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Hocus Pocus 2, recensione del sequel targato Disney+

La recensione di Hocus Pocus 2, il sequel della commedia fantastica con Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimi. Dal 30 settembre su Disney+.

All’epoca della sua uscita in sala (era il 1993), Hocus Pocus non venne accolto con particolare entusiasmo da parte della critica, e non riuscì neanche a raggiungere chissà quali risultati esorbitanti al box office, venendo quindi ignoranto anche dalla stragrande maggioranza del pubblico. Quello stesso pubblico che, tuttavia, nel corso degli anni, grazie ai numerosi e ripetuti passaggi televisivi su canali quali Disney Channel, ha riscoperto e rivalutato la commedia fantastica di Kenny Ortega, contribuendo a farla diventare da allora un vero e proprio cult classic, un autentico must watch da vedere e rivedere la notte di Halloween (ma non solo!).

È per questo motivo che la Casa di Topolino, con grande sorpresa di tutti quei fan che mai si sarebbero aspettati un ritorno delle sorelle Sanderson (seppur, questa volta, sul piccolo schermo), ha annunciato ad ottobre del 2019, dopo anni e anni di interminabili rumor e speculazioni, che un sequel di Hocus Pocus era ufficialmente in sviluppo e che sarebbe arrivato direttamente in streaming, in esclusiva per la piattaforma Disney+. Finalmente, quindi, il prossimo 30 settembre, chi per anni ha sperato di poter tornare ufficialmente a Salem e respirare nuovamente aria di magia, potrà finalmente godere di un’avventura nuova di zecca che – lo preannunciamo! – non ha nulla da invidiare al suo predecessore, pur distanziandosene sotto molto aspetti che, proprio in questa recensione, cercheremo di mettere in luce.

Ma prima di tutto, la trama: Hocus Pocus 2 è ambientato 29 anni dopo gli eventi del primo film e, nonostante il ritorno delle tre iconiche sorelle Sanderson e del raccapricciante ma allo stesso tempo adorabile zombie William “Billy” Butcherson (nei cui panni tornano rispettivamente Bette Midler, Sarah Jessica Parker, Kathy Najimi e Doug Jones), avrà come giovani protagonisti dei personaggi totalmente nuovi. Dimenticatevi, quindi, di Max, Allison e della piccola Dani: al centro della storia di Hocus Pocus 2 troviamo tre ragazze adolescenti – Becca (Whitney Peak), Lizzy (Belissa Escobedo) e Cassie (Lilia Buckingham) – unite da una forte e longeva amicizia che, tuttavia, è stata logorata dalla crescita e dai cambiamenti tipici della loro età. Senza rischiare di rivelare troppo, le tre si ritroveranno ad unire le forze per cercare di fermare proprio le sorelle Sanderson – che sempre grazie al potere della Candela dalla Fiamma Nera hanno fatto nuovamente ritorno a Salem in cerca di vendetta -, compiendo allo stesso tempo un incredibile viaggio di maturazione che le porterà non solo alla scoperta di sé stesse ma anche a prendere coscienza dell’importanza che l’altro (sorella o amica che sia) può ricoprire nelle nostre vite.

Diretto da Anne Fletcher, che oltre ad essere una regista (27 volte in bianco, Ricatto d’amore) è anche una coreografa (esattamente come lo era Kenny Ortega, che oltre al primo film ha diretto anche Gli strilloni e la trilogia di High School Musical), Hocus Pocus 2, da un punto di vista meramente strutturale, ricalca pedissequamente il suo predecessore: la narrazione è, infatti, scandita da una serie di avvenimenti alquanto prevedibili che riportano immediatamente alla memoria la pellicola originale. La sensazione che si avverte in seguito al piacevole set up iniziale (che ci riporta all’epoca in cui le sorelle Sanderson erano soltanto delle ragazzine, rivelandoci come abbiano fatto ad entrare in possesso di Libro e dei loro poteri) è proprio quella di aver magicamente riavvolto il nastro del tempo e di assistere alla visione di una storia di cui abbiamo inevitabilmente il sentore di conoscere già tutto, dagli intricati sviluppi all’inevitabile finale riparatore che tutto riporterà alla normalità.

