni. A24 ha infatti contribuito a lanciare registi, dalla forte impronta autoriale, del calibro di Robert Eggers (The Witch, The Lighthouse) e Ari Aster (Hereditary – Le radici del male, Midsommar – Il villaggio dei dannati).

Men è scritto e diretto da Alex Garland, autore noto soprattutto per le sue opere di fantascienza. Garland ha infatti collaborato, in veste di sceneggiatore, col regista Danny Boyle, a pellicole come 28 giorni dopo e Sunshine, per poi passare dietro la macchina da presa (Ex Machina, Annientamento). Una fantascienza piena di inquietudini, che spesso sconfina nei territori del thriller e dell’horror. Specialmente nel suo penultimo lavoro, il succitato Annientamento, Garland ha sterzato prepotentemente verso l’horror, realizzando un film dalle forti tinte lovecraftiane – pesantemente influenzato dal racconto “Il colore venuto dalla spazio” – e con scioccanti incursioni nel body horror.

L’autore, in Men, si affranca definitivamente dalla fantascienza, realizzando un’allucinata opera di puro orrore. La trama vede la protagonista, Harper (Jessie Buckley), rifugiarsi nello sperduto paesino di Cotson, nel tentativo di affrancarsi dai traumi del suo passato. Suo marito James (Paapa Essiedu) è recentemente passato a miglior vita, probabilmente suicida (la verità ci verrà rivelata andando avanti nella storia); una ferita di cui la giovane donna porta ancora i segni. Ma c’è qualcosa che non va in Cotson: durante una passeggiata nel bosco, Harper viene seguita fino a casa da un inquietante personaggio completamente nudo (Rory Kinnear). Un uomo con un volto stranamente simile a quello di tutti gli altri abitanti del villaggio (il suo padrone di casa Geoffrey, un poliziotto, il vicario, ecc.).

Anche la bucolica campagna inglese può trasformarsi in un incubo. Le verdi colline e i boschetti lussureggianti, da luoghi di pace e riflessione, vengono trasfigurati in un teatro dell’orrore, dove si è completamente isolati e il pericolo è sempre in agguato. Una minaccia rappresentata dagli stessi abitanti del paesino, in apparenza campagnoli un po’ eccentrici ma miti, riprendendo uno dei topos più diffusi, nel sottogenere folk horror, sin dal classico The Wicker Man. Una tensione sotterranea costante che cresce piano piano, fino ad un finale con elementi body horror, ben sottolineata dall’inquietante colonna sonora di Ben Salisbury e Geoff Barrow.

In questo contesto, che riesce a regalare alcuni efficaci momenti di terrore, Garland mette in scena un racconto dal carattere fortemente metaforico. Men è una storia sul trauma e sul senso di colpa derivanti da una relazione tossica con un uomo possessivo e aggressivo; una persona non capace di accettare la fine di una relazione e con la propensione al vittimismo. Traumi che possono portare la vittima a sentirsi, appunto, costantemente in un ambiente ostile e pericoloso. Un ambiente popolato da uomini “tutti uguali”, sempre pronti a spalleggiarsi tra di loro, colpevolizzando le vittime e sminuendo, o giustificando, le colpe dei carnefici (“Gli uomini colpiscono le donne a volte. Non è piacevole, ma non è un reato capitale”).

Come altre produzioni della A24, Men ha una natura fortemente autoriale; non aspettatevi il solito film horror confezionato per regalare qualche spavento estivo a base di jumpscare. Una natura che qui, però, non riesce a trovare il giusto equilibro, dando spesso quella sensazione di “metaforone” troppo esplicito, a tratti banalizzando il messaggio del film. Rimane, comunque, una pellicola capace di regalare genuini momenti di tensione, grazie anche alle ottime performance del suo cast.

Guarda il trailer ufficiale di Men

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Il regista e sceneggiatore Alex Garland, in Men, si affranca definitivamente dalla fantascienza passando all'horror puro. Una pellicola fortemente metaforica e a tratti poco equilibrata che però, grazie anche alla sua efficace ambientazione folk horror, sa regalare momenti di pura tensione. Nota di merito sia alle performance dei protagonisti che all'inquietante colonna sonora.
Marco Scaletti
Marco Scaletti
Prima sono arrivati i fumetti e i videogiochi, dopo l'innamoramento totale per il cinema e le serie tv. Consumatore onnivoro dei generi più disparati, dai cinecomics alle disturbanti opere del sommo Cronenberg | Film del cuore: Alien | Il più grande regista: il succitato Cronenberg o Michael Mann | Attore preferito: Joaquin Phoenix | La citazione più bella: "I gufi non sono quello che sembrano" (I segreti di Twin Peaks)

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