lunedì, Febbraio 6, 2023
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Il Sacrificio del Cervo Sacro recensione del film con Colin Farrell

Arriva dal 28 giugno nelle sale italiane, grazie a Lucky Red, Il Sacrificio del Cervo Sacro, il nuovo film dell’acclamato Yorgos Lanthimos. Il film riunisce il regista greco e Colin Farrell dopo l’esperienza dell’acclamato The Lobster: l’attore irlandese torna, inoltre, a lavorare con Nicole Kidman dopo L’Inganno di Sofia Coppola.

Steven Murphy (Colin Farrell) è uno stimato chirurgo al quale non sembra mancare nulla. Ha una splendida moglie (Nicole Kidman), due bellissimi figli e una grande casa.  Steven però ha un segreto. Spesso incontra Martin (Barry Keoghan), un ragazzo di sedici anni goffo e stralunato che ama confidarsi con lui. I due pranzano insieme, passeggiano e parlano del più e del meno. Insomma, non fanno niente di male. Tant’è che un giorno il dottore invita Martin a casa per presentarlo ai suoi familiari. Ma quella che sembrava una semplice amicizia si rivela presto un legame perverso che getta molte ombre sul passato di Steven e rischia di rovinare per sempre la sua vita.

“Spesso la gente crede che io dia un significato preciso ai miei film, ma non è così. Ho una mia idea sul senso generale che deve avere ogni mio script ma so che il risultato finale potrà essere interpretato in modi diversi, e ne sono felice. A volte penso che il pubblico possa comprendere i miei lavori addirittura meglio di me. Lo spettatore osserva con il giusto distacco i passaggi di una storia che tu puoi aver scritto istintivamente…” Yorgos Lanthimos

Il Sacrificio del Cervo Sacro non può essere definito, in senso stretto, un thriller o un horror, nonostante in esso siano presenti elementi narrativi di entrambi i generi. Non è un film imperniato sui rapporti familiari né tantomeno sul desiderio di vendetta: queste tematiche hanno un certo peso nella vicenda, ma non sono mai realmente approfondite.

Il cuore pulsante della storia, ciò che interessa a Lanthimos, sembra essere piuttosto il senso di colpa, un sentimento devastante che non abbandona mai il protagonista e che anzi aumenta con il susseguirsi degli eventi. Steven subisce le conseguenze delle sue azioni e viene castigato da un destino beffardo e impietoso, che in questo caso ha le fattezze del mefistofelico Martin.

Il Sacrificio del Cervo Sacro recensione del film con Colin Farrell

Nonostante il titolo alluda palesemente alla tragedia di Euripide (Il sacrificio di Ifigenia dell’Ifigenia in Aulide), il film s’ispira solo vagamente a quest’opera. Ne Il Sacrificio del Cervo Sacro ritroviamo quindi alcuni topoi della tragedia greca ma anche molti riferimenti a Il libro della Genesi. Elementi che Yorgos Lanthimos ed Efthimis Filippou, il co-sceneggiatore di fiducia, inseriscono con grande abilità in uno script surreale, disturbante ma dotato anche di una sottile ironia.

In definitiva il Prix du scénario vinto a Cannes non appare certo immeritato per questa coppia di autori saliti alla ribalta nel 2009 con un capolavoro di stile e scrittura come Kynodontas, candidato anche come miglior film straniero agli Oscar nel 2011. E parlando di stile è impossibile non menzionare l’ottimo lavoro svolto dal direttore della fotografia, Thimios Bakatakis, che attraverso il linguaggio dei colori ha dato forma a una realtà alienata e personalissima. Nei suoi immensi grandangoli gli attori vagano come spettri in cerca di pace. Ma ciò non è da intendersi come una mancanza assoluta di pathos.

La recitazione basata sulla sottrazione è tipica dei film di Lanthimos. Infatti Colin Farrell e Nicole Kidman, più che le parole, usano i gesti e gli sguardi, per comunicare le emozioni più intense, e in tal modo riescono a portare in scena una tensione psicologica altissima. Vicino a loro un precoce talento come Barry Keoghan (visto già in Dunkirk di Christopher Nolan) ha la possibilità di esprimersi al meglio, dando vita a un personaggio di grande fascino, il piccolo Martin, un giustiziere apatico e crudele.

Sebbene Il Sacrificio del Cervo Sacro (qui il trailer italiano ufficiale) non raggiunga le vette narrative di Kynodontas, lo si può considerare un film perfettamente riuscito, che cattura lo sguardo, fa riflettere e soprattutto non si dimentica facilmente.

Redazione
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