martedì, Gennaio 31, 2023
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La La Land, recensione del film con Emma Stone e Ryan Gosling

Articolo a cura di Irene Caltabiano

Los Angeles, luogo in cui chiunque può realizzare i propri desideri. Che si sogni ad occhi aperti in mezzo al traffico, dentro un piano bar, che si speri nell’amore o nel successo. In questo turbinio di luci Mia (Emma Stone) aspira a diventare attrice, tra provini fallimentari e caffè nel bistrot dei Warner Bros Studios. Sebastian (Ryan Gosling) lavoricchia tra un aggancio e l’altro, sperando di aprire un giorno il proprio jazz bar. Ancora non sanno che il loro incontro sarà decisivo per spalancare le porte del sogno alla realtà.

Damien Chazelle sfida il pubblico, rendendolo nostalgico di un genere i cui fasti non appartengono a quest’epoca e lo trasporta dentro un’atmosfera moderna, rarefatta, magica. Se il cinema è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni, in California i sogni si fanno cinema. E il “La La Land” del titolo altro non è che Los Angeles , “che venera tutto ma non dà valore a niente”, con i suoi party animals e le distese di luci, il suo Griffith Observatory e i suoi studios, le palme, l’oceano, i murales dei divi che occhieggiano ad ogni angolo. Il regista di Whiplash rende L.A. co-protagonista a tutti gli effetti, trasformando il film, al di là della storia d’amore, in una sinfonia che omaggia la città, con uno stile che ricorda a tratti la Manhattan di Woody Allen.

Un musical moderno, a metà tra Singing in the Raine Le parapluies de Cherbourg(pellicole tanto care a Chazelle), con la classica coppia stile Aistaire-Rogers interpretata col giusto piglio da Emma Stone e Ryan Gosling. Il film convince proprio perché fatto alla vecchia maniera, con il sistema integrato di colori, canzoni, set, musiche ma, nel contempo, dall’estetica molto attuale. Fondamentale in questo senso la scelta di Marc Platt e Jordan Horowitz, veterani dei musical teatrali e cinematografici. Inoltre, grazie al Cinema Scope e al wide screen, il regista ripropone con successo la spettacolarità dei musical dell’età dell’oro.

La La Land però è anche un inno al coraggio di inseguire le proprie aspirazioni accompagnato da uno sguardo lucido sul prezzo che comporta. Esistono amori che influenzeranno per sempre la nostra vita, ma non è detto che durino altrettanto. E quel bivio sul finale, quella macchina che infine prende una determinata direzione fa proprio riferimento a questo: arriva un momento in cui la vita ci costringe a scegliere. E per farlo, bisogna sempre rinunciare a qualcosa. Anche nella città delle stelle.

Guarda il trailer ufficiale di La La Land

Redazione
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