lunedì, Gennaio 30, 2023
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Maradonapoli, recensione del docufilm di Alessio Maria Federici

Maradonapoli non è un semplice documentario sul calcio. Anzi, l’argomento calcistico è quasi del tutto marginale. Il film-documentario è il racconto di una meravigliosa storia d’amore tra una città con i suoi abitanti e un simbolo di speranza.

Il calcio, e lo sport in generale, è un catalizzatore di emozioni in cui una porzione della società o, nel caso delle squadre nazionali, un’intera popolazione ripongono le proprie speranze, i propri sogni e le proprie frustrazioni. L’Italia è per eccellenza la nazione del calcio; nel nostro paese la passione per questo sport non ha rivali se non in Brasile e in Inghilterra. Il calcio è talmente sinonimo di sport nazionale, che molto spesso arriva ad oscurare le eccellenze di altre discipline in cui siamo molto forti.

L’aspetto più caratteristico di questa disciplina sportiva è sicuramente la tifoseria. Quante faide ci sono state a causa dei diversi colori delle squadre. Per non parlare dei conflitti causati dai vari derby! Purtroppo la tifoseria è stata spesso macchiata dai terribili fatti di cronaca. Nonostante ciò, non si può non riconoscere che è proprio il tifo per una squadra o per un determinato giocatore che dà al calcio quel valore aggiunto, che raramente vediamo in altri sport in Italia.

Prodotto da Cinemaundici in associazione con Rancilio Cube e distribuito da Warner Bros., Maradonapoli racconta proprio questa passione per un giocatore (che è poco definirlo tale) e per la squadra (ma soprattutto per la città) che ha rappresentato e tutt’ora rappresenta. Al timone di questo docufilm troviamo Alessio Maria Federici, già regista di Stai lontana da me (2013) e Fratelli Unici (2014).

Proprio come indica il titolo, Maradonapoli racconta la storia d’amore tra Maradona e Napoli, quest’ultima intesa non solo come squadra di calcio, ma proprio come città. Il connubio infatti tra l’icona calcistica e umana e la splendida Napoli è quasi simbiotico. Maradonapoli non è un documentario sul calcio, di fatto il calcio è quasi del tutto irrilevante. La scelta degli autori infatti parla chiaro. Ad essere intervistati infatti non sono i giocatori, gli allenatori o i satelliti che ruotano intorno al pallone, ma sono i tifosi, meglio ancora è Napoli stessa.

I protagonisti assoluti sono le persone comuni di Napoli, dal pescivendolo al medico, dal pizzaiolo al tassista, che in maniera trasversale (anche anagraficamente parlando) raccontano il loro rapporto con Diego Armando Maradona. Maradona stesso infatti, che vediamo solo attraverso immagini di repertorio, è trattato come una leggenda, in maniera assolutamente agiografica. Di fatto Maradona è la versione laica di San Gennaro.

Intelligentemente gli autori hanno trattato l’argomento in maniera brillante ed emozionante. La gente comune infatti racconta aneddoti molto divertenti capaci di strappare più di una risata di cuore, alternati ad altri molto toccanti; l’esempio più stupendo è la confessione di alcuni tifosi che raccontano di aver tifato per l’Argentina nel famoso incontro dei mondiali Italia Argentina, evento che sottolinea la spaccatura tra la nazione e la città.

Maradonapoli è quindi una vera e propria love story tra Napoli e Maradona, una figura che ha un significato profondo per questa splendida città. Il film è quindi consigliato anche a chi di calcio non sa nulla, poiché Maradona non è solo un calciatore, ma è uno straordinario veicolo di istanze sociali e culturali.

Guarda il trailer ufficiale di Maradonapoli

Redazione
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