mercoledì, Febbraio 1, 2023
HomeRecensioniLa Stoffa dei Sogni, recensione del film di Gianfranco Cabiddu

La Stoffa dei Sogni, recensione del film di Gianfranco Cabiddu

Articolo a cura di Marco Lombardi

Dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma nel 2015, vede finalmente la luce il nuovo film di Gianfranco Cabiddu, La Stoffa dei Sogni. Il lungometraggio del regista sardo autore del bellissimo documentario su Fabrizio De Andrè, Faber in Sardegna, uscirà nelle sale il 1 dicembre grazie al coraggio del distributore Microcinema.

Un coraggio da non sottovalutare quello della distribuzione e dei giovani produttori Isabella Cocuzza e Arturo Paglia, aiutati nel loro sforzo da Rai Cinema per far brillare e rendere visibile questo gioiellino che rende omaggio al teatro e alla poesia, e quindi non facilmente commerciabile ai giorni nostri.

Durante una tempesta dei camorristi in fuga e una compagnia di guitti vengono scaraventati sull’isola dell’Asinara dove si trova l’omonimo carcere. Per passarla liscia i criminali decidono di fingersi teatranti con l’aiuto riluttante del capocomico Oreste Campese (Sergio Rubini). Il direttore del carcere De Caro (Ennio Fantastichini) sospetta dell’identità di alcuni di questi personaggi e per smascherare i criminali fa mettere in scena alla compagnia “La Tempesta” di Shakespeare.

Ispirato a “L’Arte della Commedia” di Eduardo De Filippo e alla sua traduzione in napoletano antico de “La Tempesta” di William Shakespeare, il film di Cabiddu (aiutato in sceneggiatura da Ugo Chiti e Salvatore De Mola) non cade nel tranello dell’omaggio a tutti i costi ma anzi con audacia svecchia gli importanti testi, attualizzandoli.

Aiutato da un palcoscenico naturale e incontaminato come l’isola dell’Asinara, l’autore ci porta dentro le dinamiche che coinvolgono una compagnia/famiglia teatrale di secondo ordine e alla loro arte di arrangiarsi; costretti a sopravvivere mettono mano e arrangiano – appunto – uno dei più famosi testi del bardo di Avon mostrando come nei momenti di massima difficoltà l’ingegno sia sempre un’ottima carta da giocarsi.

I Camorristi guidati dal loro capo Don Vincenzo (un convincente Renato Carpentieri) capiscono che solo attraverso la loro lingua possono risultare credibili, i “t’accir”, i “te sventrò”, sono termini che nella loro vita di tutti i giorni pronunciano con facilità e quindi il recitare non diventa altro che sinonimo di vivere.

Come sanno fare i grandi, Cabiddu sceglie il personaggio del pastore sardo Antioco come suo occhio privato sulla vicenda. Una visione vicina alla sua terra, la Sardegna, che continua a gridare con forza la sua totale estraneità al mondo civilizzato e per questo il primitivo uomo è considerato servo dove una volta era Re.

Un cast ben amalgamato dove anche chi recita una parte più piccola come la moglie di Campese (Teresa Saponangelo) si mette volentieri al servizio per un bene più grande, ovvero la riuscita della finzione scenica al servizio della realizzabilità di un film non facile perché non dotato di mezzi importanti.

La Stoffa dei Sogni è una dolce sorpresa che probabilmente non otterrà quel richiamo che meriterebbe ma che renderà la vita difficile a chi l’ha fatto e a chi lo guarda, il che – come diceva Eduardo – è uno degli scopi dell’esistenza.

Guarda il trailer ufficiale de La Stoffa dei Sogni

Redazione
Redazione
Il team di Moviestruckers è composto da un valido ed eterogeneo gruppo di appassionati cinefili con alle spalle una comprovata esperienza nel campo dell'informazione cinematografica.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -