lunedì, Gennaio 30, 2023
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Indivisibili, recensione del film di Edoardo De Angelis

Articolo a cura di Irene Caltabiano

Essere vetrina di piccole storie che si fanno metafora di sentimenti più grandi. Questa la forza del cinema italiano, mettere sotto i riflettori realtà nascoste e credenze legate a determinate culture per universalizzare sentimenti e animo umano. Indivisibili è la prepotente affermazione della vita e della giustizia in mezzo alla miseria più bieca, quella povertà di certi quartieri napoletani, che mescolano sacro e profano, religione e bestemmia.

Daisy e Viola (per i palati più raffinati eco delle gemelle siamesi dei Freaks di Tod Browning) sono unite dalla nascita da un fianco. Questa particolarità fisica, insieme ad una voce melodiosa, le ha rese famose nel loro piccolo quartiere, dove fanno le cantanti a eventi e cerimonie. A metà tra artiste e fenomeno da baraccone, il padre Peppe procura alle sorelle gli ingaggi, per poi spendere nel gioco d’azzardo tutto ciò che le figlie guadagnano. La madre Titti, personaggio fragile e succube, non è in grado di ribellarsi alla volontà del marito. Ma, all’età di diciott’anni, le gemelle scoprono che potevano essere separate alla nascita. E tutte le certezze su cui avevano costruito la propria esistenza, d’improvviso, crollano.

Non certo estraneo agli scenari napoletani, Edoardo De Angelis (Perez, Mozzarella Stories), dipinge con cura e qualche ispirazione dal sapore sorrentiniano (forse un tempo avremmo detto felliniano) il marcio e l’ignoranza di certe realtà partenopee.  Un business malato che ruota attorno a un prete, Don Salvatore, che sfrutta il sentimento religioso per il proprio tornaconto, elevando le gemelle a una sorta di sante, e a Marco Ferrari, impresario viscido, che con la promessa del successo,  vuole sfruttarle sessualmente. Un viaggio in una realtà senza speranza, una giostra di personaggi grotteschi che porta lo spettatore, dall’inizio alla fine, a desiderare il riscatto delle protagoniste.

Colpisce il contrasto tra l’ambiente trash in cui le due ragazze vivono e la purezza di intenti di Daisy e Viola. Il loro rapporto di sorellanza diventa il fulcro degli unici desideri sani: avere una vita normale, che vada verso l’affermazione di sé come individui, finalmente non legata al proprio doppio. Un’indipendenza inizialmente più desiderata da una, ma bisogno e consapevolezza che crescerà anche nell’altra con l’evolversi della vicenda.

Un film che mescola suggestioni e superstizioni, amarezza e coraggio, magistralmente accompagnato dalle musiche di Enzo Avitabile e arricchito da inquadrature pittoriche. Un prodotto che dispiace non vedere in lizza per gli Oscar.

Guarda il trailer ufficiale di Indivisibili

Redazione
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