giovedì, Febbraio 2, 2023
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Mary Shelley – Un Amore Immortale, recensione del film con Elle Fanning

Articolo a cura di Riccardo Tanco

Presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival nel 2017 e passato anche per il Torino Film Festival nello stesso anno, Mary Shelley – Un Amore Immortale è diretto dalla regista saudita Haifaa al-Mansour, qui al suo secondo film dopo il dramma Wadjda nel 2012.

Il film, scritto dalla regista insieme a Emma Jensen, è dedicato alla figura della celebre scrittrice britannica Mary Shelley e racconta della storia d’amore tra la giovane Mary e il poeta Percy Bysshe Shelley, suo futuro marito che ispirerà Mary alla scrittura del romanzo gotico più famoso della letteratura, “Frankenstein”. L’attrice Elle Faning (Maleficent, The Neon Demon) interpreta Mary Shelley, affiancata dall’attore Douglas Booth (Romeo and Juliet, Posh) nei panni di Percy Shelley.

Londra, 1815. Mary Wollstonecraft Godwin (Elle Faning) è una giovane e irrequieta ragazza dallo spirito libero e amante della lettura, figlia del filosofo e politico William Godwin (Stephen Dillane) e della scrittrice femminista Mary Wollstonecraft, morta quando Mary aveva solo dieci giorni. Durante un viaggio in Scozia, Mary fa la conoscenza del poeta romantico e anticonformista Percy Bysshe Shelley (Douglas Booth), protetto del padre di Mary e di cui la ragazza si innamora.

Costretti a fuggire dalle rispettive famiglie (Percy è sposato con una figlia), per vivere il loro amore liberamente assieme alla sorellastra di lei Claire (Bel Powley), Mary e Percy vivranno una relazione e una vita travagliata, con Mary che rimarrà incinta del poeta ma perderà la bambina subito dopo. A seguito di un soggiorno svizzero presso la tenuta del famoso poeta Lord Byron (Tom Sturridge), Mary – prendendo ispirazione dalle persone e dagli eventi dolorosi della sua esistenza – troverà le capacità per scrivere il suo celeberrimo romanzo d’esordio, “Frankenstein”.

Tra biopic storico e dramma romantico/sentimentale in costume, il film si presenta come un’opera biografica atipica prendendo in esame una parte di vita specifica di Mary Shelley, narrando della sua relazione amorosa tra lei e il poeta Percy, e gli anni successivi al loro travagliato rapporto, fino alla creazione da parte della Shelley del romanzo “Frankenstein”.

Melò d’epoca dall’atmosfera e dai toni ovattati, messo in scena con eleganza e con una regia elementare e discreta, Mary Shelley – Un Amore Immortale si premura – soprattutto nel primo atto – di raccontare forse un po’ troppo didascalicamente le fasi adolescenziali della Shelley e la sua love story con Percy, tratteggiando superficialmente personaggi e situazioni. Pur con un’immagine curata, il film diretto da Haiffa al-Mansour si appoggia maggiormente su stilemi da film televisivo di poco respiro cinematografico.

Ambientato tra Inghilterra, Scozia e Svizzera (che rappresentano le tappe della difficoltosa e travagliata gioventù della scrittrice), il film pare non decollare quasi mai, incapace di trovare una propria precisa linea di racconto che riesca ad appassionare e a togliere la patina da film freddo e con molti momenti di stanca. Su una sceneggiatura che fatica a brillare, ci si appoggia alla bella prova di Elle Faning nei panni di una giovane Mary Shelley (di cui l’attrice restituisce la passione e l’irrequietezza) e a quella di un sufficiente ma meno efficace Douglas Booth nel ruolo di Percy.

Le note più interessanti che escono da Mary Shelley – Un Amore Immortale (qui il trailer italiano ufficiale) sono il contrasto tra il desiderio di vivere un amore oltre le convenzioni sociali e la cupa realtà di un rapporto difficile, anche se il fulcro del film si concentra sul bisogno di trovare la propria ispirazione e su come la sofferenza nella vita possa fare da motore al processo creativo di un romanzo.

Sul finale (sicuramente la parte più vitale e ritmata), il film di Haiffa al-Mansour fa coincidere la ricerca d’affetto e la solitudine della Shelley con la famosa creatura del suo romanzo, in un’operazione meta letteraria e cinematografica non troppo originale. Alla fine l’impressione generale è quella di un film parecchio debole, dalla scrittura poco fluida e fin troppo schematico per temi e stili proposti.

Guarda il trailer di Mary Shelley – Un Amore Immortale

Redazione
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