Tempi diversi, streghe diverse… 

Ma allora, cosa c’è di davvero nuovo in questo Hocus Pocus 2? La risposta è da ricercare nei cambiamenti che hanno interessato i Walt Disney Studios negli ultimi anni e che hanno sicuramente plasmato anche il modo in cui le storie devono essere raccontate e, soprattutto, i messaggi che attraverso di esse devono essere veicolati. Il primo Hocus Pocus era sì una commedia fantastica senza chissà quali pretese narrative, ma Ortega e il suo team erano comunque riusciti ad imbastire – attraverso i giusti toni e la giusta messa in scena – un racconto in grado sì di intrattenere con leggerezza, ma che risultasse anche particolarmente suggestivo, con atmosfere fortemente simboliche e ben radicate in contesti narrativi abituati a sviscerare il fascino della stregoneria e, di conseguenza, ad essere poco inclini a ricercare la morale spicciola ad ogni costo.

Nel sequel della Fletcher, invece, accade esattamente il contrario: la storia delle sorelle Sanderson e, di riflesso, quella delle tre nuove amiche protagoniste, diventa un nuovo e stuzzicante pretesto per mettere ancora una volta in atto quello a cui la Disney ambisce ormai da numerosi anni a questa parte, in maniera estremamente più evidente e marcata di quanto non abbia mai fatto in passato: edulcorare il racconto il più possibile ed estrapolare da esso – il più delle volte in maniera forzata – un messaggio edificante ed universale che possa arrivare limpido e cristallino al loro pubblico di riferimento, mirando ad offrire un’esperienza che possa risultare il più consolatoria e rassicurante possibile.

Non che questo sia necessariamente un male: semplicemente, per godere a pieno della visione di Hocus Pocus 2 ci sembra necessario arrendersi a questa consapevolezza, e capire che non siamo più nel 1993 ma nel 2022. Tempi diversi, streghe diverse, ma anche mezzi su cui volare diversi e, soprattutto, lezioni da imparare diverse: i contorni e le sfumature assumono caratteri decisamente più favolistici e leggeri, ma non per questo meno profondi, facendo da perfetta cornice al messaggio che il film scalpita di voler trasmettere e che riguarda essenzialmente l’importanza della complicità e, soprattutto, della condivisione (sì, anche dei propri poteri, come impareranno a loro spese le tre giovani protagoniste, e come forse non avevano mai davvero imparato prima d’ora le sorelle Sanderson).

Se lo spettatore sarà quindi ben disposto, siamo certi che riuscirà ad apprezzare comunque Hocus Pocus 2, anche solo per la gioia di lasciarsi travolgere da un’avventura che tutto sommato intrattiene e diverte (ma sicuramente più indirizzata ad una nuova generazione di potenziali “adepti” delle tre streghe, nonostante il film non perda mai occasione per omaggiare la loro eredità e quella della pellicola del 1993), da ben due spassosissimi numeri musicali (di cui uno sulle note dell’intramontabile classico One Way or Another“, che riecheggia con forza l’iconico momento I Put a Spell on You del primo film) e dalle gloriose e pazzesche interpretazioni di Bette Midler, Sarah Jessica Parker e Kathy Najimi, che riescono a ridare corpo, anima e spirito alle tre maledette fattucchiere in maniera sorprendente ed impeccabile, nonostante siano trascorsi 29 lunghi anni.

Guarda il trailer ufficiale di Hocus Pocus 2

GIUDIZIO COMPLESSIVO

Per godere a pieno della visione di Hocus Pocus 2 è necessario capire che non siamo più nel 1993 ma nel 2022. Tempi diversi, streghe diverse, ma anche mezzi su cui volare diversi e, soprattutto, lezioni da imparare diverse: i contorni e le sfumature assumono caratteri decisamente più favolistici e leggeri, ma non per questo meno profondi.
Stefano Terracina
Stefano Terracina
Cresciuto a pane, latte e Il Mago di Oz | Film del cuore: Titanic | Il più grande regista: Stanley Kubrick | Attore preferito: Michael Fassbender | La citazione più bella: "Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile." (A Beautiful Mind)

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