martedì, Dicembre 6, 2022
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Jurassic World, recensione del film con Chris Pratt

La recensione di Jurassic World, quarto capitolo della serie di Jurassic Park, con protagonista Chris Pratt. Dall'11 giugno al cinema.

Era il lontano 1993 quando il paleontologo Alan Grant (Sam Neil) afferrava sbalordito la testa della paleobotanica Ellie Sattler (Laura Dern) per invitarla a posare lo sguardo sull’incredibile realtà del parco dei divertimenti realizzato dall’eccentrico miliardario John Hammond (Richard Attenborough). Quel film, Jurassic Park, la prima grande pellicola ad utilizzare la CGI, fu destinato a cambiare la storia del cinema per sempre, a ridefinire il genere fantascientifico mescolato all’avventura, e a dare vita a uno dei franchise più conosciuti nel mondo (nonostante i due sequel, Il mondo perduto – Jurassic Park e Jurassic Park III, non siano paragonabili al capostipite concepito dal genio di Steven Spielberg).

Oggi, a 22 anni di distanza, il parco è nuovamente aperto. Nuovi interpreti (Chris Pratt, l’adorabile Star Lord di Guardiani della Galassia, e Bryce Dallas Howard, l’ex musa di M. Night Shyamalan – vista in The Village e Lady in the Water) e, soprattutto, un nuovo regista: Colin Trevorrow, conosciuto per aver diretto nel 2012 Safety Non Guaranteed. Dopo esserci occupato della regia dei primi due episodi della saga, Spielberg torna come produttore esecutivo.

Isla Nublar si ripopola: finalmente, la lussureggiante isola ospiterà un parco per famiglie a tema dinosauri, come John Hammond aveva progettato a suo tempo La notorietà del parco, però, inizia presto a diminuire, così come le sue visite. Per risolvere il problema, i proprietari decidono di offrire al pubblico una nuova, grandiosa attrazione, un ibrido tanto intelligente quanto feroce e spaventoso: l’Indominus Rex. Ma tra le minacciose ombre dell’Isla Nublar, l’imprevisto è in agguato.

Sulla scia della lunga tradizione del blockbuster a stelle e strisce, Trevorrow costruisce un potente film d’intrattenimento, carico al punto giusto (senza mai esagerare) di effetti speciali e momenti adrenalinici, trasportando lo spettatore all’interno di una realtà familiare che sembra ormai conoscere a menadito, e per questo motivo mai troppo indietro nel tempo (nonostante le musiche eterne di John Williams – qui riproposte da Michael Giacchino – aiutino molto in tal senso). È proprio l’inevitabile confronto con il- materiale originale, infatti, che impedisce alle immagini di Jurassic World di destare il benché minimo stupore: il ricordo del primo Jurassic Park è ancora vivo nella nostra mente, lo sarà finché avremo memoria, e probabilmente, tra innovazione tecnologica e gusto del pubblico, riuscire ancora a “meravigliare” attraverso la quarta esplorazione del mondo giurassico alla base dell’opera di Michael Crichton (e alla quale la serie si ispira) si è rivelata un’impresa più difficile del previsto.

Per questo a Jurassic World resta davvero poco da offrire in termini di nuovo, di rivoluzionario, di “meraviglioso”. Rimane un ottimo prodotto messo a punto con intelligenza, tra momenti palpitanti e altri più comici e leggeri, con una buona alchimia tra i suoi interpreti principali (assolutamente belli da vedere insieme) e tanta, tantissima azione. Può bastare, certo. Ma quel brivido (con tutte le emozioni annesse) generato in noi dalla paura negli occhi di Alan e della piccola Alexis alla vista del T-Rex è decisamente lontano anni luce.

Guarda il trailer ufficiale di Jurassic World

GIUDIZIO COMPLESSIVO

A Jurassic World resta davvero poco da offrire in termini di nuovo, di rivoluzionario, di "meraviglioso". Rimane un ottimo prodotto messo a punto con intelligenza, tra momenti palpitanti e altri più comici e leggeri.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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