lunedì, Gennaio 30, 2023
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I Peggiori, recensione del film di Vincenzo Alfieri con Lino Guanciale

Nuove anomalie avvistate all’orizzonte: I Peggiori è pronto a sbarcare in sala (il 18 maggio) cercando di ridefinire i contorni di un nuovo trend del nostro cinema che vede i tradizionali modelli del cinecomic medio americano adattarsi al prototipo italiano.

Opera prima di Vincenzo Alfieri, sicuramente più noto come attore ma che, dopo svariati anni, ha deciso di riportare in vita una sceneggiatura abbozzata ai tempi del liceo. E proprio in questa occasione ha potuto dimostrare le sue doti da regista, sceneggiatore – appunto – e interprete al fianco a Lino Guanciale e ad alcuni comprimari “di lusso” come Biagio Izzo, Francesco Paolantoni, Antonella Attili, Tommaso Ragno, Miriam Candurro, Ernesto Mahieux e la giovanissima Sara Tancredi.

Nella caotica e babelica Napoli multietnica di oggi, i fratelli Massimo (Guanciale) e Fabrizio (Vincenzo) Miele affrontano con difficoltà la vita di tutti i giorni, cercando di schivare i colpi bassi del destino. Ghettizzati per via della truffa in stile Ponzi ordita dalla propria madre, hanno perso ogni vantaggio economico e cercano di sopravvivere lavorando come operaio in un cantiere (il primo) e come archivista in tribunale (il secondo), per garantire un futuro migliore a Chiara (Tancredi), la sorellina tredicenne.

Ma quando l’assistente sociale che li segue (Candurro) – Serena – li mette in guardia sull’intenzione del giudice di togliere l’affidamento della piccola ai due fratelli e il losco capo cantiere Durim Basha (Ragno) rifiuta di pagare Massimo, i protagonisti si improvvisano giustizieri mascherati, pronti a punire il “furbetto del quartierino” di turno. Da un caso isolato, i fratelli Miele capiscono che possono ricavarne del denaro trasformandosi in due improbabili “eroi a pagamento”, soprannominati “i demolitori”.

Caotico, intriso di cultura pop e, parafrasando Nietzsche e traslando il titolo di una sua celebre opera, “americano troppo americano”: I Peggiori sfugge a qualunque confronto canonico o classificazione di genere, sorvolandoli trasversalmente e nutrendosi della loro linfa vitale e dell’immaginario che hanno ben codificato per appropriarsi, prepotentemente, di un imaginario – appunto – decisamente americano, ma adattato alla realtà anarchica napoletana.

Il risultato è una curiosa e inarrestabile miscellanea che è stata paragonata al caso Kick-Ass, nonostante tutte le limitazioni che il paragone comporta. L’opera prima di Alfieri riesce a valicare ogni paragone proprio o improprio, come pure la pesante eredità lasciata dal grande successo di Lo Chiamavano Jeeg Robot.

Ad essere diversi non sono solo gli esiti ma, soprattutto, le premesse di partenza, con un’inedita accoppiata di fratelli cialtroni e disperati – eredi delle tipiche maschere della commedia all’italiana – pronti a reinventarsi in qualunque modo, visto il desolante panorama di questa moderna Italia 2.0 dei social, delle visualizzazioni e dei trend su Twitter.

Con una regia brillante e ipercinetica, veloce e chiassosa, Alfieri attraverso il suo film I Peggiori restituisce credibilità a una Napoli lontana dai luoghi comuni e dalle immagini turistiche da cartolina, riuscendo a creare ex novo letteralmente un cine-fumetto, una dimensione bidimensionale e colorata dove “i buoni” cercano di reinventarsi per espiare le colpe del passato e “i cattivi”, invece, finiscono per espiare davvero le loro malefatte compiute in questa vita in cartoon motion.

Guarda il trailer ufficiale de I Peggiori

https://www.youtube.com/watch?v=cOlW8OLun9c

Ludovica Ottaviani
Ludovica Ottaviani
Imbrattatrice di sudate carte a tempo perso, irrimediabilmente innamorata della settima arte da sempre | Film del cuore: Lo Chiamavano Jeeg Robot | Il più grande regista: Quentin Tarantino | Attore preferito: Gary Oldman | La citazione più bella: "Le parole più belle al mondo non sono Ti Amo, ma È Benigno." (Il Dormiglione)

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