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Io Prima di Te, recensione del film con Emilia Clarke e Sam Claflin

Dopo l’anteprima italiana al Giffoni Film Festival 2016, arriva nelle nostre sale dal 1 settembre Io Prima di Te, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dell’inglese JoJo Moyes, che del film ha anche firmato la sceneggiatura.

Al centro della storia la giovane Louisa (detta “Lou”) Clark, una ragazza di 26 anni che passa da un lavoro all’altro per aiutare la famiglia in gravi difficoltà economiche. Un giorno trova lavoro come assistente di Will Traynor, un giovane e ricco banchiere costretto sulla sedia a rotelle dopo un incidente stradale. L’incredibile e contagioso entusiasmo di Lou influenzerà significativamente la vita di Will.

Nonostante presenti una trama molto simile ad altri prodotti appartenenti al filone young adult, ma anche a pellicole decisamente più raffinate che hanno affrontato con approcci stilistici e narrativi completamente differenti il tema della disabilità connesso alle differenze caratteriali, Io Prima di Te riesce ad elevarsi dalla miriade di drammi sentimentali indirizzati ad un target specifico (prevalentemente adolescenziale) e a distinguersi per una coerenza di fondo che impedisce al film stesso di perdersi nel marasma della banalità e della superficialità che troppo spesso si riscontrano nelle storie romantiche dedicate alla generazione 2.0.

La regia di Thea Sharrock – qui al suo debutto dietro la macchina da presa per un film destino al grande schermo – si prende i suoi tempi e trasporta gradualmente lo spettatore nel cuore della vicenda servendosi di uno stile classico ma molto preciso, sviscerando con tenerezza e pacato equilibrio tutta una serie di tematiche importanti, anche dolorose, ma profondamente attuali.

Il lavoro migliore viene comunque svolto dai due protagonisti, vero cuore pulsante dell’intera operazione anche grazie ad una palese alchimia: se Sam Claflin lavora per sottrazione, dimostrando di essere pronto per affrontare ruoli decisamente più impegnati dopo il successo della saga di Hunger Games e di pellicole come Posh e Scrivimi Ancora, Emilia Clarke (la Daenerys Targaren della popolare serie tv Game of Thrones), archiviata l’infelice esperienza di Terminator: Genisys, regala una performance basata essenzialmente sul corpo e sulle espressioni, impregnango ogni singola sequenza in cui appare di sconfinata dolcezza e tollerabile gigioneria.

Alla fine di Io Prima di Te si avrà la sensazione di aver assistito alla visione di un romantic drama che, tra lacrime e sorrisi perfettamente bilanciati, riesce a fare la differenza. Tutti gli elementi tipici di una pellicola strappalacrime preconfezionata non mancano di certo all’appello, ma il modo in cui si amalgano per emozionare e far riflettere lo spettatore raccontando una realtà concreta e mai ingannevole, lo rendono un film privo di ovvietà (soprattutto nel finale), sicuramente dignitoso.

Guarda il trailer ufficiale di Io Prima di Te

Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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