lunedì, Gennaio 30, 2023
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L’Amore Criminale, recensione del film con Rosario Dawson e Katherine Heigl

L’Amore Criminale (Unforgettable nella versione originale statunitense) è l’opera prima di Denise Di Novi, produttrice prima ancora che regista, artefice del successo di molti film anni ’90 di Tim Burton ma anche di intramontabili cult movie indipendenti – come Schegge di Follia con Winona Rydere numerosi show televisivi. Dopo aver fondato una propria casa di produzione riassorbita, in seguito, proprio dalla Warner Bros., debutta sul grande schermo con il suo primo lungometraggio, un classico thriller dalle atmosfere tese e convenzionalmente ricco di colpi di scena.

Julia Banks (Rosario Dawson) è una giovane donna pronta a lasciarsi alle spalle i demoni del proprio passato – popolato da un ex violento e criminale, tale Michael Vargas (Simon Kassianides) – grazie all’amore, ricambiato, per David (Geoff Stults). Quest’ultimo, nonostante sia innamoratissimo di Julia e pronto a iniziare di nuovo una vita con lei, sposandola, deve comunque fare i conti con la presenza della figlioletta Lily e della sua ex-moglie Tessa (Katherine Heigl). Ingombrante, invadente e ossessiva compulsiva, quest’ultima fatica ad apprezzare la presenza di Julia, e si spingerà oltre ogni limite pur di escluderla dalla vita del suo ex-marito.

L’Amore Criminale trova il suo cuore pulsante nel tema dell’amore malato e criminale: fino a che punto può degenerare un’ossessione? Quanto poi, in fin dei conti, siamo noi stessi la causa dei nostri mali? Soprattutto, si può sfuggire al passato, oppure rischiamo che torni a perseguitarci? La Di Novi è abile nel sollevare numerosi interrogativi attraverso la sua regia incentrata sulla sorpresa piuttosto che sulla suspense.

Lo spettatore condivide il punto di vista di Julia per una necessità specifica ma anche per semplice empatia: non si hanno a disposizione molte informazioni su di lei, e proprio per tale motivo ogni evento, ogni situazione, ogni colpo di scena si svela progressivamente sfruttando il vantaggio della sorpresa, piuttosto che il raffinato meccanismo della suspense dove l’aspettativa è tanta e la posta in gioco – soprattutto a livello di scrittura – molto più alta.

I colpi di scena che dovrebbero sostenere la tensione e coinvolgere lo spettatore nella visione, piuttosto prevedibili e banali, si rivelano cliché già visti nel mare dei thriller analoghi per tematica e atmosfere. Le interpretazioni degli attori danno credibilità ad un prodotto che potrebbe trovare il proprio respiro vitale durante il prime time televisivo piuttosto che sul grande schermo; perché L’Amore Criminale è suggestivo ma scontato, la regia è tesa ma non brillante, la recitazione credibile ma nei limiti della banalità della vicenda raccontata per immagini.

Piacevole ma non memorabile, quest’opera prima della Di Novi non è pronta a lasciare il segno nel panorama cinematografico statunitense ma nemmeno in quello internazionale, scivolando lentamente nel fiacco oblio caldo della seconda serata televisiva d’agosto.

Guarda il trailer ufficiale de L’Amore Criminale

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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