lunedì, Gennaio 30, 2023
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La Battaglia di Hacksaw Ridge, recensione del film di Mel Gibson

Oltre a segnare il ritorno dietro la macchina da presa di Mel Gibson a dieci anni di distanza da Apocalypto, La Battaglia di Hacksaw Ridge palesa nuovamente agli occhi dello spettatore il tipo di personaggio che la star hollywoodiana ama mettere al centro delle sue storie: che si tratti di un eroe nazionale o del figlio di Dio, di un cacciatore Maya o del primo obiettore di coscienza ad essere insignito della Medaglia d’Onore, il protagonista dei suoi lavori sarà sempre e comunque il guerriero, il combattente, il sopravvissuto; l’uomo che attraverso un percorso di redenzione arriva a dominare gli eventi e a non esserne più vittima, liberandosi dalla propria infelicità e acquistando così la libertà (fisica o morale che sia).

Nel 1942 Desmond Doss, cresciuto secondo gli insegnamenti degli avventisti del settimo giorno, si arruola all’età di 23 anni per servire il proprio paese. Dopo essere uscito indenne da un addestramento duro e a tratti umiliante, Desmond viene ufficialmente designato come soccorritore nella cruenta battaglia di Okinawa. Senza mai ricorrere all’utilizzo delle armi, il ragazzo dimostrerà il proprio valore salvando la vita a 75 uomini, diventando in seguito il primo obiettore insignito della Medaglia d’Onore del Congresso, la più alta onorificenza militare americana.

La storia vera della guerra senza armi di Desmond Doss trova la perfetta collocazione nello sguardo innocente e nel corpo esile di Andrew Garfield che, appeso definitivamente al chiodo il costume dell’Uomo Ragno (interpretato in The Amazing Spider Man 1 e 2), si cimenta con storie decisamente più mature e complesse sotto la direzione di maestri autorevoli dalla comprovata esperienza (ne è un esempio l’ultimo Silence di Martin Scorsese, recitato al fianco di Adam Driver e Liam Neeson).

L’attore trentatreenne riesce a donare al personaggio di Doss il giusto spessore e a rendere la sua interpretazione una sintesi compiuta delle tematiche che hanno reso l’epopea di Desmond la miscela perfetta di tre elementi chiave (libero arbitrio, missione storica e provvidenza divina), supportato da un cast di comprimari assolutamente straordinario che include Vince Vaughn, Sam Worthington, Luce Bracey, Hugo Weaving e la meravigliosa Teresa Palmer.

Ma la guerra senza armi di Doss è anche la guerra senza armi di Mel Gibson (da troppo tempo vittima degli strani meccanismi che regolano lo star system), che torna a dirigere con forza dirompente una storia per il grande pubblico dal contenuto e dalla forma rassicuranti. L’attore/regista rivendica la propensione verso una messa in scena ipercinetica ed ansiogena sempre votata a creare una tensione concatenata e a scuotere l’animo dello spettatore.

Avvalendosi di una struttura classica, con La Battaglia di Hacksaw Ridge – presentato fuori conconrso alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia –  Gibson racconta con furia devastante l’estrema crudezza e la sfrontata insensibilità della guerra, rappresentata con estremo rigore e con un attenzione al dettaglio che stimola continuamente il senso di repulsione e di spavento di chi osserva.

Guarda il trailer de La Battaglia di Hacksaw Ridge

https://www.youtube.com/watch?v=kYf3Wxb7-0Y

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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