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La cena delle spie – All the Old Knives, recensione del thriller con Chris Pine

La recensione de La cena delle spie - All the Old Knives, thriller di Janus Metz con Chris Pine e Thandiwe Newton. Dall'8 aprile su Prime Video.

Il regista danese Janus Metz ritorna dopo i fasti di Borg McEnroe (2017) a testare le svariate manifestazioni dell’umano rancore con La cena delle spieAll the Old Knives. L’opera seconda di Metz, basata sul romanzo omonimo edito nel 2015 di Olen Steinhauer – che ne firma anche la sceneggiatura insieme allo stesso regista – si potrà vedere a partire dall’8 aprile su Prime Video.

Per questo lungometraggio, bisogna dirlo, il segreto è nel titolo. Come spiega Cinemaholic, la musa ispiratrice di Steinhauer è stata una massima di Fedro contenuta nelle sue favole: “Tutti i vecchi coltelli che si sono arrugginiti nella mia schiena, li rendo in cambio nella tua”. Ed è proprio su queste basi che si svolge la storia tra Henry Pelham (Chris Pine), veterano della CIA, e Celia Harrison (Thandiwe Newton), vecchi colleghi, vecchie spie, vecchi amori ma con un solo obiettivo: stanare la talpa che, con la sua soffiata, si è resa colpevole della morte di un centinaio di persone.

La cena delle spie è un thriller – condito con un pizzico di melodramma e una spolverata di spionaggio – molto parlato e molto circoscritto. Le vicende vedono il loro fulcro nella cena che si svolge tra i due protagonisti e i numerosi flashback riportano a galla tutti “i coltelli conficcati nella schiena” anticipati nel titolo. In questo film la storia c’è e si fa sentire, ma risente molto del passaggio tra carta stampata e pellicola, per cui non sempre le tempistiche narrative rendono il dovuto servizio e l’attenzione può, purtroppo, a volte scemare.

Quello che non convince ne La cena delle spie è una regia troppo televisiva – sembra essere modulato quasi con un occhio alla serialità – e una fotografia – firmata da Charlotte Bruus Christensen (A Quiet Place) – che attinge a piene mani da un patrimonio visivo patinato ed esageratamente effettato. Dettagli, primi e primissimi piani, movimenti di macchina troppo azzardati rendono il film paradossalmente meno credibile.

In questo senso, anche il parterre attoriale si barcamena tra queste mutevoli direzioni di stile. Chris Pine è efficace nel suo essere statuario ma risente della estrema fermezza del personaggio; al contrario Thandiwe Newton riesce a farsi carico di tutte le ambiguità della sua Celia rendendola un personaggio incomprensibile in maniera efficace. Sempre un piacere ritrovare sullo schermo Jonathan Pryce e Laurence Fishburne nei panni rispettivamente di Vick Wallinger e Bill Compton, personaggi tipicamente “svianti” delle storie di spionaggio.

La cena delle spieAll the Old Knives si può considerare, quindi, come un interessante prova di intrattenimento a metà tra il televisivo e il cinematografico, consigliato a chi desidera farsi trascinare dalla pluralità degli eventi e dei punti di vista.

Guarda il trailer de La cena delle spie – All the Old Knives

GIUDIZIO COMPLESSIVO

La cena delle spie si può considerare come un interessante prova di intrattenimento a metà tra il televisivo e il cinematografico, consigliato a chi desidera farsi trascinare dalla pluralità degli eventi e dei punti di vista. 
Carlotta Guido
Carlotta Guido
Dopo la visione de Il Padrino Parte II capisce che i suoi film preferiti saranno solo quelli pari o superiori alle tre ore | Film del cuore: Il Padrino | Il più grande regista: Aleksandr Sokurov | Attore preferito: Marlon Brando | La citazione più bella: "Il destino è quel che è, non c’è scampo più per me" (Frankenstein Junior)

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