sabato, Dicembre 10, 2022
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Luigi Proietti detto Gigi, recensione del film evento di Edoardo Leo

La recensione di Luigi Proietti detto Gigi, il film evento di Edoardo Leo sulla figura del grande istrione. Al cinema solo dal 3 al 9 marzo.

Luigi Proietti detto Gigi è il titolo – emblematico – del nuovo documentario di Edoardo Leo, che riporta l’attore dietro la macchina da presa a pochi mesi di distanza dalla sua ultima fatica cinematografica Lasciarsi un giorno a Roma. Come si può facilmente dedurre, il progetto è incentrato sulla figura del noto istrione romano scomparso il 2 novembre 2020, nel giorno del suo ottantesimo compleanno (qui abbiamo provato a ripercorrere la sua lunga carriera).

Alla viva voce dell’artista – che aveva iniziato da diversi anni a rilasciare questa lunga intervista-confessione sul mestiere dell’attore, dividendosi su e giù dal palco – si affiancano le testimonianze di colleghi, amici e familiari che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, amarlo e condividere con lui una parte importante di vita e carriera: tra questi, lo stesso Leo, Renzo Arbore, Paola Cortellesi, Fiorello, Alessandro Gassmann, Marco Giallini (che ha condiviso con Proietti l’ultimo set di Io sono Babbo Natale), Loretta Goggi, la sorella Anna Maria Proietti e poi le figlie Carlotta e Susanna Proietti.

Il racconto di Edoardo Leo si snoda attraverso lo sguardo di chi ha conosciuto Proietti sin dagli inizi della sua carriera – gli amici, la famiglia, i colleghi – e alterna materiali inediti, repertori introvabili e cavalli di battaglia indimenticabili. In questo modo la vita di Proietti viene ripercorsa sin dagli esordi, mostrando successi e battute d’arresto, fino al raggiungimento dello status di mito. Un viaggio emozionante per scoprire chi era davvero Gigi Proietti, grazie a ricerche, backstage e la sua ultima, intensa, intervista. Il film, dopo il successo riscontrato durante l’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, uscirà nelle sale per una settimana – dal 3 al 9 marzo – grazie a Nexo Digital.

Luigi Proietti detto Gigi è un prezioso album dei ricordi, un collage di emozioni, immagini, testimonianze che cercano di ricostruire la genesi del mito attraverso un’indagine minuziosa per raccontare l’uomo dietro l’istrione, dimostrando quanto la vita possa influenzare l’arte fino a definirla completamente. La scelta di Edoardo Leo ricade così sull’eziologia del fenomeno, scavando nel passato di Proietti per capirne meglio le scelte maturate nel corso della sua lunga carriera. E la sensazione che si ha, davanti a questa collezione di ricordi, è che ogni esperienza vissuta dal mattatore romano sia confluita nella successiva influenzandola e definendola: così il teatro comico si è nutrito del tragico e di Shakespeare, il drammaturgo inglese delle commedie musicali che lo hanno reso popolare presso il grande pubblico; mentre la televisione è finita per essere legata a doppio filo con il teatro impegnato e il doppiaggio, così come per il cinema sul quale aleggiava sempre lo “spettro” della sua carriera da musicista e cantante.

Uno, nessuno e centomila versioni di Luigi “Gigi” Proietti si muovono sullo schermo evocate da amici, parenti, famigliari stretti e colleghi; perché ognuno conserva un ricordo diverso dell’uomo e del professionista, del quale ha conosciuto solo alcune delle molteplici sfumature che lo definivano. In tal modo il ritratto che ne emerge è quello di una figura imprescindibile per la storia della pop culture italiana e del panorama artistico del Belpaese, ma soprattutto di un simbolo eloquente della romanità nel panorama nazionale. Proietti, infatti, è riuscito a diventare un’icona senza mai perdere la propria autenticità geografica, portatore sano dei geni di una città indolente, malinconica, tragicomica, antica e cinica che ha trasformato la sua risata in una struggente fessura su un mondo “sparito”, proprio come lo spirito che anima i quadri del pittore Ettore Roesler Franz e che immortalano una Roma papalina simbolica ma che non tornerà mai più.

Luigi Proietti detto Gigi tecnicamente non aggiunge niente di nuovo alla già ricca tradizione del documentario, limitandosi a raccogliere interviste ed estratti direttamente dal passato, collegati tra loro dal fil rouge della voce narrante di Edoardo Leo; ma il cuore pulsante del progetto si annida nella capacità di restituire un ritratto completo e appassionante, struggente e malinconico, di un uomo di spettacolo che nel corso della sua lunga carriera è stato attore impegnato e sperimentale a teatro, attore in commedie musicali di successo; interprete (sottovalutato e rimpianto)sul grande e sul piccolo schermo quanto egregio doppiatore ma anche conduttore, cantante, musicista, “padre” di pezzi comici immortali entrati – a gamba tesa – nel nostro immaginario collettivo, soprattutto grazie ad una pietra miliare come A me gli occhi please. Uno spettacolo che ha rappresentato uno spartiacque tanto per gli spettatori, quanto per Proietti stesso e i suoi epigoni/colleghi: c’è un prima e un dopo. E Gigi Proietti ne è stato il protagonista – nonché mattatore – assoluto.

Guarda il trailer ufficiale di Luigi Proietti detto Gigi

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Luigi Proietti detto Gigi è un prezioso album dei ricordi, un collage di emozioni, immagini, testimonianze che cercano di ricostruire la genesi del mito attraverso un’indagine minuziosa per raccontare l’uomo dietro l’istrione, dimostrando quanto la vita possa influenzare l’arte fino a definirla completamente. La scelta di Edoardo Leo ricade così sull’eziologia del fenomeno, scavando nel passato di Proietti per capirne meglio le scelte maturate nel corso della sua lunga carriera.
Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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Luigi Proietti detto Gigi è un prezioso album dei ricordi, un collage di emozioni, immagini, testimonianze che cercano di ricostruire la genesi del mito attraverso un’indagine minuziosa per raccontare l’uomo dietro l’istrione, dimostrando quanto la vita possa influenzare l’arte fino a definirla completamente. La scelta di Edoardo Leo ricade così sull’eziologia del fenomeno, scavando nel passato di Proietti per capirne meglio le scelte maturate nel corso della sua lunga carriera.Luigi Proietti detto Gigi, recensione del film evento di Edoardo Leo