mercoledì, Febbraio 1, 2023
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It Follows, recensione dell’horror di David Robert Mitchell

Dopo il grande successo ottenuto all’edizione 2014 del Toronto Film Festival e dopo l’uscita nelle sale americane lo scorso anno, arriva finalmente anche in Italia (grazie alla Koch Media) It Follows, uno degli horror più acclamati dell’ultimo decennio, diretto dal regista e sceneggiatore statunitense David Robert Mitchell.

La storia del film ruota attorno alla diciannovenne Jay (interpretata dall’attrice statunitense Maika Monroe, che prossimamente vedremo nell’atteso Independence Day – Rigenerazione). Dopo un incontro sessuale apparentemente innocente, la ragazza si ritrova perseguitata da strane visioni e dalla sensazione inevitabile che qualcuno, o qualcosa, la stia seguendo. Aiutata dal suo gruppo di amici, dovrà escogitare un piano per sfuggire a tutta una serie di orrori che sembrano non avere fine.

Alla sua seconda prova dietro la macchina da presa (dopo la commedia drammatica The Myth of the American Sleepover del 2010), David Robert Mitchell realizza un horror dalle grandissime atmosfere che molto ha in comune con le intramontabili opere di maestri quali John Carpenter (nell’utilizzo della musica) e Wes Craven (nell’identificazione dei personaggi come punto di forza della storia).

Jay e il suo gruppo di amici, che tanto ricalcano quel modello – prestabilito ma pur sempre funzionale all’interno del genere – di giovani ragazzi perseguitati dal maligno (si pensi ai vari Nightmare o ai numerosi teen horror movies sulla scia di Scream e So cosa hai fatto), si muovono in un contesto avulso dal tempo eppure così spaventosamente reale, costruito da Mitchell attraverso un utilizzo della macchina da presa consapevole e maturo, che gioca costantemente con lo spettatore e che aumenta la sensazione di disagio e terrore quando preferisce non svelare invece che palesare, lasciando che il coinvolgimento e l’immedesimazione siano rapidi, totali, e che quella sensazione di essere inseguiti, perseguitati, non riguardi solo i protagonisti, ma lo stesso pubblico in sala.

Un lavoro di regia (tra long take, panoramiche e zoom) curato nei minimi dettagli che permea l’interno film – anche grazie alla fotografia di Mike Gioulakis e alle musiche di Disasterpeace – di un’atmosfera angosciante, disturbante e minacciosa, rendendolo un vero e proprio elogio alla tensione.

Un susseguirsi di sequenze di grande ispirazione e dall’impatto visivo potentissimo per raccontare come la paura possa assumere volti sempre diversi e come la stessa possa generarsi da fonti sempre nuove, dimostrando come spesso il cinema non abbia per forza bisogno di una scrittura incisiva (qui piuttosto semplicistica), ma piuttosto di un bravo (o grande) regista che abbia ben chiara in mente un’idea forte e personale.

Guarda il trailer ufficiale di It Follows

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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