lunedì, Gennaio 30, 2023
HomeFestivalFestival di VeneziaLa Profezia dell'Armadillo recensione del film di Emanuele Scaringi

La Profezia dell’Armadillo recensione del film di Emanuele Scaringi

Presentato in anteprima a Venezia 75 nella sezione Orizzonti, l’attesissimo La Profezia dell’Armadillo esordirà il prossimo 13 settembre nelle sale italiane.

Si tratta dell’adattamento cinematografico dell’omonima graphic novel di Michele Rech, meglio conosciuto come Zerocalcare, etichettato dai detrattori e dai puristi dell’opera originale come un fallimento annunciato (anche a causa della lunga e travagliata produzione).

Il film racconta la storia di Zero, un ragazzo di ventisette anni che vive a Roma, nel quartiere periferico di Rebibbia, che sogna di diventare un importante disegnatore. Quando viene informato della morte di Camille, ex compagna di scuola e amore adolescenziale mai dichiarato, Zero si incammina con il suo migliore amico Secco alla ricerca di un’altra amica di infanzia per comunicarle la triste notizia.

La recensione de La Profezia dell’Armadillo di Emanuele Scaringi

La Profezia dell’Armadillo segna l’esordio alla regia di un lungometraggio di Emanuele Scaringi, che accetta con estremo coraggio il compito di traporre al cinema una graphic novel molto amata dai fan del celebre fumettista italiano Zerocalcare. Il film, lontano dall’essere fedele all’opera originale, è un ritratto piuttosto sbiadito e parecchio inconcludente di una generazione di “tagliati fuori”.

Ciononostante, lo sforzo di Scaringi si lascia guardare grazie soprattutto ad una prima parte estremamente divertente e alla bravura dei due protagonisti Simone Liberato e Pietro Castellitto, vere e proprie rivelazioni del film che riescono a portare sullo schermo due giovani alle prese con l’incomunicabilità, i dubbi e la mancanza di certezze in maniera assolutamente convincente.

Nei panni dell’armadillo del titolo, nascosto sotto un ingombrante costume di cartapesta, troviamo Valerio Aprea, voce critica della coscienza del personaggio di Zero che, nonostante le conversazioni brillanti al limite del paradossale, fatica a trovare una collocazione davvero funzionale all’interno del racconto.

In conclusione, La Profezia dell’Armadillo è una commedia dalla struttura narrativa piuttosto vacillante, ma comunque onesta e godibile che, pur tradendo lo spirito della materia originaria, si contraddistingue per l’ineccepibilità dei tempi comici e la genuina e irresistibile alchimia dei suoi due protagonisti.

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

RECENTI

- Advertisment -